Differenze tra le versioni di "Civiltà della valle dell'Indo"

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{{F|archeologia|gennaio 2012}}
[[File:CiviltàValleIndoMappa.png|thumb|destra|Area della civiltà della valle dell'Indo]]
[[File:Ceremonial Vessel LACMA AC1997.93.1.jpg|thumb|Vaso cerimoniale, 2600–2450 BC. [[LACMA]]]]
La '''civiltà della valle dell'Indo''' (c. [[XXXIV secolo a.C.|3000]]–[[XIV secolo a.C.|1500 a.C.]], fioritura [[XXVII secolo a.C.|2600]]–[[XX secolo a.C.|1900 a.C.]]) fu una [[civiltà]] [[antichità|antica]], estesa geograficamente soprattutto lungo il fiume [[Indo]] nel [[subcontinente indiano]], ma anche lungo il [[Sarasvati]], un fiume dell'India ormai prosciugato.
 
Nel mondo anglosassone viene citata come "civiltà dell'Indo-Sarasvati", in riferimento alla civiltà descritta nei ''[[Veda]]'' e che si sarebbe sviluppata lungo i due fiumi. È anche conosciuta come "civiltà di [[Harappa]]", dal primo sito conosciuto, scoperto nel [[1857]], ma scavato soltanto dagli [[anni 1920|anni venti del Novecento]].
 
== Contesto storico ==
La civiltà della valle dell'Indo si colloca tra le più antiche civiltà del mondo, insieme a quelle della [[Mesopotamia]] e dell'[[antico Egitto]], caratterizzate dallo sviluppo dell'[[agricoltura]], dall'[[urbanizzazione]] e dall'uso della [[scrittura]]. Lo sviluppo urbano è più precoce in Egitto e Mesopotamia, ma la civiltà dell'Indo conobbe una maggiore estensione geografica (attuale [[Pakistan]] e [[India]] occidentale).
 
Dei 1052 siti finora individuati, più di 140 si collocano sulle rive di un corso d'acqua stagionale, che irrigava la principale zona di produzione agricola di questa cultura. Secondo alcune ipotesi questo sistema idrografico, un tempo permanente, potrebbe essere identificabile con il fiume [[Ghaggar-Hakra]], identificato da alcuni studiosi con il [[Sarasvati]] del [[Rig Veda]].
 
La maggior parte degli altri siti si trovano lungo la valle dell'[[Indo]] o lungo i suoi affluenti, ma la diffusione arrivò verso ovest fino alla frontiera con l'[[Iran]], a est fino a [[Delhi]], a sud fino al [[Maharashtra]] e a nord fino all'[[Himalaya]] e persino all'[[Afghanistan]] (sito di [[Shortugai]]).
 
Le città più importanti finora conosciute sono:
* [[Harappa]] (provincia del [[Punjab (Pakistan)|Punjab]] in [[Pakistan]], sul [[Ravi (fiume)|fiume Ravi]], da questa città derivono i nomi Civiltà Harappana o di Harappa);
* [[Mohenjo-daro]] (provincia di [[Sindh]] in Pakistan, da cui provengono importanti reperti sia per il punto di vista storico, sia per quello artistico);
* [[Dholavira]] (isola di [[Khadir Beit]] nello stato di [[Gujarat]] in [[India]]);
* [[Lothal]] (sulla costa del golfo di [[Cambay]], ancora nello stato di Gujarat in India, è stato un importante sito commerciale);
* [[Rakhigarhi]] (stato di [[Haryana]] in India);
* [[Ganweriwala]] (provincia del Punjab in Pakistan, presso i confini con l'India);
* [[Daimabad]] (stato di [[Maharashtra]], presso [[Bombay]], in India, ma di pertinenza discussa);
* [[Chanhudaro]] (provincia di Sindh, in Pakistan);
* [[Sutkagen Dor]] (provincia del [[Belucistan (Pakistan)|Baluchistan]] in Pakistan, vicino alla frontiera con l'[[Iran]], è il sito più occidentale conosciuto).
 
La civiltà della valle dell'Indo fu dimenticata fino ai primi scavi estesi sui siti di Harappa e di Mohenjo-daro negli [[anni 1920|anni venti]].
 
La sua scrittura non è ancora stata decifrata e si ignorano quindi le caratteristiche del linguaggio. Di recente è stato messo in dubbio che si tratti di una scrittura ma piuttosto di un sistema di simboli (teoria di Steve Farmer, Richard Sproat, e Michael Witzel).
 
I testi [[sumeri]] e [[accadi]]ci si riferiscono ripetutamente a un popolo con cui si ebbero attivi scambi commerciali, chiamato ''[[Meluḫḫa]]'', che potrebbe essere identificato con la civiltà della valle dell'Indo, forse con il nome dato dai suoi stessi abitanti. Il termine è forse riferibile al [[lingue dravidiche|dravidico]] ''Met-akam'', con il significato di "terre alte", e potrebbe inoltre aver dato origine al termine [[sanscrito]] ''Mleccha'', di origine non [[indoeuropei|indoeuropea]], con il significato di "barbaro, straniero".
 
== I precedenti ==
Le radici della civiltà della valle dell'Indo risalgono all'inizio della pratica dell'[[agricoltura]] e dell'[[allevamento]] nelle locali culture [[Neolitico|neolitiche]]. I nuovi modi di sostentamento appaiono nelle colline del [[Belucistan (regione geografica)|Belucistan]], ad ovest della valle dell'Indo (intorno alla metà del [[VII millennio a.C.]]). Il sito meglio conosciuto di quest'epoca è [[Mehrgarh]], tuttora scavato da una missione francese del [[Museo Guimet]].
 
Questi primi contadini coltivarono il [[Frumento|grano]] e addomesticarono ed allevarono una grande varietà di animali che ne costituirono il [[bestiame]]. Si iniziò a utilizzare la [[ceramica]] verso la metà del [[VI millennio a.C.]]
 
Intorno al [[IV millennio a.C.|4000 a.C.]], apparve nella stessa area una cultura regionale originale (''Early Harappa'' o "civiltà Harappa antica"). Reti commerciali la collegavano con altre culture regionali imparentate (nel [[golfo Arabico]], nell'Asia occidentale e centrale e nella [[penisola indiana]]) e con le fonti di materie prime, come il [[lapislazzuli]] e altre pietre utilizzate nella fabbricazione di perline per collane. Gli abitanti dei villaggi avevano anche addomesticato un gran numero di specie vegetali ([[Pisum sativum|piselli]], [[sesamo]], [[datteri]], [[Cotone (botanica)|cotone]]) e animali, come il [[bubalus|bufalo]], che restò fondamentale nella produzione agricola di tutta l'attuale Asia.
 
== L'emergere della civiltà ==
[[File:Indus Valley Civilization, Early Phase (3300-2600 BCE).png|thumb|right|Primo periodo Harappano, 3300–2600 a.C.]]
 
Intorno al [[XXVII secolo a.C.|2600 a.C.]], alcuni villaggi della civiltà Harappa antica si svilupparono in vere e proprie città, con migliaia di abitanti, essenzialmente agricoltori, artigiani e commercianti.
 
L'uso di ornamenti elaborati, di sculture e di figurine in terracotta, si diffuse e apparvero i [[sigillo (oggetto)|sigilli]], la [[scrittura]], la [[ceramica]] decorata con motivi standardizzati; gli oggetti rituali, mostrano una forte spinta all'integrazione culturale, che fece quasi del tutto sparire le precedenti differenze regionali.
 
== Sviluppo urbano ==
[[File:Indus Valley Civilization, Mature Phase (2600-1900 BCE).png|thumb|right|Periodo Harappano maturo, 2600–1900 a.C.]]
La tendenza ad una pianificazione urbana della civiltà della valle dell'Indo è evidente nei siti di maggiori dimensioni. Tipicamente le città sono suddivise in tre zone:
* una prima zona con una piattaforma in terra sopraelevata, che i primi archeologi definirono "cittadella"
* una seconda zona, chiamata "città bassa".
* una terza zona, chiamata ''fortezza Hal Kubir''.
La rete stradale consisteva in un reticolo di strade principali (in senso nord-sud ed est-ovest), su cui si innestavano vicoli e stradine a servizio delle abitazioni. Le città più popolate arrivarono probabilmente a 30.000 abitanti.
 
Gli edifici principali erano costruiti in [[mattone|mattoni]], cotti o crudi (seccati al sole), di una forma fortemente standardizzata. Le case dovevano essere a due piani e comprendevano un vano per le [[abluzione|abluzioni]]. L'acqua veniva ricavata dai pozzi esistenti nelle abitazioni, ma nelle città maggiori esisteva una rete per lo scarico delle acque, con condotti coperti che correvano lungo le vie principali, a cui si collegavano le stanze da bagno.
 
[[File:Moenjodaro(a) by Usman Ghani.jpg|thumb|left|[[Mohenjo-Daro]]]]
La pianificazione urbana mostra l'esistenza di un'organizzazione centrale: esistono strutture pubbliche (i cosiddetti granai, che sono tuttavia forse interpretabili come palazzi o centri amministrativi) e, a Mohenjo-Daro, una grande vasca di mattoni è stata interpretata come bagno pubblico, forse rituale.
 
Al contrario delle contemporanee civiltà della [[Mesopotamia]] e dell'[[Antico Egitto|Egitto]], non sembrano esistere tracce di un potere centrale di tipo regale o sacerdotale e sembrano mancare tracce di eserciti o di opere difensive: le mura presenti in alcuni casi e la sopraelevazione della cosiddetta cittadella sembrano dovuti alla necessità di proteggersi dalle alluvioni dei fiumi piuttosto che dai nemici esterni.
 
La maggior parte degli abitanti delle città sembra siano stati commercianti o artigiani, che vivevano insieme in zone ben definite, secondo la loro attività.
Sebbene alcune case siano più grandi delle altre, l'impressione che si ricava da queste città è quella di un grande [[egualitarismo]], con tutte le case che avevano accesso all'acqua e al trattamento delle acque di scarico.
 
== Economia ==
[[File:Coach driver Indus 01.jpg|thumb|Mezzo di trasporto, 2.000 a.C. (Museo nazionale di [[Nuova Delhi]])]]
 
L'area di diffusione della civiltà della valle dell'Indo si estende dalla regione delle miniere di [[Lapislazzulo|lapislazzuli]] nella parte settentrionale montuosa dell'odierno [[Afghanistan]] alle coste del [[Mar Arabico]] a sud, e dai pascoli delle alture del [[Belucistan (Pakistan)|Belucistan]] ad ovest ai deserti minerari del [[Cholistan]] e del [[Thar]] verso est. Il cuore del territorio era rappresentato dalle valli fluviali dell'[[Indo]] e dell'antico [[Ghaggar-Hakra (fiume)|Ghaggar-Hakra]], oggi scomparso.
L'economia si basava principalmente sull'agricoltura e sull'allevamento, nonché sullo scambio di prodotti artigianali anche su grandi distanze. Il termine [[Meluhha]] che compare in alcuni documenti sumerici per indicare un importante partner commerciale è stato interpretato come il nome della Civiltà dell'Indo.<ref>{{cita|Jane McIntosh|p. 185}}.</ref>
 
=== Agricoltura ===
Le pianure alluvionali, irrigate dallo scioglimento delle nevi nelle montagne e da stagionali [[Monsoni|piogge monsoniche]] consentirono lo sviluppo di una prospera agricoltura, integrata dalla [[pesca (attività)|pesca]] e dalla [[caccia]] e dalle risorse delle foreste, che assicuravano la sussistenza della popolazione urbana.
 
Poche notizie ci sono giunte circa la natura del sistema agricolo: tuttavia possono essere formulate alcune ipotesi.
 
Il sistema agricolo doveva essere altamente produttivo, per assicurare la sussistenza di una vasta popolazione urbana non impiegata primariamente nell'agricoltura stessa. Rispetto alla cultura Harappa antica dovettero esservi delle importanti innovazioni tecnologiche, tra cui probabilmente l'uso dell'[[aratro]], ma non sembrano esservi tracce di un sistema di [[irrigazione]] e regolazione delle acque (che tuttavia potrebbe non essersi conservato a causa delle frequenti disastrose inondazioni dei fiumi).
 
Sembrerebbe dunque che non trovi applicazione nel caso della civiltà della valle dell'Indo l'ipotesi del "[[dispotismo idraulico]]", secondo la quale lo sviluppo di una civiltà urbana non potrebbe aversi se non per mezzo la produzione di un notevole surplus agricolo, permesso dall'introduzione di sistemi di irrigazione, e a sua volta questi inevitabilmente implichino la presenza di un potere centralizzato e dispotico, che abbia la possibilità di impiegare la forza di lavoro di migliaia di persone. Come già detto manca invece nelle città ogni traccia di un potere regale. Inoltre il tradizionale sistema di coltivazione tuttora usato in Asia permette la produzione di un significativo surplus agricolo per mezzo della coltivazione del [[Riso (alimento)|riso]] a terrazze, realizzato con il lavoro di più generazioni senza implicare forme di lavoro forzato o schiavitù: modalità simili potrebbero aver permesso lo sviluppo urbano della civiltà della valle dell'Indo.
 
[[File:Indus Valley Diorama - Indian Science and Technology Heritage Gallery - National Science Centre - New Delhi 2014-05-06 0806.JPG|thumb|Ricostruzione di scene di vita quotidiana]]
 
=== Commercio ===
L'economia dipendeva in larga misura anche dal commercio, probabilmente facilitato dai notevoli avanzamenti tecnologici nei trasporti: il carro tirato da buoi, molto simile a quello che troviamo ora in tutta l'Asia meridionale, e il battello fluviale, con fondo piatto, forse a vela, di nuovo abbastanza simile a quelli che navigano tuttora sull'Indo. Ci sono anche indizi di una navigazione marittima: gli archeologi hanno rinvenuto a [[Lothal]] un canale collegato al mare e un bacino artificiale d'attracco, mentre sulla costa dell'[[Oman]], nel sito di Ra's al Junayz sono stati rinvenuti insieme a vasi harappani centinaia di bitumi con impronte di canne e di corde che testimonierebbero l'esistenza di barche calafatate nel III millennio a.C.
 
Alla luce della dispersione degli oggetti fabbricati dalla civiltà della valle dell'Indo, la sua rete commerciale doveva includere una zona molto vasta, dall'odierno [[Afghanistan]], al nord e al centro dell'India, fino alle regioni costiere della [[Persia]], della [[Penisola Arabica]] e della [[Mesopotamia]]. I beni esportati includono perline ed ornamenti, pesi, grandi giare e probabilmente anche [[cotone (fibra)|cotone]], [[legname]], [[frumento|grano]] e [[bestiame]]. Materiali che provenivano da regioni distanti erano utilizzati per la realizzazione di sigilli, di perline e di altri oggetti.
 
Un sistema decimale (dovevano necessariamente esistere dei sistemi di conversione, essendo il sistema onerario sumerico ed accadico di tipo sessagesimale) di pesi e di [[sistema di misura|misure]] era utilizzato in tutta l'area e testimonia un'organizzazione e controllo dei commerci e forse anche l'esistenza di [[tassa]]zioni. Le misure erano piuttosto precise: la misura più piccola di lunghezza, misurabile su una scala in avorio, è di 1,704&nbsp;mm e il peso più piccolo è di 0,871 grammi.
 
Una forma di organizzazione economica sembra anche testimoniata dalla presenza di [[Sigillo (oggetto)|sigilli]], con rappresentazioni di animali e di divinità e iscrizioni. Alcuni erano utilizzati per imprimere il sigillo sull'argilla, ma dovevano avere probabilmente anche altri scopi.
 
== Scrittura ==
{{vedi anche|Scrittura indu}}
[[File:IndusValleySeals.JPG|thumb|destra|Stampi rinvenuti nella valle dell'Indo [[British Museum]]]]
Nonostante diversi tentativi i ricercatori non sono ancora stati capaci di decifrare la forma di scrittura utilizzata da questa civiltà: la quasi totalità delle iscrizioni disponibili, sui sigilli o sui vasi di ceramica, non superano infatti i 4 o 5 caratteri, mentre la più lunga iscrizione ne comprende solo 26.
 
I segni conosciuti sono circa 400, ma si ritiene che alcuni di essi siano derivazioni con leggere modifiche o combinazioni di 200 caratteri principali. Si tratta probabilmente di una [[scrittura ideografica]] e questo rende difficile ipotizzare la lingua o la famiglia linguistica parlata: si ritiene più probabile l'ipotesi che si tratti di una [[lingue dravidiche|lingua dravidica]]<ref name="Parpola">{{cita libro|Asko|Parpola|Deciphering the Indus Script|1994|Cambridge University Press|Cambridge}}</ref>.
 
A causa della brevità delle iscrizioni alcuni ricercatori hanno suggerito che quelle conosciute non fossero una forma di scrittura vera e propria, ma un sistema d'identificazione delle transazioni economiche, paragonabile alla firma. È comunque possibile che siano esistiti testi più lunghi, ma che non ci siano pervenuti in quanto realizzati su materiale deperibile.
 
Un'iscrizione più estesa, scoperta recentemente, sembra fosse stata installata su un pannello al di sopra della porta della città di [[Dholavira]]. Si è formulata l'ipotesi che si trattasse di un pannello che informava i viaggiatori del nome della città, in modo simile ai cartelli di benvenuto che si trovano nelle nostre città attuali.
 
== Religione e credenze ==
In mancanza di testi scritti le credenze di questa civiltà possono essere ipotizzate solo sulla base delle rappresentazioni sui sigilli (con divinità o scene di cerimonie) o delle figurine di terracotta, forse utilizzate anche per scopi rituali.
 
In base alla grande quantità di figurine rappresentanti la fertilità femminile che ci ha lasciato, sembra che vi fosse venerata una sorta di "dea madre",
 
Le sepolture avvenivano in casse di legno ed erano accompagnate da una certa quantità di vasellame, che doveva contenere offerte di cibo, testimoniando la credenza di una vita dopo la morte. Nelle sepolture sono presenti semplici ornamenti personali, mentre quelli più elaborati dovevano essere trasmessi in eredità ai discendenti.
 
== Declino e scomparsa ==
[[File:Indus Valley Civilization, Late Phase (1900-1300 BCE).png|thumb|right|Tardo periodo Harappano, 1900–1300 a.C.]]
La civiltà della valle dell'Indo sembra essersi diffusa da ovest verso est: i siti situati verso l'India sembrano infatti aver avuto la massima fioritura dopo il declino di Harappa e di Mohenjo-Daro.
 
Verso il [[XX secolo a.C.|1900 a.C.]], alcuni segni mostrano la comparsa dei primi problemi. Le città cominciarono ad essere abbandonate e gli abitanti rimasti sembrano avere avuto difficoltà a procurarsi cibo a sufficienza. Intorno al [[XIX secolo a.C.|1800 a.C.]], la maggior parte delle città erano state del tutto abbandonate.
 
Le popolazioni tuttavia non sparirono e negli stessi luoghi si svilupparono una serie di culture regionali che mostrano il prolungarsi, in gradi diversi, della medesima cultura. Una parte della popolazione migrò probabilmente verso est e le pianure del [[Gange]]. Tuttavia nei secoli successivi si perse la memoria della civiltà della valle dell'Indo e del suo nome, anche a causa della mancanza di imponenti monumenti in pietra le cui vestigia potessero trasmetterne il ricordo.
 
In passato si ritenne che questa fine, che appariva eccezionalmente brusca, fosse effetto dell'invasione delle popolazioni [[Indoeuropei|indoeuropee]] degli [[Arii]] in India, ma non sembrano esserci prove per appoggiare questa ipotesi.
 
Una delle cause di questa rapida fine potrebbe invece essere stata un cambiamento climatico importante: alla metà del [[III millennio]] sappiamo che la valle dell'Indo era una regione verdeggiante, ricca di foreste e di animali selvatici, molto umida, mentre intorno al [[XIX secolo a.C.|1800 a.C.]] il clima si modificò, diventando più freddo e più secco.
 
Il fattore principale fu la probabile sparizione della rete idrografica del [[Ghaggar-Hakra (fiume)|Ghaggar-Hakra]], identificato con il fiume [[Sarasvati]], citato nel [[Rig Veda]]. Una catastrofe tettonica avrebbe potuto deviare le acque di questo sistema in direzione del Gange. In effetti le moderne fotografie satellitari permettono di identificare il corso di un fiume oggi scomparso nella regione e alcuni indizi lasciano pensare che eventi sismici di notevole entità abbiano accompagnato la scomparsa della civiltà della valle dell'Indo.
 
Se un grande fiume si fosse seccato al momento in cui la civiltà della valle dell'Indo era al suo apogeo, gli effetti sarebbero stati devastanti: si ebbero probabilmente notevoli movimenti migratori e la "massa critica" di popolazione indispensabile al mantenimento di questa civiltà si dissolse probabilmente in tempi abbastanza brevi, causando la sua fine.
 
Il declino della civiltà della valle dell'Indo potrebbe essere stato accentuato anche a causa dell'interruzione delle vie commerciali verso altri paesi (l'attuale [[Uzbekistan]] e il [[Turkmenistan]] meridionali, la [[Persia]] e la [[Mesopotamia]]), causato dagli Indo-Arii, popolazioni [[Indoeuropei|indoeuropee]], che si trovavano in [[Bactriana]] intorno al [[XXI secolo a.C.|2000 a.C.]] e che portarono il [[sanscrito]] in [[India]], dove si installarono verso il [[XVIII secolo a.C.|1700 a.C.]]
 
== Eredità ==
{{vedi anche|civiltà vedica}}
Le relazioni tra la civiltà della valle dell'Indo e la prima cultura del [[sanscrito]], che produsse i testi dei [[Veda]] dell'[[Induismo]], non sono chiare. È tuttavia degno di nota che i più antichi testi vedici menzionino il fiume [[Sarasvati]] e descrivano una società prossima all'utopia che viveva sulle sue rive. I testi più tardi fanno invece riferimento alla sua sparizione.
 
Alcune caratteristiche dell'attuale India sembrano avere dei lontani precedenti in quello che sembra possibile ricostruire di questa cultura, come ad esempio l'importanza che sembra attribuita alle abluzioni e alla pulizia del corpo e la sua apparente [[non-violenza]].
 
== Cronologia ==
{{vedi anche|Periodizzazione della civiltà della valle dell'Indo}}
* Produzione del cibo (6500-5000 a.C., [[Mehrgarh]]).
* Epoca della regionalizzazione (5000-2600 a.C., civiltà Harappa antica).
* Civiltà della valle dell'Indo - cultura Harappa (2600-1900 a.C., civiltà della valle dell'Indo o civiltà Harappa classica).
* Periodo tardo Harappa (1900-1300/1000 a.C.).
* [[Cultura della ceramica grigia dipinta]] (1200-800 a.C.).
* [[Cultura della ceramica nera lucidata settentrionale]] (700-300 a.C.).
* Periodo storico (dal 600 a.C. circa).
 
== Note ==
<references />
 
== Bibliografia ==
* {{Cita libro |lingua = en |autore = Jane McIntosh |titolo = The Ancient Indus Valley: New Perspectives |città = Santa Barbara (California) |editore = ABC-CLIO/Greenwood |anno = 2007 |isbn = 1-57607-907-4 |cid = Jane McIntosh}}
 
== Voci correlate ==
* [[Età del bronzo in India]]
* [[Civiltà vedica]]
* [[Dravidi]]
 
== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Indus Valley Civilization}}
 
== Collegamenti esterni ==
* {{Collegamenti esterni}}
* {{cita web|http://www.harappa.com/|Sito sulla civiltà di Harappa|lingua=en}}
 
{{Box successione
|carica = [[Storia dell'India]]
|immagine =
|periodo = [[3300 a.C.]] - [[1700 a.C.]]
|precedente = [[Mehrgarh|Periodo di Mehrgarh (I-IV)]]<br />[[7000 a.C.]] - [[3300 a.C.]]
|successivo = [[Indoari|Civiltà Indoaria]]<br />[[1700 a.C.]] - [[600 a.C.]]}}
{{portale|india|storia|pakistan}}
 
[[Categoria:Civiltà della valle dell'Indo| ]]
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