Differenze tra le versioni di "Repubblica di San Marco"

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== Lo scoppio della rivolta e la proclamazione della Repubblica ==
=== La giornata del 17 marzo 1848 ===
La mattina del 17 marzo, fomentatifomentata delledalle notizie che giungevano da [[Vienna]] su un'insurrezione popolare nella capitale asburgica che aveva costretto il [[Primi ministri dell'Impero austriaco|Cancelliere di Stato]] [[Klemens von Metternich|Metternich]] a dimettersi,<ref name=CDL153>{{cita|Candeloro|p. 153}}</ref> una grande folla si raccolse in [[Piazza San Marco]] chiedendo la liberazione di [[Daniele Manin]], [[Niccolò Tommaseo]], e di altri patrioti arrestati a gennaio in seguito all'inasprimento della repressione austriaca contro i sospetti sovversivi.<ref name=CDL153/> Il governatore della città, il conte ungherese [[Aloys Pállfy de Erdöd|Aloisio Palffy]], preoccupato dalle notizie che giungevano da Vienna e impressionato dalla intensità della manifestazione,<ref name=CDL153/> ordinò l'immediato rilascio dei detenuti. Manin, ancora in parte ignaro dei fatti e delle ragioni per cui era stato liberato, in un discorso improvvisato<ref>Alvise Zorzi, La Repubblica del Leone, Bompiani 2011, p. 583</ref> affermò:
 
{{Citazione|Cittadini! Ignoro per effetto di quali venti io sia stato tratto dal silenzio del mio carcere e portato in piazza San Marco. Ma vedo nei vostri volti, nella vivacità dei vostri atteggiamenti, che i sensi d'amor patrio e di spirito nazionale hanno fatto qui, durante la mia prigionia, grandi progressi, ne godo altamente e in nome della patria ve ne ringrazio. Ma deh! non vogliate dimenticare che non vi può essere libertà vera e durevole, dove non c'è ordine, e che dell'ordine voi dovete farvi gelosi custodi, se volete mostrarvi degni di libertà. Ci sono momenti e casi solenni nei quali l'insurrezione non è solo un diritto, ma è anche un dovere}}
 
Durante il suo periodo di detenzione Manin, fino a quel momento fermo su posizioni moderate di lotta legale, era infatti giunto alla conclusione che il momento storico richiedesse un'azione insurrezionale come unico modo di garantire la libertà di Venezia.<ref name=GNS99-100>{{cita|Ginsborg|p. 99-100}}</ref> Questa analisi della situazione non era però condivisa né dal Tommaseo, convinto che una rivoluzione fosse prematura, né dagli altri amici e simpatizzanti di Manin.<ref name=GNS99-100/> Il gruppo di persone che si raccoglieva intorno a Manin rappresentava uno dei due principali centri di attività cittadina. L'altro era quello legato alla congregazione municipale presieduta dal [[podestà (medioevo)|podestà]] Giovanni Correr (1798-1871). Costituita da membri dell'aristocrazia oe dell'alta borghesia cittadina i membri dellala municipalità eranoera ostiliostile a qualunque soluzione insurrezionale ed eranoera orientatiorientata a sfruttare il momento di crisi del governo austriaco per chiedere una costituzione e maggiori libertà.<ref>{{cita|Ginsborg|p. 103}}</ref>
 
La giornata proseguì con ulteriori scontri nel pomeriggio tra gruppi di manifestanti e soldati che causarono numerosi feriti.<ref name=GNS105>{{cita|Ginsborg|p. 105}}</ref>