Differenze tra le versioni di "Spazio geografico"

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I greci già parlavano dell'ecumene, riferendosi, in tal caso, all'insieme del mondo conosciuto da una cultura, a quella porzione di Terra permanentemente abitata, la quale si relaziona strettamente con la geografia umana. Si considera la Terra come abitata della specie umana e si mette in discussione il rapporto di interdipendenza tra l'umanità ed il suo [[habitat]]. Il punto di vista geografico si confonde con quello [[etnografico]] per passare a delimitare le sue zone abitate, dando luogo ad altre ''ecúmenes''<ref>{{Cita libro|nome=María Luisa|cognome=Gentileschi|titolo=Geografia della popolazione|url=https://books.google.com/books?id=2H3oAAAAIAAJ|accesso=8 settembre 2016|data=1 gennaio 1991|editore=Nuova Italia scientifica}}</ref>, oltre quella greca.
 
Il riconoscimento della Terra li porta a conoscere altri spazi, deserti ed abitati, ed altri modi d'abitare. La [[cartografia]] contribuisce a precisare le localizzazioni e le distribuzioni; le scuole geografiche nazionali sviluppano i suoiloro interessi e i suoiloro metodi. La teoria di una sola ecúmene nella Terra scompare anche se si continua con alcune teorie filosofiche, come nel caso di [[Immanuel Kant|Kant]] che nell'esporre il dovere del cittadino trova che abitare la Terra è comportarsi come un cittadino del mondo.
 
Il problema dell'ecumene si riformula nella geografia umana nella quale [[Paul Vidal de la Blache|Vidal della Blache]] impiega la parola per denominare la relazione della Terra con l'umanità:
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