Differenze tra le versioni di "Opera poligonale"

Corretto errore: il Lazio Meridionale corrisponde al Latium Adiectum, mentre qui va citato evidentemente il Latium Vetus.
(Il IV sec. a.C., come limite cronologico dell`utilizzo dell`opus poligonale, è assolutamente sbagliato, lo testimoniano, per esempio, le basis villae di numerose strutture nel territorio di Fondi (LT), realizzate in opus poligonale ancora nel i sec. a.C. Si può scrivere, semmai, utilizzato in particolare tra VII e IV sec. a.C., ma è già un`altra cosa)
(Corretto errore: il Lazio Meridionale corrisponde al Latium Adiectum, mentre qui va citato evidentemente il Latium Vetus.)
La tecnica venne utilizzata, in particolare, per le mura cittadine, o altre [[fortificazioni]], e per terrazzamenti e podi di [[Tempio|templi]], opere in genere costruite sui pendii. Spesso i massi, raccolti nella parte alta del pendio, venivano semplicemente fatti scivolare verso il basso, raggiungendo la sommità del muro in costruzione, in genere appoggiato ad un terrapieno.
 
In opera poligonale sono costruite le mura urbane di numerosi centri del [[LazioLatium meridionalevetus]], come ad esempio nelle città di ''Anxur'' ([[Terracina]]), ''Aletrium'' ([[Alatri]]), ''Circei'' (presso [[San Felice Circeo]]), ''Cora'' ([[Cori]]), ''Ferentinum'' ([[Ferentino]]), ''Norba'' (presso [[Norma (Italia)|Norma]]), ''Praeneste'' ([[Palestrina]]), ''Setia'' ([[Sezze]]), ''Signia'' ([[Segni]]).
 
Ne erano state distinte quattro "maniere", che, sebbene rappresentino dal punto di vista della tecnica un progressivo miglioramento, danno dal punto di vista cronologico solo un'indicazione di massima: le tecniche più antiche continuavano infatti ad essere utilizzate.
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