Differenze tra le versioni di "Scuola Normale Superiore"

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Correzione anno fine Gov. Provvisorio: da 1960 a 1860
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(Correzione anno fine Gov. Provvisorio: da 1960 a 1860)
Con il nuovo [[Regno d'Italia (1861-1946)|Stato unitario]] l'impianto legislativo e amministrativo del [[Regno di Sardegna (1720-1861)|Regno Sabaudo]] fu esteso a tutta l'Italia. La scuola italiana venne quindi regolata per oltre sessanta anni dalla [[legge Casati]] del [[1859]], emanata in origine per la realtà piemontese e lombarda: secondo un modello centralizzato, essa lasciava ai privati la facoltà di provvedere all'istruzione, ma stabiliva i diritti dello Stato all'insegnamento universitario e di vigilare su tutti i gradi della scuola.
 
In Toscana il [[Governo provvisorio della Toscana|governo provvisorio (1859-19601860)]] tentò di tutelare le tradizioni locali più meritevoli, come la Normale. Dopo un lungo dibattito – in Senato e sulla stampa – sull'opportunità di preservare tale istituzione così "unica e anomala", nel [[1862]] l'ente fu ufficialmente nominato Scuola Normale del Regno d'Italia.
 
Numerosi progetti di legge furono sottoposti alla Camera per istituire il modello pisano<ref>Per iniziativa, soprattutto, dell'allora ministro dell'istruzione, Francesco De Sanctis (P. Carlucci, ''La Scuola Normale Superiore. Percorsi del merito 1810-2010'', 31-32)</ref>, allargandolo ad altre università, o per riordinare e ampliare la Scuola Normale di Pisa. Tuttavia, il nuovo [[Regno d'Italia (1861-1946)|Stato unitario]], impegnato in provvedimenti finanziari e opere pubbliche ritenuti più urgenti, si limitò ad approvare, col decreto del 17 agosto 1862, alcune modifiche al regolamento della Scuola, affinché continuasse nel proprio ruolo di Scuola Normale italiana.
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