Apri il menu principale

Modifiche

Nessun cambiamento nella dimensione, 6 mesi fa
nessun oggetto della modifica
I suoi lavori per ''Genius'' sono notati dall'editore [[Renzo Barbieri]] (proprietario insieme a [[Giorgio Cavedon]] della casa editrice [[ErreGi]], nota per i suoi fumetti erotici) che lo chiama a collaborare per la sua casa editrice realizzando alcune storie libere prima di giungere a [[Jolanda de Almaviva]] con cui prosegue Manara il filone erotico-sexy; tutto questo avviene in un periodo in cui i fumetti sono realizzati in grandi quantità con ritmi serrati e pertanto è necessario bilanciare la qualità del disegno con la rapidità di realizzazione facendo pressione sugli artisti. Le avventure di ''Jolanda de Almaviva'' (graficamente ispirata a [[Senta Berger]]) sono pubblicate su albi distribuiti in edicola dall'ottobre del [[1970]] all'agosto del [[1974]] e narrano esotiche storie avventuroso-erotiche di pirati e filibustieri. I testi sono di [[Roberto Renzi (fumettista)|Roberto Renzi]] e [[Gaburro & Gramegna]] che prendono spunto dal personaggio di [[Jolanda, la figlia del Corsaro Nero (romanzo)|Jolanda, la figlia del Corsaro Nero]] ideata da [[Salgari|Emilio Salgari]]. L'arrivo di Manara alla realizzazione del personaggio salva la testata, che navigava in cattive acque, dalla chiusura<ref>{{Cita news|lingua=it-IT|url=http://www.cinquantamila.it/storyTellerThread.php?threadId=MANARA%20Milo|titolo=Biografia di Milo Manara|pubblicazione=cinquantamila.it|accesso=2017-09-22}}</ref>.
 
Dopo alcuni lavori realizzati per il mondo dei giovanissimi (''[[Corriere dei ragazzi]]'', 1974) Manara inizia prestigiose collaborazioni, come quella particolare con il giornalista [[Mino Milani]]. La prima storia disegnata da Manara per il ''Corriere dei ragazzi'' è ''La rivincita della Morte'' scritta da [[Andrea Mantelli]], episodio che fa parte del cosiddetto filone dei "''fumetti di cronaca''" ovvero fumetti che si muovevano fra storia ed attualità con diverse serie (''Fumetto verità'', ''Il gioco del destino'', ''Il fumetto della realtà'' ed altri). Manara realizza varie storie brevi per queste serie e, su sceneggiatura di [[Mino Milani|Milani]], disegna alcuni degli episodi della serie a fumetti ''Dal nostro inviato nel tempo Mino Milani'' e la storia autoconclusiva ''Quella notte del 1580'', quest'ultima incentrata sulle vicende del soldato veneziano [[Gerolamo Polidori]]. Gli ottimi risultati ottenuti da Manara nella creazione di queste opere lo faranno selezionare come illustratore di una nuova interessante serie ideata sempre da Milani, ''La parola alla giuria'', della quale Manara curerà i disegni di tutti gli episodi pubblicati fra il 1975 ed il 1976. Si tratta di un fumetto in cui vengono presentati importanti fatti storici (o talvolta anche fatti letterari) sotto forma di processo ed alcuni grandi personaggi, responsabili di controverse vicende, sono portati davanti a giudice e giuria per esporre i fatti con chiarezza. Fra le grandi personalità che costituiscono gli imputati di tali processi troviamo il generale [[George Armstrong Custer|Custer]], [[Nerone]], [[Robespierre]], [[Elena (mitologia)|Elena di Troia]], [[Alfred Nobel]], [[Robert Oppenheimer]], [[Attila]] o [[Isoroku Yamamoto]], in queste storie Milani lascia una discreta libertà a Manara sulle inquadrature e la caratterizzazione dei personaggi. Manara collabora per un breve periodo anche con il successivo ''[[Corriere dei ragazzi|Corrier Boy]]'', per cui disegna il personaggio di ''[[Chris Lean]]'', protagonista di un fumetto poliziesco con le fattezze di [[James Dean]], su testi di D'Argenzio.
 
Manara collabora per un breve periodo anche con il successivo ''[[Corriere dei ragazzi|Corrier Boy]]'', per cui disegna il personaggio di ''[[Chris Lean]]'', protagonista di un fumetto poliziesco con le fattezze di [[James Dean]], su testi di D'Argenzio.
 
Sul versante [[satira|satirico]], risale a metà [[Anni 1970|anni settanta]] la realizzazione, con [[Silverio Pisu]], della rivista ''[[Telerompo]]''. La collaborazione fra i due autori dà vita in questo caso a ''[[Lo scimmiotto]]''. Si tratta del recupero e della rivisitazione di un importante personaggio della letteratura fantastica cinese, lo scimmiotto ''[[Sun Wu-Kung]]'', completamente riletto ed adattato per costruire una chiara metafora di [[Mao Zedong|Mao]] e del popolo cinese, rielaborando e filtrando il clima di quegli anni ed i sentimenti del 1968. In quest'opera Manara trova modo di ricominciare a disegnare le sue affascinanti figure femminili, questa volta nel contesto di un'avventura impegnata politicamente e socialmente, nonché impregnata di un profondo e dissacrante umorismo. L'importanza di questa opera è evidente anche nella collocazione che la stessa trova in rivista, infatti ''Lo scimmiotto'' è ospitato, a partire dal gennaio 1976, su ''alterlinus'', rivista supplemento del prestigioso mensile ''[[Linus (periodico)|Linus]]''. La stessa coppia Manara-Pisu darà poi vita ad una nuova affascinante avventura, via di mezzo fra disegno e racconto illustrato che sembra voler proseguire il filone iniziato con ''Lo scimmiotto'', ''[[Alessio il borghese rivoluzionario]]''. Questo racconto viene pubblicato su ''[[alteralter]]'' (nuovo nome assunto dalla rivista ''alterlinus'') a partire dal novembre 1977. In questo caso i ruoli di scrittore e disegnatore risultano decisamente staccati in quanto il testo è separato ed incolonnato distintamente rispetto ai disegni, consentendo ai due autori di esprimersi liberamente senza che l'interpretazione di uno sia costretta o falsata da quella dell'altro autore.
Dal 1975 al 1978 realizza per l'editrice Publistrip le copertine dei primi 70 numeri del fumetto erotico "Il montatore" le fattezze del cui protagonista erano ispirate all'attore ''Lando Buzzanca''.
 
Manara realizza poi, anche un volume della collana edita dalla ''Cepim'' (ora [[Sergio Bonelli Editore]]) intitolata ''[[Un uomo un'avventura|Un uomo, un'avventura]]'' nel [[1978]]. Si tratta de ''[[L'uomo delle nevi]]'', affascinante racconto fantastico scritto da [[Alfredo Castelli]] che narra gli imprevedibili esiti di una spedizione sull'[[Himalaya]] alla ricerca dello [[Yeti]], il fantomatico uomo delle nevi. Si tratta di un'opera affascinante e ben riuscita, in cui Manara mette un ottimo stile al servizio di Castelli che si avvicina alla narrazione di storie fantastiche e di casi impossibili che sarà tipica del suo successivo e di gran lunga più famoso personaggio, ''[[Martin Mystère]]''. Ne ''L'uomo delle nevi'' sembra che Manara, anche grazie ad alcuni consigli di Pratt, trovi un suo equilibrio nella costruzione della tavola, assente nelle opere precedenti che cercavano di sperimentare costruzioni personali ma non sempre perfettamente riuscite. Il personaggio di ''Giuseppe Bergman'' in seguito riappare in ''Un autore in cerca di sei personaggi'', del [[1980]], e poi in ''Dies irae'', del [[1982]], con le storie che sono identificate come ''Le avventure africane di Giuseppe Bergman'' e che spesso sono pubblicate come un'unica avventura e che rappresentano probabilmente le più belle storie dedicate da Manara al personaggio.
 
Il personaggio di ''Giuseppe Bergman'' in seguito riappare in ''Un autore in cerca di sei personaggi'', del [[1980]], e poi in ''Dies irae'', del [[1982]], con le storie che sono identificate come ''Le avventure africane di Giuseppe Bergman'' e che spesso sono pubblicate come un'unica avventura e che rappresentano probabilmente le più belle storie dedicate da Manara al personaggio.
 
Nel [[1981]], vede la luce ''[[L'uomo di carta (fumetto)|L'uomo di carta]]'' (anche noto col titolo alternativo di ''Quattro dita'') un'avventura scritta e disegnata da Manara, un fumetto [[western]] realizzato su richiesta dell'editore francese [[Dargaud]]. In [[Italia]] il fumetto è ospitato dalla neonata rivista ''[[Pilot (rivista)|Pilot]]''. Manara si allontana dallo sperimentalismo per narrare una storia ricca di fine umorismo, per di più parteggiando, con largo anticipo sui tempi di allora, per gli indiani. L'erotismo è appena accennato nel personaggio di grande spessore dell'indiana ''Coniglia Bianca'', personaggio che risulta riuscito e affascinante.
== Manara e Fellini ==
[[File:Milo Manara 1990.jpg|thumb|Manara autografa la locandina de La voce della luna (1990)]]
Manara conobbe [[Federico Fellini|Fellini]] nel [[1983]], con il tramite del giornalista televisivo [[Vincenzo Mollica]], esperto di fumetti e critico cinematografico. Nacque quasi subito una sincera amicizia inizialmente disinteressata a qualsiasi forma di collaborazione artistica. Solo nel [[1986]] Manara illustrò la sceneggiatura di Fellini ''[[Viaggio a Tulum]]'', pubblicata, nel mese di maggio, sulla terza pagina del ''Corriere della Sera''. Da questa sceneggiatura nacque il fumetto ''[[Viaggio a Tulum]]'', pubblicato sulla rivista ''[[Corto Maltese (rivista)|Corto Maltese]]''. Nel [[1992]] ''Il Grifo'' pubblicò la prima parte della seconda collaborazione fumettistica fra i due: ''[[Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet]]''. Quando usci il fumetto per errore nell'ultima tavola comparve la parola "fine", mai utilizzata da Fellini in nessuno dei suoi film, perché il regista non voleva porre una conclusione all'illusione del cinematografo. Fellini interpretò quella parola "fine" come un segno del destino e pose fine alla realizzazione delle altre due parti, di cui doveva essere composto il fumetto (ci rimangono solo monche sceneggiature e sparuti bozzetti). Manara disegnò anche il manifesto del film ''[[Intervista (film)|Intervista]]'' e de ''[[La voce della Luna]]'', l'ultimo film di Fellini. Numerose e sparse nel tempo risultano le illustrazioni di Manara ispirate dal maestro del cinema (molte pubblicate su ''Il Grifo'')<ref>Antonio Tripodi, Marco Dalla Gassa, ''Approdo a Tulum: le Neverland a fumetti di Fellini e Manara''.</ref>. La storia di Fellini disegnatore e della sua collaborazione con Milo Manara è stata dettagliata, nel [[2010]], nel testo ''Approdo a Tulum; le Neverland a fumetti di Fellini e Manara'' di Tripodi e Dalla Gassa, edito da [[Studio LT2]]<ref>Antonio Tripodi, Marco Dalla Gassa, ''Approdo a Tulum: le Neverland a fumetti di Fellini e Manara'', Studio LT2, Venezia, 2010. ISBN 978-88-88028-48-4</ref>, e, nel [[2011]], ripresa in ''Fellini e Manara. Tra mistero, esoterismo ed erotismo'' di Laura Maggiore, edito da [[Navarra Editore]]<ref>Laura Maggiore, ''Fellini e Manara. Tra mistero, esoterismo ed erotismo'', Navarra Editore, Palermo, 2011. ISBN 978-88-95756-51-6</ref>.
 
Fellini interpretò quella parola "fine" come un segno del destino e pose fine alla realizzazione delle altre due parti, di cui doveva essere composto il fumetto (ci rimangono solo monche sceneggiature e sparuti bozzetti). Manara disegnò anche il manifesto del film ''[[Intervista (film)|Intervista]]'' e de ''[[La voce della Luna]]'', l'ultimo film di Fellini. Numerose e sparse nel tempo risultano le illustrazioni di Manara ispirate dal maestro del cinema (molte pubblicate su ''Il Grifo'')<ref>Antonio Tripodi, Marco Dalla Gassa, ''Approdo a Tulum: le Neverland a fumetti di Fellini e Manara''.</ref>. La storia di Fellini disegnatore e della sua collaborazione con Milo Manara è stata dettagliata, nel [[2010]], nel testo ''Approdo a Tulum; le Neverland a fumetti di Fellini e Manara'' di Tripodi e Dalla Gassa, edito da [[Studio LT2]]<ref>Antonio Tripodi, Marco Dalla Gassa, ''Approdo a Tulum: le Neverland a fumetti di Fellini e Manara'', Studio LT2, Venezia, 2010. ISBN 978-88-88028-48-4</ref>, e, nel [[2011]], ripresa in ''Fellini e Manara. Tra mistero, esoterismo ed erotismo'' di Laura Maggiore, edito da [[Navarra Editore]]<ref>Laura Maggiore, ''Fellini e Manara. Tra mistero, esoterismo ed erotismo'', Navarra Editore, Palermo, 2011. ISBN 978-88-95756-51-6</ref>.
 
== Opere ==
105 345

contributi