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Nel [[1923]] incontra la ballerina [[June Mansfield]], che sposa l'anno successivo dopo aver ottenuto il divorzio da Beatrice. È June la prima che crede nel suo talento di scrittore, e nei sei anni successivi sarà lei a mantenere il marito, anche, quasi sicuramente, prostituendosi. In questi anni riesce a pubblicare, a proprie spese, una raccolta di 15 prose poetiche chiamata ''Mezzotints''. Tra il [[1928]] ed il [[1929]] soggiorna brevemente a [[Parigi]] e nei suoi dintorni, accompagnato da June. L'anno successivo si trasferisce definitivamente, senza la moglie al seguito, nella capitale [[Francia|francese]] dove vi rimarrà fino allo scoppio della [[Seconda guerra mondiale]].
 
Nell'autunno del [[1931]], Miller trova occupazione al ''[[Chicago Tribune|]]''Chicago Tribune'']] (edizione di Parigi) grazie all'amico Alfred Perlès, che vi lavora. Miller, visto che non poteva pubblicare personalmente articoli, coglie l'occasione per presentare alcuni suoi articoli sotto il nome dell'amico. Il periodo parigino è molto creativo per lo scrittore: viene fortemente influenzato dal [[surrealismo]] e stabilisce un'importante e influente rete di contatti con gli autori che ruotano attorno a Villa Seurat, proprietà dell'amico Michael Fraenkel, dove risiede; uno di questi autori è il giovane inglese [[Lawrence Durrell]] che diventa suo amico intimo e corrispondente per tutta la vita. In questo stesso periodo, Miller entra a far parte del salotto di [[Anaïs Nin]].
 
Le opere che scrive contengono dettagliati racconti di esperienze sessuali, in particolare le prime prove quali ''Moloch'' ([[1927]]), ''Crazy Cock'' ([[1930]]), e più tardi lo scandaloso ''[[Opus Pistorum]]'' ([[1941]]). Nonostante la censura, continua però a scrivere racconti anche se vengono vietati negli Stati Uniti per oscenità. ''Tropico del Cancro'' ([[1933]]), ''Primavera nera'' ([[1936]]) e ''Tropico del Capricorno'' ([[1938]]) vengono infatti introdotti clandestinamente negli Stati Uniti. Uno dei primi riconoscimenti di Henry Miller come grande autore moderno è stato da parte di [[George Orwell]] che, nel saggio ''Inside the Whale'' (''[[Dentro la balena|]]''Dentro la balena'']], [[1940]]) scrive:
 
« ''La mia opinione è che sia il solo scrittore in prosa che abbia immaginazione e valore, apparso negli ultimi anni tra i popoli di lingua inglese. Anche se si potrebbe obiettare che la mia sia una valutazione eccessiva, bisognerebbe ammettere che Miller è uno scrittore fuori dell'ordinario, a cui val la pena di rivolgersi più a lungo che con un semplice sguardo; dopotutto essendo come scrittore completamente negativo, non costruttivo e amorale, una specie di semplice [[Giona (profeta)|Jonah]], uno che accetta passivamente il male, una sorta di [[Walt Whitman]] tra i cadaveri'' ».
* ''Il sorriso ai piedi della scala'' (''The Smile at the Foot of the Ladder'', 1948), trad. Valerio Riva, Milano, Feltrinelli, 1963 [racconto]
* ''Crocifissione in rosa'' (''The Rosy Crucifixion'', 1949-1960):
** ''Sexus'' (''Id.'', 1949), trad. [[Bruno Oddera]], Milano, Longanesi, 1985; Milano, Mondadori ("Oscar" n. 1225), 1978 <ref>{{Cita web|url=http://www.elapsus.it/2009/12/miller-sexus.html|titolo=Audiolettura in un passo di Sexus|sito=www.elapsus.it|accesso=26 aprile 2017}}</ref>
** ''Plexus'' (''Id.'', 1952), trad. [[Henry Furst]], Milano, Longanesi, 1956, poi Milano, Mondadori ("Oscar" n. 1243), 1978; ("Oscar" n. 1922), 1986
** ''Nexus'' (''Id.'', 1960), trad. Adriana Pellegrini, introduzione di [[Eraldo Affinati]], Milano, Mondadori ("Oscar" n. 1258), 1979
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