Differenze tra le versioni di "Modest Petrovič Musorgskij"

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Il significato della produzione di Musorgskij va molto al di là di quello degli altri membri del Gruppo dei Cinque, mirando ad esiti ben più radicali e rivoluzionari; la sua musica fu molto in anticipo sul suo tempo, sia sul piano ritmico che quello armonico: in particolare nei fraseggi vocali e strumentali si riscontra la tendenza a riprodurre le inflessioni del parlare quotidiano della lingua russa (della sua avanzatissima lezione timbrico-armonica seppe servirsi [[Claude Debussy]]).
 
Infatti il ''Gruppo dei Cinque'' era di fatto già dissolto quando Musorgskij scrisse le opere maggiori. Pur essendo contestato dall'ambiente musicale del tempo - persino dagli amici Balakirev e Rimskij-Korsakov, che lo consideravano, dal punto di vista dell'orchestrazione, carente ed immaturo - e inizialmente respinto dalla censura, il ''Boris Godunov'' (1868/69-1869) rappresenta con estremo coraggio la vera realizzazione di quei principi che i ''Cinque'' tentarono di definire; il popolo oppresso e sfruttato diventa, più ancora che nel dramma di Puškin, reale protagonista e giudice, pur in costante rapporto di vittima degli intrighi e delle lotte dei potenti.
 
Rimskij-Korsakov propose, dopo la morte dell'autore, una propria revisione e ristrumentazione del ''Boris'', pur intuendo che esso sfuggiva alle convenzioni, allora dominanti anche in Russia, del ''Grand-Opéra''; fu nel 1925 che il governo sovietico acconsentì alla richiesta di ripristinare la versione originale di Musorgskij, e incaricò Paul Lamm di curare un'[[edizione]] [[Filologia|filologica]] dell'''opera omnia''. Il ''Boris'' originale - nelle due versioni del 1869 e del '721872 - fu un'autentica rivelazione: quelle che in precedenza erano state considerate inesattezze o addirittura errori si rivelarono come geniali anticipazioni di conquiste molto recenti. Già [[Claude Debussy|Debussy]], che aveva analizzato il ''Boris'' nell'edizione revisionata da Rimskij-Korsakov, lo aveva intuito; gli elementi modali, ritmici e melodici dei materiali etnici russi si ripresentavano ora nella loro genuinità, che Korsakov aveva addolcita e ovattata. Da allora la versione più eseguita risulta quella di Lamm, ma anche quella di Korsakov figura ancora nel repertorio dei teatri lirici.
 
La sua musica non fu sufficientemente apprezzata dalla critica ufficiale a lui contemporanea, ed alcuni eventi personali (in particolare la scomparsa della madre e della donna amata) lo fecero precipitare in uno stato depressivo e favorirono la tendenza all'alcolismo (contratto durante la vita militare e del quale non riuscì mai a liberarsi), provocandogli un grave collasso; il 28 marzo 1881, a soli quarantadue anni, morì nell'ospedale militare Nicola di Pietroburgo, assistito dai suoi amici musicisti che provvidero a far innalzare, nel 1885, un monumento in suo onore. Sembra che, in punto di morte, Musorgskij abbia pronunciato la drammatica frase "Tutto è finito, il dolore sono io!".
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