Differenze tra le versioni di "Istituto Autonomo Case Popolari"

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L<nowiki>'</nowiki>'''"Istituto Autonomo Case Popolari"''' (in sigla '''IACP''') è un tipo di [[ente (diritto)|ente]] [[italia]]no, avente lo scopo di promuovere, realizzare e gestire [[edilizia pubblica]] finalizzata all'assegnazione di [[casa|abitazioni]] ai meno abbienti, segnatamente in [[locazione]] a [[canone (diritto privato)|canoni]] [[calmiere|calmierati]]. In seguito al DPR n.616 del 24 luglio 1977 e Legge n.142/1990, tramite specifica legge regionale promulgata da ogni regione, l'istituzione è stata ridenominata '''Azienda territoriale per l'edilizia residenziale''' (in sigla '''ATER'''), edilizia popolare a livello regionale, storicamente assistita dai fondi GESCAL e dal contributo pubblico.
 
Il "tipo di ente" deriva dalla figura dell'"Istituto Case Popolari" (in sigla '''ICP'''), che era stato creato nel [[1903]]<ref>[http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1903-07-08&atto.codiceRedazionale=003U0254 Con la legge n. 254 del 31 maggio 1903]</ref> per volontà del [[deputato]] [[Luigi Luzzatti]]<ref>[http://www.ater.rovigo.it/la-storia Ater Rovigo]</ref>, poco dopo nominato [[Ministri del Tesoro del Regno d'Italia|Ministro del Tesoro]] nel [[governo Giolitti II|secondo Governo Giolitti]] del [[Regno d'Italia]]: si parla di tipo di ente perché non era un unico organismo, ma si componeva di fatto in più compagini che si formavano localmente a livello comunale o provinciale. La "[[legge Luzzatti]]", come sin da subito fu chiamata dalla stampa nazionale, prevedeva infatti la possibilità di costituire enti di pari caratteristiche, in rango di [[ente economico]] (qualcuno divenne poi [[ente morale]]): per questo a sua volta Luzzatti aveva mutuato nella norma nazionale l'esperienza contratta l'anno prima a [[Trieste]], ove si era sperimentata la formula dell'[[Istituto Comunale per gli Alloggi Minimi]]<ref name=aterroma>[http://www.aterroma.it/azienda/storia.html Ater Roma]</ref>.
 
Fra le due guerre il [[fascismo]] intervenne sull'[[urbanistica]] per far fronte alla crisi degli alloggi e previde facilitazioni per gli enti che si occupavano di realizzarne<ref>Alberto Clementi, Francesco Perego (a cura di), ''La Metropoli "spontanea": il caso di Roma - 1925-1981, sviluppo residenziale di una città dentro e fuori dal piano'', Volume 18 de ''Il Politecnico'' (Bari, Italy), Edizioni Dedalo, 1983 - ISBN 8822008189</ref>, fra i quali l'ICP o l'[[Unione Edilizia Nazionale]]<ref>Posta però in liquidazione nel 1923</ref> o l'[[INCIS]] (Istituto Nazionale Case Impiegati dello Stato), l'[[IFACEP]] o altri ancora; queste realizzavano tanto il territorio metropolitano quanto quello coloniale, pertanto vi era fabbricazione di alloggi popolari anche nell'[[Africa Orientale Italiana]]<ref name="rm3">M. Barbot, A. Caracausi, P. Lanaro (a cura di), ''Lo sguardo della storia economica sull'edilizia urbana'', Volume 4 di ''Città e storia'', Editore Croma - Università Roma TRE, 2009 - ISBN 888368107X</ref>.
 
Successivamente si ha la trasformazione degli IACP, in base al DPR n.616 del 24 luflio 1977 e Legge n.142/1990, tramite specifica legge regionale promulgata da ogni regione, in ''Azienda territoriale per l'edilizia residenziale'' (in sigla '''ATER'''), edilizia popolare a livello regionale, storicamente assistita dai fondi GESCAL e dal contributo pubblico.
 
== Note ==
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