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[[File:Mario Magnozzi and Raimundo Orsi.jpg|thumb|left|Da destra: Orsi e [[Mario Magnozzi]] indossano la maglia dell'{{NazNB|CA|ITA}}.]]
 
Fu probabilmente grazie alla vetrina olimpica che la [[Agnelli (famiglia)|famiglia Agnelli]] se ne invaghì e fece di tutto per portarlo alla {{Calcio Juventus|N}}. La trattativa fece scalpore all'epoca: ci si trovò di fronte a un chiassoso episodio di [[calciomercato]], a causa della complessa contrattazione con il suo club di provenienza e in ragione dello stipendio offerto al giocatore, decisamente elevato per gli standard dell'epoca (100.000{{formatnum:100000}} [[Lira italiana|lire]] più 8.000{{formatnum:8000}} al mese, oltre a una [[Fiat 509]]<ref>{{cita news|autore=Carlo F. Chiesa|titolo We are the champions - I 150 fuoriclasse che hanno fatto la storia del calcio|pubblicazione=Calcio 2000|città=Milano|numero=supplemento al nº 22|data=agosto 1999|p=124}}</ref> con tanto di autista personale, e una villa in collina). Inoltre il regolamento, in quell'anno, vietava il tesseramento di giocatori stranieri od [[oriundi]], sicché Orsi poté scendere in campo solo all'inizio della stagione [[Serie A 1929-1930|1929-30]]. In Italia Orsi confermò la sua fama internazionale, diventando una delle colonne della plurivittoriosa Juventus degli anni 1930: in ''bianconero'' collezionerà 177 presenze, realizzando ben 77 gol.
 
In linea con la politica spesso seguita dal [[regime fascista]] in quegli anni, Orsi fu ben presto naturalizzato e poté quindi giocare nella [[Nazionale di calcio dell'Italia|nazionale italiana]]: esordì con una doppietta contro il {{NazNB|CA|PRT}} il 6 dicembre 1929 a [[Milano]]. Con la nazionale azzurra Orsi si laureò campione del mondo nel 1934 nell'edizione della [[Campionato mondiale di calcio 1934|Coppa Rimet]] disputatasi in [[Italia]], torneo nel quale siglò 3 reti. Riportò inoltre le vittorie del [[Coppa Internazionale 1927-1930|1930]] e [[Coppa Internazionale 1933-1935|1935]] nella [[Coppa Internazionale]].
 
Frattanto con la sua squadra di club, Orsi vinse quattro [[Scudetto (sport)|scudetti]] consecutivi tra il [[Serie A 1930-1931|1930-31]] e il [[Serie A 1933-1934|1933-34]]; non poté formalmente fregiarsi del quinto e ultimo titolo del cosiddetto [[Quinquennio d'oro]] juventino, poiché nell'aprile 1935 dovette improvvisamente lasciare il calcio italianoTorino per fare ritorno in patria, al capezzale della madre gravemente malata.<ref name="Stampa">{{cita news|url=http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,1137_01_1935_0081_0007_24910733/|titolo=Orsi torna in Argentina|pubblicazione=La Stampa|data=4 aprile 1935|p=7}}</ref><ref name="Arnaldi">{{cita news|autore=Enzo Arnaldi|url=http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1624_02_1935_0083_0004_22451558/|titolo=Orsi se ne va...|pubblicazione=La Stampa della Sera|data=6 aprile 1935|p=1}}</ref> LaQuello che pareva un addìo solo temporaneo al calcio italiano,<ref name="Stampa"/><ref name="Arnaldi"/> alla fine si trasformerà in definitivo, sicché la sua attività agonistica nonproseguì era però ancorain conclusaSudamerica: giocò infatti ancora una stagione nella sua vecchia squadra, l'Independiente, per poi passare ai rivali del [[Boca Juniors|Boca]], ancora nel [[Platense]] e infine nell'[[Club Almagro|Almagro]]. Trasferitosi in [[Uruguay]] nel 1938 contribuì alla vittoria del [[Peñarol]] nel campionato di quell'anno e concluse la sua carriera in [[Brasile]] dove, con il [[Flamengo]] vinse il [[Campionato carioca]] del 1939. Curiosamente Orsi vestì nuovamente la maglia della nazionale argentina nel 1936, disputando la sua tredicesima e ultima partita contro gli storici rivali dell'Uruguay.
 
Tra i giocatori oriundi, Orsi è stato a lungo quello che più volte ha vestito la maglia azzurra, superato solo settant'anni più tardi da [[Mauro Germán Camoranesi]]. Con l'Italia mise a referto ben 35 presenze e 13 reti, la più importante delle quali nella finale di Coppa Rimet contro la {{NazNB|CA|CSK}}, il 10 giugno 1934 a [[Roma]]: con quella rete gli azzurri pareggiarono il vantaggio di [[Antonín Puč]] a 9 minuti dalla fine, e approdarono ai [[tempi supplementari]] dove [[Angelo Schiavio]] sancì la vittoria italiana.