Differenze tra le versioni di "Sibilla Appenninica"

m
(visto che ho il testo di Ghilarducci meglio dire le cose per come sono effettivamente scritte)
Inoltre, dopo il [[II secolo]] non si hanno fonti scritte né archeologiche che permettano di ricostruire i processi storici avvenuti nei seguenti mille anni, fino al [[medioevo]], quando una [[sibilla]] compare negli scritti di [[Antoine de La Sale]] e di [[Andrea da Barberino]].<ref name=":2" />
 
Dal [[XV secolo|XV sec]] almeno si diffuse una leggenda secondo la quale la [[Sibilla Cumana]], vergine profetessa della nascita di Cristo, si adirò con Dio per non essere stata scelta come madre del Salvatore, e fu per questo esiliata sugli [[Appennini]]<ref>{{Cita libro|autore=Francesco Adornato|titolo=Sviluppo integrato e risorse del territorio, Un caso di studio nel Piceno|url=https://books.google.it/books?id=ZXdyrzfi8gMC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false|edizione=FrancoAngeli, Milano, 2006|p=145}}</ref>. Nel [[Il Guerrin Meschino|Guerrin Meschino]] si narra questa storia, che il protagonista sente raccontare da due uomini appena giunto nella città di [[Norcia]]:{{Citazione|Di questa città ho udito dir, che ci è la Incantatrice Alcina, la qual s'ingannò di modo, che ella credea che Dio scendesse in lei, quando incarnò in Maria vergine, e per questo ella si disperò, e fu giudicata per questa cagion in queste montagne.|[[Andrea da Barberino]], ''Guerrino detto il Meschino'', Libro V, cap. 137<ref name="GuerinMeschino">{{Cita libro|autore=Andrea da Barberino|titolo=Guerrino detto il Meschino|url=https://books.google.it/books?id=CGBcAAAAcAAJ&pg=PT14&dq=Guerino+Meschino&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwi1qL-ete3fAhWM26QKHVu6BBEQ6AEISDAG#v=snippet&q=maria%20vergine&f=false|edizione=Venezia, 1589}}</ref>}}[[File:Sibilla Chimica Madonna dell'Ambro.jpg|miniatura|223x223px|Sibilla Chimica dipinta nel [[Santuario della Madonna dell'Ambro|Santuario dell'Ambro]]]]Anche [[Giovanni Battista Lalli|Giovan Battista Lalli]], poeta [[Rinascimento#Il tramonto del Rinascimento|tardo rinascimentale]] di [[Norcia]] scrisse all'inizio del [['600]]:{{Citazione|È fama, che da Cuma, oue le prime<br>
Stanze l'illustre Profetessa ottenne,<br>
Mentre turba importuna iui le opprime<br>
==== Il lago e la grotta ====
L'associazione della [[Sibilla Cumana]] ai monti di [[Norcia]] deve aver determinato la sovrapposizione dell'[[antro della Sibilla]] di [[Cuma]] alla [[Grotta della Sibilla|grotta del Monte Sibilla]], e quindi l'identificazione del [[lago di Pilato]] con il [[lago d'Averno]]. Infatti nelle leggende locali dei [[Monti Sibillini]] il lago di Pilato è dimora di demoni e luogo di contatto con il mondo infernale<ref>{{Cita libro|autore=Giuseppe Ghilarducci|titolo=Sulle tracce della Sibilla - Un documento del XV sec.|edizione=Progetto Elissa-Editrice Miriamica, Montemonaco, 1998}}</ref>, proprio come il lago d'Averno è per [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]] l'ingresso dell'[[Ade (regno)|Ade]], tramite il quale la [[Sibilla Cumana]] conduce [[Enea]] all'incontro con defunto padre [[Anchise]].
 
 
=== Il culto di Cibele ===