Differenze tra le versioni di "Clefi"

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Il suo regno durò poco, appena 18 mesi: nel [[574]] fu sgozzato con una spada da un membro del suo seguito (o da un suo schiavo)<ref>{{Cita libro|autore=[[Paolo Diacono]]|curatore=Antonio Zanella|titolo=[[Historia Langobardorum|Storia dei Longobardi]]|editore=[[Biblioteca Universale Rizzoli|BUR Rizzoli]]|città=[[Vignate]] (MI)|pp=274-275|capitolo=Libro II, 31 e nota 64|ISBN=978-88-17-16824-3}}</ref>, assieme alla moglie Masane. L'aggressione al re fu guidata da alcuni [[Duca (Longobardi)|duchi]] o forse dall'[[Esarcato di Ravenna|esarca di Ravenna]]. In seguito alla sua morte, i Longobardi rinunciarono all'elezione di un successore e si costituirono in 36 [[Ducati longobardi|ducati]] separati, sostanzialmente indipendenti tra loro ([[Periodo dei Duchi]]).
 
Oltre ad Autari, ebbe altre due figlie:<ref name=":0">{{Cita web|url=http://www.treccani.it/enciclopedia/re-dei-longobardi-clefi_(Dizionario-Biografico)/|titolo=Clefi sull'enciclopedia Treccani}}</ref> una figlia sposò il duca di Torino [[Agilulfo|Agilufo]] di origine [[Turingi|turingia]], poi re dei Longobardi.<ref name=":0" /> L'altra figlia sposò Ansul, un nobile, che morì assassinato in circostanze misteriose presso Verona, durante le feste celebrate in occasione del matrimonio di Autari con [[Teodolinda|Teodelinda]].<ref name=":0" />
 
Se Paolo Diacono, nei casi di Clefi e del figlio Autari, scrive delle circostanze della morte, nulla dice del luogo della loro sepoltura. Secondo il trecentesco Catalogo Rodobaldino,<ref>"[..] Item iacet ibi (in ecclesia sanctorum martyrum Gervasii et Protasii) corpus regis Cleph lombardorum et cum filio suo Antario rege Lombardorum et regina Golicha [..]"</ref> i due re assieme alle due regine galliche, vennero sepolti nella chiesa [[Pavia|pavese]] dei martiri [[Gervasio e Protasio]].<ref>{{Cita libro|titolo=Rodobaldus: De corporibus sanctis Papaie annus 1236}}</ref><ref>{{Cita pubblicazione|autore=Paolo de Vingo|titolo=Le forme di rappresentazione del potere e le ritualità funerarie aristocratiche nel regno longobardo in Italia settentrionale|rivista=Acta Archeologica Academiae Scientiarum Hungaricae, 2012|numero=63}}</ref>