Motu proprio: differenze tra le versioni

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== Contenuto ==
Per antonomasia si intende un documento (decisione) del [[papa]] che non è stato proposto da alcun organismo della [[Curia Romanaromana]].
 
Secondo il [[Codice di diritto canonico]] infatti, il pontefice è dotato di tutti i poteri per esercitare [[sovranità]] immediata su tutta la Chiesa universale, su ciascuna [[chiesa particolare]] (ad esempio le [[diocesi]]) e in materia di [[dottrina cristiana|dottrina]]. In base alle decisioni del [[Concilio Vaticano I]], inoltre, il magistero del papa gode dell'[[infallibilità papale|infallibilità]] in materia di [[fede]] e di [[morale]] quando viene espresso ''[[ex cathedra]]'', cioè quando definisce il dogma di fede o un articolo di morale, oppure quando procede a una canonizzazione<ref>{{Treccani|ex-cathedra|ex cathedra}}</ref>.
==Storia==
{{s sezione|cattolicesimo}}
Ai tempi dello [[Stato pontificioPontificio]] lo strumento del ''motu proprio'' era spesso usato per regolare materie di carattere economico<ref>Vedi [[s:Il moto proprio pontificio che soppresse l'Annona romana|il moto proprio pontificio che soppresse l'Annona romana]]</ref>.
Anche alcuni monarchi facevano uso del ''motu proprio''. Ad esempio il granduca di Toscana, [[Leopoldo II d'Asburgo-Lorena|Pietro Leopoldo I]], con ''motu proprio'' del 21 marzo 1785, trasformò alcuni monasteri in conservatori, ovvero educandati femminili.