Differenze tra le versioni di "Autobianchi"

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== Storia ==
=== La nascita e i primi anni===
[[File:Bianchina1.jpg|thumb|right|L'''[[Autobianchi Bianchina]]'']]
L'Autobianchi nacque l'11 gennaio 1955 per iniziativa del direttore generale della Bianchi, ingegnere [[Ferruccio Quintavalle (tennista)|Ferruccio Quintavalle]], il quale, al fine di risollevare dalle difficoltà del [[dopoguerra]] la [[F.I.V. Edoardo Bianchi|Fabbrica Automobili e Velocipedi Edoardo Bianchi]], coinvolse [[Fiat]] e [[Pirelli]] in un progetto ambizioso, capace di riportare nel giro di pochi anni la casa milanese fra i più importanti costruttori di automobili, dopo l'abbandono delle attività in tale settore con lo scoppio del [[secondo conflitto mondiale]].
 
La fabbrica scelta per l'operatività del piano fu quella della Bianchi a [[Desio]], con una superficie pari a 140.000 m², gradualmente ammodernata ed ampliata, affiancando nel [[1957]] alla produzione degli autocarri (rimarcati ora Autobianchi) quella della [[Autobianchi Bianchina|Bianchina]], che conobbe sin da subito un buon successo di vendite, tanto da estendersi negli anni a seguire a diverse varianti del modello: Trasformabile, Berlina 4 posti, Cabriolet, Furgoncino e Panoramica.
=== La cessione della quota Bianchi===
Alla fine del [[1958]] la Bianchi uscì dalla compagine azionaria della società, cedendo quote e relativo stabilimento di Desio agli altri due soci, che completarono le operazioni di miglioramento del sito produttivo, dotandolo fra l'altro di macchinari più sofisticati ed all'avanguardia, soprattutto nell'ambito della verniciatura, permettendo la fabbricazione di circa 200 vetture al giorno, parallelamente alla costruzione degli autocarri che si concluderà nel 1968.
 
Nel [[1960]] la sede dell'Autobianchi venne trasferita nel nuovo [[Grattacielo Pirelli]] di [[Milano]] appena inaugurato, e sulla scia del successo della Bianchina venne lanciata a partire dal [[1963]] una nuova vettura, la [[Autobianchi Stellina|Stellina]], prima auto italiana ad essere realizzata in [[vetroresina]], seguita nel [[1964]] dalla [[Autobianchi Primula|Primula]], che fece da apripista, nella progettazione Fiat, all'adozione in serie della [[trazione anteriore]]. La Primula, oltre che nelle versioni 3/5 porte, era disponibile in seguito anche in una variante Coupé.
===Il passaggio a Fiat===
Nel [[1968]], in concomitanza con la nascita della [[Autobianchi A111|A 111]], berlina di lusso della casa, l'Autobianchi passò completamente nelle mani della FIAT, che già da qualche tempo stava utilizzando lo stabilimento di Desio per produrre alcuni modelli di sua proprietà, come la [[Fiat 500 Giardiniera]], venduta “ristilizzata” a partire dallo stesso anno sotto la denominazione di [[Autobianchi Giardiniera]].
 
In questa fase si completò il progetto dell'auto che prese il posto della Bianchina, la [[Autobianchi A112|A 112]], destinata a far breccia fra i giovani degli [[Anni 1970|anni settanta]] come una sorta di status symbol, in antitesi alle [[Mini (1959)|Mini]]. Tuttavia, a seguito dell'acquisizione del marchio [[Lancia (azienda)|Lancia]], più blasonato e ricco di storia, da parte di Fiat, Autobianchi venne relegato quale brand dedicato alla fabbricazione di sole autovetture utilitarie, decretando come conseguenza il definitivo stop alla produzione della A 111. Quindi dall'impianto di Desio, opportunamente riorganizzato, uscirono fino alla seconda metà degli [[1980|anni ottanta]] le A 112, affiancate dai modelli Fiat [[Fiat 126|126]] e poi [[Fiat Panda (1980)|Panda]].
===La Y10 e gli ultimi anni===
 
Nel [[1985]] venne presentato l'ultimo prodotto Autobianchi, la [[Autobianchi Y10|Y10]], venduta a marchio Lancia in buona parte dei mercati esteri. Nel [[1992]] chiuse la fabbrica di Desio e la produzione della Y10 si spostò nello [[stabilimento Alfa Romeo di Arese]], dove rimane fino al [[1995]], quando terminò in contemporanea all'utilizzo del marchio Autobianchi.
 
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