Differenze tra le versioni di "Assedio di Monopoli"

 
==L'assedio==
La difesa della città fu organizzata in maniera ferrea dal veneziano [[Andrea Gritti]]. Alla difesa della città, parteciparono il conte di Montebello, il provveditore Vittori con Riccardo da Pitigliano, Renzo da Ceri, [[Camillo Orsini]], Marchese di [[Atripalda]] e di [[Montefredane]] e 800 monopolitani. Camillo Orsini si distinse subito per la sua energica azione, lavorando giorno e notte con i soldati e gli abitanti al rafforzamento delle opere difensive. Gli imperiali, dopo un intenso fuoco di artiglieria, condussero un attacco che provocò loro la perdita di 500/1&#160;000 uomini (di cui un centinaio uccisi nelle trincee con i cosiddetti "fuochi artificiati") e la rottura di 3 cannoni. Le truppe imperiali cominciarono così la costruzione di una nuova trincea verso la porta vecchia della città. Orsini fece edificare a sua volta una trincea per ostacolare i guastatori nemici nell'avvicinamento al fossato. Dopo qualche giorno vi fu una nuova sortita di 100 fanti armati dalla parte delle mura chiamata ''delle Pignate'': un incendio divorò gli appostamenti nemici e fu vanificato il lavoro di un mese. Gli imperiali, il 28 aprile 1529, visti inutili i propri sforzi, scoraggiati dalla defezione di molti degli italiani e delle truppe di Maramaldo (che a corto di viveri e mal pagate nel frattempo si erano date al saccheggio del territorio<ref>è in questa occasione che il Maramaldo saccheggia Noci e assedia invano Martina Franca</ref>), abbandonarono il terreno e si trasferirono a [[Conversano]] e di là infine a Napoli.
 
Gli imperiali, dopo un intenso fuoco di artiglieria, condussero un attacco che provocò loro la perdita di 500/1&#160;000 uomini (di cui un centinaio uccisi nelle trincee con i cosiddetti "fuochi artificiati") e la rottura di 3 cannoni. Le truppe imperiali cominciarono così la costruzione di una nuova trincea verso la porta vecchia della città. Orsini fece edificare a sua volta una trincea per ostacolare i guastatori nemici nell'avvicinamento al fossato. Dopo qualche giorno vi fu una nuova sortita di 100 fanti armati dalla parte delle mura chiamata ''delle Pignate'': un incendio divorò gli appostamenti nemici e fu vanificato il lavoro di un mese. Gli imperiali, il 28 aprile 1529, visti inutili i propri sforzi, scoraggiati dalla defezione di molti degli italiani e delle truppe di Maramaldo (che a corto di viveri e mal pagate nel frattempo si erano date al saccheggio del territorio<ref>è in questa occasione che il Maramaldo saccheggia Noci e assedia invano Martina Franca</ref>), abbandonarono il terreno e si trasferirono a [[Conversano]] e di là infine a Napoli.
<ref>Questa breve sintesi dell'assedio spagnolo del 1529 è tratta dal volume di Luigi Finamore-Pepe, ''Monopoli e la Monarchia delle Puglie'' , Monopoli, 1897. Lo storico riunisce in modo critico le versioni di cronisti locali e i dati archivistici e storici</ref>
[[File:Ritratto del Doge Andrea Gritti - Tiziano 059.jpg|sinistra|miniatura|Ritratto del Doge Andrea Gritti di Tiziano]]