Differenze tra le versioni di "Fucile mitragliatore"

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== Storia ==
I fucili mitragliatori cominciarono a essere progettati negli anni dopo/durante la [[prima guerra mondiale]], in cui le protagoniste indiscusse dell'innovazione bellica furono le [[Mitragliatrice pesante|mitragliatrici pesanti]] (anche se oggi il termine mitragliatrice pesante non corrisponde a quello di allora: all'epoca, infatti, la mitragliatrice era pesante per il peso, molto simile a quelle odierne, ma di calibro fra 6,5 e 9 mm. Oggi è considerato pesante il calibro intorno [[12,7 mm]])
 
Fino al 1915 non era stato contemplato di creare armi automatiche individuali e portatili che fossero più versatili delle mitragliatrici "pesanti" e soprattutto che potessero essere utilizzate da un solo uomo anche durante operazioni, quali l'assalto che richiedevano grande mobilità.
In quello stesso anno però, in [[Italia]], fu ideata una nuova arma da fuoco "leggera"; la [[Villar Perosa (pistola mitragliatrice)|Villar Perosa mod. 1915]], la quale era dotata di un elevato volume di fuoco (900 colpi/min.) proprio come le mitragliatrici "pesanti", ma con munizioni di potenza ridotta ([[9 × 19 mm Glisenti]]). Essa si può considerare l'effettivo progenitore del fucile mitragliatore, anche se ufficiosamente appartiene alla tipologia del mitra.
 
Questo nuovo mezzo poteva essere utilizzato come supporto alla difesa, ma contemporaneamente poteva essere impiegato per sferrare attacchi veloci, infatti possedeva la fondamentale caratteristica di poter essere predisposto di un ancoraggio ad autoveicoli, biciclette, ma poteva essere anche portato tramite un sistema di cinghie al petto di un soldato.
 
L'assenza di meccanismi di selezione del fuoco, il piccolo calibro e la ridotta capacità del caricatore non consentirono di impiegare efficacemente quest'arma nel ruolo in cui era stata predisposta, tanto che gli utilizzatori ben presto ne lamentarono la scarsa efficacia e la limitata disponibilità di proiettili che si esaurivano premendo una sola volta il grilletto.
 
Infatti se fosse stata creata inizialmente una sua versione più leggera e con più capacità essa poteva essere tranquillamente adoperata come uno dei primi mitra.
 
Nonostante l'incerto esordio di quest'arma sia gli Italiani che gli altri partecipanti alla Grande Guerra si accorsero che con qualche messa a punto, il concetto e la struttura di questo strumento di morte poteva essere cruciale per le moderne fanterie.
Vennero dapprima letteralmente smontati molti OVP 15 montando le due "armi" risultanti su degli affusti di moschetti mod. 91 creando le prime carabine automatiche che iniziarono ad essere migliorate e diffuse.
 
Dopo queste tappe evolutive si pensò di creare armi analoghe ma più potenti che utilizzassero non il munizionamento delle pistole, ma quello dei fucili, molto simile a quello delle mitragliatrici "pesanti" di quel tempo, ma ovviamente sempre mantenendo alimentori prismatici.
Così nacque e si sviluppò il concetto di fucile mitragliatore, come lo statunitense [[M1918 Browning Automatic Rifle]], che possiedono caricatori amovibili o l'italiana [[Breda Mod. 30]] sonvenzionata da caricatori fissi.
[[File:Breda 30.jpg|thumb|[[Breda Mod. 30]]]]
 
Queste nuove armi erano date in dotazione individuale alla truppa sino (ed in certi casi anche oltre) alla [[seconda guerra mondiale]].
 
Il fucile mitragliatore ha poi generato una nuova tipologia d'arma: la [[mitragliatrice leggera]] che ha, con delle differenze, evoluto il ruolo che inizialmente ricopriva questo mezzo