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Nacque a Livorno il 19 maggio 1950 da madre livornese e padre [[New York|newyorkese]], giunto in Italia con l'[[Alleati della seconda guerra mondiale|esercito alleato]]. Il cognome ha una origine ebraica ucraina, ma mentre la nonna, Zweig, mantenne fede ebraica, il nonno paterno, fuggito da piccolo con la famiglia negli Stati Uniti, si convertì più tardi al [[Chiesa cattolica|cattolicesimo]], e il padre al [[protestantesimo]]. <ref>[http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=TARADASH+Marco «Marco Taradash», su ''Catalogo dei viventi'', Corriere della sera]</ref>
 
Si iscrive nel 1968 alla Gioventù Liberale, organizzazione giovanile del [[Partito Liberale Italiano]], che lascia alla metà degli anni Settanta per aderire al [[Partito Radicale (Italia)|Partito Radicale]]. Dopo la maturità classica ha frequentato gli studi universitari alla Facoltà di [[Filosofia]] di [[Università di Pisa|Pisa]], e i corsi economico-sociali del Ceses di [[Università di Venezia|Venezia]], presieduto da [[Renato Mieli]]. Poi intraprende, tra il 1975 ed il 1977 una lunga esperienza giornalistica, cominciata a [[TVL Radiotelevisione Libera]], emittente privata livornese da lui fondata con [[Paolo Romani]] e altri coetanei. Nel 1977 si trasferisce a Roma iniziando a collaborare con il gruppo parlamentare Radicale federalista europeo e con [[Radio Radicale]]. Alla fine del 1979 risale la nascita di "Stampa e Regime", rivista che ha curato per sei gionigiorni alla settimana per dieci anni, fino all'elezione al [[Parlamento europeo|Parlamento Europeo]] nel 1989. Grazie a Stampa e Regime ha anche ottenuto uno dei più noti premi giornalistici italiani, "Il [[Premiolino]]". Nel 1981 è diventato anche redattore del mensile di informazione sui media, cioè ''[[Prima Comunicazione]]'', grazie alla quale, nel 1990, è diventato giornalista professionista. Ha collaborato per diversi periodi a varie testate, tra cui [[L'Espresso]] diretto da [[Giovanni Valentini (giornalista)|Giovanni Valentini]], e, più tardi, ''[[Il Foglio (quotidiano)|Il Foglio]]''.
 
Dopo aver fondato nella metà degli [[Anni 1980|anni Ottanta]] il ''Coordinamento Radicale Antiproibizionista'' (CORA) con ''Guancarlo Arnao'' e Luigi Del Gatto, nel 1989 viene eletto nel [[Parlamento europeo]] con la [[Lista Antiproibizionista]] di matrice radicale e [[Camera dei Deputati|deputato]] nel [[Parlamento della Repubblica Italiana|Parlamento italiano]], prima con i radicali nel 1992, e poi con i Riformatori pannelliani alleati con [[Forza Italia (1994)|Forza Italia]] diventando Presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai. Nel 1995 lascia il Partito radicale per divergenze sulla linea politica e fonda la Convenzione Per la Riforma Liberale, che porterà in Parlamento con Forza Italia alcuni fra i protagonisti della cultura liberale del tempo: [[Lucio Colletti]], [[Piero Melograni]], [[Marcello Pera]], Giorgio Rebuffa. Nel 1996 viene eletto di nuovo alla Camera nelle liste di Forza Italia, che abbandona nel 1999 a seguito del rifiuto di Silvio Berlusconi di sostenere alcuni referendum, fra cui quello per l'abolizione della delle legge elettorale e della ''separazione delle carriere'' fra magistrati della pubblica accusa e giudici . Non viene di conseguenza ricandidato nel 2001, per cui riprende l'attività giornalistica.
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