Marina Militare (Italia): differenze tra le versioni

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La sua storia inizia nel [[1946]] dopo la [[seconda guerra mondiale]] con la nascita della Repubblica, ereditando la struttura della [[Regia Marina]] e quelle unità navali che le condizioni armistiziali e del trattato di pace lasciavano all'Italia. Dopo un'espansione dovuta anche alla cessione da parte degli [[Stati Uniti d'America]] di alcune [[unità militari navali|unità navali]] e a un programma di costruzioni noto come "legge navale", necessario per far fronte alla minaccia proveniente dal [[Patto di Varsavia]], a partire dalla fine del [[XX secolo]] è stato attuato un programma di ridimensionamento dovuto alla rivalutazione dei compiti della forza armata.
 
La sua missione, inizialmente all'interno della [[NATO]] e successivamente anche dell'[[Unione europea]], consiste nel mantenimento di una continua e credibile presenza nell'area mediterranea, nel controllo dei mari italiani con dispositivi aeronavali e relativo supporto terrestre, nella cooperazione con le forze navali alleate, nel mantenimento di una forza di superficie e di una forza subacquea in grado di operare autonomamente garantendosi una protezione da offese aeree, di superficie e subacquee, cui affiancare una componente anfibia in grado di svolgere limitate operazioni.<ref>{{Cita |Marina Militare italiana |pp. 15-17|MMIpromo }}.</ref>.
 
== Storia ==
{{vedi anche|Regia Marina}}
[[File:MAS esercitazione.jpg|right|thumb|Coppia di [[Motoscafo armato silurante|MAS]] in esercitazione (1918)]]
La marina militare italiana nacque il 17 novembre 1860 con l'unificazione della [[Marina del Regno di Sardegna]] con le marine del [[Real Marina del Regno delle Due Sicilie|Regno Delle due Sicilie]], [[Marina del Granducato di Toscana|toscana]] e [[Marina Pontificia|pontificia]] e successivamente assunse la denominazione di "[[Regia Marina]]" il 17 marzo 1861, a seguito della proclamazione del [[Regno d'Italia (1861-1946)|Regno d'Italia]] da parte del parlamento di Torino.<ref>{{cita web|http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/regia.aspx|titolo=Nascita della Regia Marina|sito=marina.difesa.it|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>.
 
Dopo la [[battaglia di Lissa (1866)|battaglia di Lissa]], essa fu impegnata prima nella [[guerra italo-turca]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/dalissa.aspx|titolo=Da Lissa alla Prima Guerra Mondiale|accesso=24 febbraio 2011}}</ref> e poi nella [[prima guerra mondiale]]; in quest'ultima, essa non partecipò mai ad alcuna vera e propria "battaglia navale" con la flotta austro-ungarica, ma famose sono rimaste le azioni di quella che diventò in seguito la [[Xª Flottiglia MAS (Regno d'Italia)|Xª Flottiglia MAS]].<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/grandeguerra.aspx|titolo=Nella Grande Guerra|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>.
 
=== La seconda guerra mondiale ===
{{Vedi anche|Consegna della flotta italiana agli Alleati|Marina Cobelligerante Italiana}}
[[File:In velocità.jpg|right|thumb|[[Incrociatore leggero]] [[classe Duca degli Abruzzi]].]]
Verso la fine della seconda guerra mondiale,<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/daldopoguerra.aspx|titolo=Dal Dopoguerra agli anni '60|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>, l'Italia si presentava come uno Stato devastato da cinque anni di conflitto; nonostante l'importante contributo delle forze navali italiane durante il periodo di cobelligeranza, successivo all'[[Armistizio di Cassibile|armistizio proclamato l'8 settembre 1943]] e all'accordo di cooperazione con gli [[Alleati della seconda guerra mondiale|Alleati]] siglato a [[Taranto]] il 23 settembre dello stesso anno, la Marina versava in pessime condizioni, con infrastrutture ed installazioni in gran parte inutilizzabili e con i porti minati o ingombri di relitti affondati.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/RegiaMarinafineconflitto.aspx|titolo=La Regia Marina alla fine del conflitto|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>.
 
Nel [[secondo dopoguerra]] venne avviato un grande progetto di ammodernamento e ampliamento della flotta.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/dueguerre.aspx|titolo=Tra le Due Guerre|accesso=24 febbraio 2011}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/secondaguerramondiale.aspx|titolo=La Seconda Guerra Mondiale
|sito=marina.difesa.it|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>. Dal [[1946]], in seguito alla proclamazione della Repubblica, la Regia Marina assunse la nuova denominazione di "Marina Militare".
 
=== Il dopoguerra e l'adesione alla NATO ===
[[File:MM Centauro.jpg|thumb|[[Fregata (nave)|Fregata]] [[classe Centauro (fregata)|classe Centauro]]]]
Il [[trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate]] firmato il 10 febbraio [[1947]] a [[Parigi]], si rivelò inoltre particolarmente gravoso per la Marina, ponendo una serie di restrizioni operative e tecnologiche.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/trattato.aspx|titolo=Il Trattato di Pace e le sue conseguenze|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>. Oltre alle cessioni territoriali e materiali imposte all'Italia in generale, vi furono anche:
* restrizioni di carattere militare riguardanti il divieto di installazioni fisse di difesa costiera per tutte le forze armate in prossimità delle frontiere terrestri e marittime con Francia e Jugoslavia;<ref>articoli 47 e 48 del Trattato</ref>;
* divieto per tutte le forze armate di possedere, costruire o sperimentare armi atomiche, proiettili ad autopropulsione con i relativi dispositivi di lancio, cannoni con gittate superiori ai 30&nbsp;km, mine e siluri provvisti di congegni di attivazione ad influenza;<ref>articolo 51 del Trattato</ref>;
* divieto di costruire, acquistare o sostituire navi da guerra, sperimentare unità portaerei, naviglio subacqueo, motosiluranti e mezzi d'assalto di qualsiasi tipo;<ref name="ReferenceA">articoli 56, 58, 59 e 60, Allegato XII A del Trattato</ref>;
* divieto di mettere in opera qualsiasi tipo di installazione militare nelle isole di [[Isola di Pantelleria|Pantelleria]], di [[Isola di Pianosa (Tremiti)|Pianosa]] e nell'arcipelago delle [[Isole Pelagie|Pelagie]];<ref>articolo 56 del Trattato</ref>;
* consegna, a titolo di riparazione di guerra, alle nazioni vincitrici ([[Stati Uniti d'America|Stati Uniti]], [[Unione Sovietica]], [[Gran Bretagna]], [[Francia]], [[Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia|Jugoslavia]], [[Albania]] e [[Grecia]]) di 3 [[corazzata|corazzate]], 5 tra [[incrociatore|incrociatori]] ed esploratori, 7 [[cacciatorpediniere]], 6 [[torpediniera|torpediniere]], 8 [[sommergibile|sommergibili]] e una [[nave scuola]].<ref name="ReferenceA"/>.
 
Infine il totale del naviglio militare dislocato, fatta eccezione per le navi da guerra, non doveva superare le 67.500 tonnellate, mentre il personale effettivo non poteva superare le 25.000 unità.<ref>L'articolo 67 del Trattato comma 1 recita "Tutto il materiale bellico italiano, in eccedenza a quello consentito per le Forze armate di cui alle Sezioni III, IV e V, dovrà essere messo a disposizione dei Governi dell'Unione Sovietica, del Regno Unito, degli Stati Uniti d'America e della Francia, in conformità alle istruzioni ch'essi potranno dare all'Italia." L'articolo 74 definisce quali siano le riparazioni verso gli stati vincitori</ref>.
 
I grossi mutamenti in atto nella situazione politica internazionale convinsero Gran Bretagna e Stati Uniti a rinunciare alle loro aliquote di naviglio, pretendendone però la demolizione;<ref name = bagnasco>{{cita pubblicazione|cognome=Bagnasco|nome=Erminio|anno= 1988|titolo= La Marina Italiana. Quarant'anni in 250 immagini (1946-1987)|rivista= supplemento "Rivista Marittima"|issn=0035-6984}}</ref>; in ciò furono imitati in piccola parte anche dalla Francia. L'Unione Sovietica pretese la consegna di gran parte delle unità ad essa attribuite (tra cui la corazzata ''[[Giulio Cesare (nave da battaglia)|Giulio Cesare]]'' e la nave scuola ''[[Cristoforo Colombo (veliero)|Cristoforo Colombo]]''), ad eccezione del cacciatorpediniere ''[[Augusto Riboty (esploratore)|Riboty]]'' e di alcune unità (motosiluranti e rimorchiatori) completamente inefficienti.
 
La crescente attenzione rivolta dall'Unione Sovietica verso i paesi del [[mar Mediterraneo]], con i conseguenti tentativi da parte degli Stati Uniti di contrastare l'aumento dell'influenza sovietica nell'area, trasformò i mari italiani in uno dei principali luoghi di confronto tra le grandi potenze internazionali, contribuendo alla riaffermazione dell'importanza dell'Italia e dei suoi porti, grazie alla loro posizione geografica strategica.
 
Il 4 aprile [[1949]], l'Italia sottoscrisse il [[Organizzazione del Trattato Nord Atlantico|Trattato Nord Atlantico]]<ref>{{cita web| url =http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/nato.aspx|titolo=L'adesione dell'Italia alla NATO|accesso=24 febbraio 2011}}</ref> (NATO), ribadendo la sua impossibilità a contribuire attivamente all'interno dell'organizzazione e questo portò diplomaticamente, sul finire del [[1951]], alla revoca definitiva dei vincoli del trattato di pace con il consenso di tutte le nazioni occidentali. Con l'adesione alla NATO, alla Marina fu assegnato il controllo del [[mare Adriatico]] e del [[Canale d'Otranto]], nonché la difesa delle linee di comunicazione marittime nel [[mar Tirreno]]. Per assolvere a questi compiti, fu realizzato già nel novembre del 1949 uno "Studio sul potenziamento della Marina italiana in relazione al Patto Atlantico", con il quale si individuavano le strutture e le modalità di potenziamento della Marina Militare stessa.<ref>{{cita web|url=http://www.openstarts.units.it/dspace/bitstream/10077/2598/5/CAPITOLO%20III.pdf|titolo =La geostrategia e gli ambienti marini: la Marina Militare italiana|accesso= 24 febbraio 2011 }}</ref>.
 
=== Gli anni cinquanta ===
[[File:CacciaIndomito.jpg|thumb|[[Cacciatorpediniere]] classe Indomito]]
 
Venute meno le clausole del trattato di pace che vietavano all'Italia il possesso di sommergibili, e con l'ingresso di essa nella NATO, nell'ambito del programma di potenziamento navale avviato nel [[1950]] venne anche avviata la ricostituzione della componente subacquea. Anche grazie al programma "MDAP" (''Mutual Defence Assistance Program'') giunsero dagli USA due cacciatorpediniere del tipo [[classe Benson]] e altre tre unità di scorta che, utilizzate come fregate, costituirono la [[Classe Aldebaran (fregata)|classe Aldebaran]].<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/anni50.aspx|titolo=La Marina negli Anni '50|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>. Vennero avviati nello stesso periodo anche i lavori di ricostruzione/trasformazione di due [[incrociatore leggero|incrociatori leggeri]] della [[classe Capitani Romani]], trasformati nei cacciatorpediniere ''[[Pompeo Magno (incrociatore)|San Giorgio]]'' (D 562) e ''[[Giulio Germanico (incrociatore)|San Marco]]'' (D 563) entrando in servizio tra il [[1955]] e il [[1956]]. Furono poi realizzate quattro corvette della [[Classe Alcione (corvetta)|classe Alcione]], prime unità di scorta costruite in Italia nel dopoguerra, e due cacciatorpediniere della [[Classe Indomito (cacciatorpediniere 1955)|classe Indomito]], oltre a quattro fregate [[Classe Centauro|classe Centauro]].
 
Nella seconda metà degli [[anni 1950|anni cinquanta]] vennero emanate da parte dello stato maggiore della Marina le direttive per un nuovo programma di potenziamento noto come "Programma 1958", il quale prevedeva la realizzazione di:<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/programma1958.aspx|titolo=Il Programma 1958 e le forze navali integrate|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>:
 
Nella seconda metà degli [[anni 1950|anni cinquanta]] vennero emanate da parte dello stato maggiore della Marina le direttive per un nuovo programma di potenziamento noto come "Programma 1958", il quale prevedeva la realizzazione di<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/programma1958.aspx|titolo=Il Programma 1958 e le forze navali integrate|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>:
* 2 incrociatori lanciamissili e portaelicotteri [[Classe Andrea Doria (incrociatore)|classe Andrea Doria]];
* 2 cacciatorpediniere lanciamissili [[classe Impavido]];
* la ricostruzione/trasformazione del sommergibile ''[[Pietro Calvi (S 503)|Bario]]''.
 
In quegli anni, precisamente nel 1956 (anno di nascita dell'[[Aviazione Navale]]), la Marina iniziò a sperimentare i primi elicotteri, inizialmente degli [[Bell 47|AB47-G]] decisamente insufficienti come capacità operative, ma che servirono ad effettuare indispensabili prove sulle fregate della classe Bergamini, che nel 1958 furono le prime unità di scorta al mondo ad imbarcare elicotteri.<ref name = primipassi>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/aeromobili/Pagine/primipassi.aspx|titolo=I primi anni dell'attuale componente aerea|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>. Gli elicotteri vennero presto sostituiti dalla versione potenziata AB47-J, che grazie ai pattini più alti poteva ospitare un siluro, e nel 1959, sempre grazie al "MDAP", arrivarono due elicotteri [[Sikorsky H-34 Chochtaw|SH-34 Seabat]].<ref name = primipassi/>.
 
=== Gli anni sessanta ===
[[File:Vittorio Veneto (incrociatore).jpg|thumb|L'[[Incrociatore missilistico|incrociatore lanciamissili]] ''[[Vittorio Veneto (C 550)|Vittorio Veneto]]'', entrato in servizio nel 1969 come [[nave ammiraglia]]]]
 
La scadenza degli obiettivi del "Programma 1958" venne rispettata a rilento per le difficoltà finanziarie derivate dall'inevitabile aumento dei costi iniziali.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/programmanni60.aspx|titolo=I programmi e le unità negli Anni '60|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>.
 
Intanto proseguiva il potenziamento della flotta attraverso l'arrivo di unità provenienti dagli Stati Uniti, con l'acquisizione di tre sommergibili della [[Classe Balao (sommergibile)|classe Balao]]: ''[[Evangelista Torricelli (S 512)|Evangelista Torricelli]]'', ''[[Francesco Morosini (S 508)|Francesco Morosini]]'' e ''[[Alfredo Cappellini (S 507)|Alfredo Cappellini]]''. A questi si aggiunsero le unità di supporto logistico ed anfibio ''[[Etna (A 5328)|Etna]]'', ''[[Anteo (A 5306)|Anteo]]'', ''[[Andrea Bafile (L 9871)|Bafile]]'' e ''[[Pietro Cavezzale (A 5301)|Cavezzale]]''. Nel 1964 venne ricostituito il [[Reggimento San Marco|Battaglione San Marco]], dopo che i fucilieri di marina nel 1951 erano stati inquadrati in un'unità interforze ("[[Reggimento lagunari "Serenissima"|Settore Forze Lagunari]]") sciolta nel [[1956]].<ref>{{cita web|url=http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/ricostituzione.htm|titolo=Ricostituzione del Battaglione San Marco|accesso=24 febbraio 2011|urlmorto=sì}}</ref>.
 
Nel [[1963]] venne avviata la costruzione della [[classe Enrico Toti (sottomarino)|classe Enrico Toti]], prime unità sommergibili costruite in Italia nel dopoguerra, che sarebbero entrate in servizio nel [[1968]]. A questi si aggiunsero le fregate portaelicotteri [[classe Alpino]] e, alla fine del decennio, nel 1968, vennero impostate le due unità missilistiche della classe Audace.<ref name=sacchi59/>. La realizzazione più significativa del decennio fu, però, la costruzione dell'incrociatore lanciamissili portaelicotteri ''[[Vittorio Veneto (C 550)|Vittorio Veneto]]'' entrato in servizio nel [[1969]] come nuova [[nave ammiraglia]] della flotta<ref name=sacchi59>{{Cita|Sacchi 2000|p. 59|Sacchi2000}}.</ref>. Ancora nel 1969 giunsero dagli Stati Uniti tre cacciatorpediniere della [[classe Fletcher]]: ''[[USS Walker (DD-517)|Fante]],''<ref>{{cita web|url=http://www.uboat.net/allies/warships/ship/2040.html|titolo=Il cacciatorpediniere Walker|lingua=en|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>, ''[[USS Taylor (DD-468)|Lanciere]]''<ref>{{cita web|url=http://www.uboat.net/allies/warships/ship/2028.html|titolo=Il cacciatorpediniere Taylor|lingua=en|accesso=24 febbraio 2011}}</ref> e ''[[USS Prichett (DD-561)|Geniere]].''<ref>{{cita web|url=http://www.uboat.net/allies/warships/ship/2002.html|titolo=Il cacciatorpediniere Prichett|lingua=en|accesso=24 febbraio 2011}}</ref>.
 
=== Gli anni settanta e la "legge navale" ===
[[File:Lupo1.jpg|thumb|left|[[Fregata missilistica|Fregata lanciamissili]] [[classe Lupo]]]]
 
Un parziale incremento della forza operativa si ebbe tra il [[1972]] e il [[1974]] con l'entrata in servizio delle unità della [[Classe Audace (cacciatorpediniere 1971)|classe Audace]] e con l'arrivo dagli Stati Uniti di quattro sommergibili, due navi da sbarco [[Classe Grado (nave da sbarco)|classe Grado]] e tre cacciatorpediniere.<ref name=sacchi60>{{Cita|Sacchi 2000|p. 60|Sacchi2000}}.</ref>.
[[File:Giuseppe Garibaldi (551) underway in the Atlantic Ocean.jpg|thumb|[[Portaerei|Portaerei leggera]] [[V/STOL]] ''[[Giuseppe Garibaldi (551)|Garibaldi]]'']]
 
La progressiva radiazione del naviglio più anziano non compensata dall'entrata in servizio di nuove unità ed il lento processo di ammodernamento in un'area sempre più difficile come il bacino del Mediterraneo, rendeva il compito della Marina Militare sempre più complesso, specie alla luce della situazione internazionale che con il riaccendersi, nel [[1973]], nella [[Medio oriente|regione medio orientale]], del [[Guerra del Kippur|conflitto arabo-israeliano]], acuiva le tensioni sullo sfondo della [[guerra fredda]]. D'altra parte più vicino all'Italia la Libia diventava sempre più minacciosa, soprattutto dopo l'attacco condotto nell'ottobre del [[1972]] da un [[Dassault Mirage|Mirage]] libico contro la corvetta [[Classe Pietro De Cristofaro (corvetta)|Pietro De Cristofaro]], impegnata in una missione di vigilanza pesca, che rispose all'attacco con le armi di bordo riportando però un morto e due feriti.<ref>{{cita pubblicazione|autore=Giuliano da Frè|anno=2006|mese=giugno|titolo=Le forze armate libiche|rivista=I Documenti di Analisi Difesa|numero=68|url=http://cca.analisidifesa.it/downloads/1824313278_it.pdf|accesso=25 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110313163200/http://cca.analisidifesa.it/downloads/1824313278_it.pdf|dataarchivio=13 marzo 2011}}</ref>.
 
Le esigenze della Marina vennero dunque raccolte in un documento intitolato "Prospettive ed orientamenti di massima della Marina Militare per il periodo 1974-84", noto come "Libro Bianco della Marina",<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/golfopersico1985.aspx|titolo=Verso il Libro Bianco della Marina|accesso=25 febbraio 2011}}</ref>, nel quale si evidenziava come una volta completato il programma costruttivo ordinario, tenendo conto delle unità che si sarebbero dovute ritirare dal servizio entro la metà degli [[anni 1980|anni ottanta]] era indispensabile il ricorso ad uno stanziamento straordinario di fondi per consentire, nell'arco di un decennio, la realizzazione di ulteriori unità indispensabili per mantenere un ragionevole livello di efficienza e credibilità. Si richiedeva quindi l'acquisizione di nuove unità così ripartite:
 
* 1 portaerei leggera per velivoli [[V/STOL]] ed elicotteri, la ''[[Giuseppe Garibaldi (551)|Giuseppe Garibaldi]]'', costruita per rimpiazzare gli incrociatori ''[[Andrea Doria (553)|Andrea Doria]]'' e ''[[Caio Duilio (C 554)|Caio Duilio]]'';
[[File:Sparviero DN-ST-84-03940.jpg|thumb|[[Aliscafo]] [[Classe Sparviero (aliscafo)|classe Sparviero]]]]
 
Il programma a medio termine da portare avanti con la maggior parte degli stanziamenti ordinari prevedeva la realizzazione di quattro fregate lanciamissili [[classe Lupo]], due [[sottomarino|sottomarini]] [[Classe Nazario Sauro (sottomarino)|classe Nazario Sauro]], otto aliscafi [[Classe Sparviero (aliscafo)|classe Sparviero]] una rifornitrice di squadra [[Classe Stromboli (nave da rifornimento)|classe Stromboli]], una nave idrografica e altro naviglio d'uso locale impegnando così 735 miliardi di lire delle 1.000 totali previste dalla legge navale.<ref name = leggenavale/>. Con i restanti 235 miliardi di fondi<ref name = leggenavale>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/applicazioneleggenavale.aspx|titolo=L'Applicazione della Legge Navale|accesso=25 febbraio 2011}}</ref> lo [[stato maggiore]] preferì concentrare le risorse disponibili sulle costruzione di nuove unità navali come il nuovo incrociatore portaeromobili ''Garibaldi'' e un gruppo di quattro cacciamine di nuova concezione<ref name = leggenavale/>, limitando al massimo i lavori di ammodernamento sul naviglio in servizio. All'epoca il ''Garibaldi'' veniva definito "incrociatore tuttoponte", anche a causa del [[regio decreto legge|regio decreto]] n. 645 del 28 marzo 1923, atto costitutivo della [[Regia Aeronautica]], che in forza ad esso veniva a comprendere "tutte le Forze Aeree Militari del Regno e delle colonie dell'Esercito e della Marina",<ref>{{cita web|url=http://www.aeronautica.difesa.it/Operazioni/Pagine/default.aspx|titolo=Operazioni|accesso=25 febbraio 2011}}</ref>, pertanto Esercito e Marina non potevano possedere propri velivoli. L'avvento degli elicotteri, non esistenti all'epoca del decreto in questione, permise alla Marina di dotarsi comunque di una propria componente ad ala rotante, mentre per gli aerei antisommergibile (comunque in forza all'Aeronautica Militare) si ricorreva ad equipaggi misti Aeronautica/Marina. Solo successivamente verrà rinominato "portaerei".
 
La fine del decennio vide la Marina Militare impegnata, nell'estate del [[1979]], in un'azione umanitaria lontano dalle acque italiane in favore dei ''[[Boat people]]'' del [[Vietnam]], quando un gruppo navale formato dagli incrociatori ''Vittorio Veneto'' e ''[[Andrea Doria (553)|Andrea Doria]]'' e dal rifornitore di squadra ''Stromboli'' si rese fautore del salvataggio di quasi mille naufraghi nel [[Mar Cinese meridionale]].<ref>{{cita web|url=http://parma.repubblica.it/dettaglio/articolo/1669936|titolo="Così salvammo la boat people" - Diario dal Vietnam 30 anni dopo|accesso=19 febbraio 2011}}</ref>. In questa occasione alla bandiera della Marina Militare venne conferita la [[Benemeriti della salute pubblica|medaglia d'oro per i benemeriti della salute pubblica]], prima decorazione ottenuta dopo la seconda guerra mondiale.
 
=== Gli anni ottanta e gli impegni internazionali ===
 
Dopo dieci anni dall'approvazione della legge navale del 1975, erano entrati in servizio la portaerei ''Garibaldi'', due sommergibili Sauro, le otto fregate Maestrale, sei aliscafi Sparviero, i primi quattro cacciamine della [[Classe Lerici (cacciamine)|classe Lerici]], il secondo rifornitore di squadra tipo Stromboli e la nave salvataggio ''[[Anteo (A 5306)|Anteo]]'', mentre non era ancora iniziata la costruzione dei due cacciatorpediniere lanciamissili e del secondo gruppo di sei cacciamine.<ref name = librobianco>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/librobiancoMarina.aspx|titolo=Dal Libro Bianco 1985 al Golfo Persico|accesso=20 febbraio 2011}}</ref>. I programmi a breve termine dello stato maggiore intanto prevedevano l'ammodernamento dei due [[Classe Audace (cacciatorpediniere)|Audace]], e la costruzione di una terza serie di due sommergibili Sauro, di un terzo rifornitore di squadra, e di quattro corvette [[Classe Minerva (corvetta)|classe Minerva]].<ref name = librobianco/>.
[[File:Nave minerva.jpg|thumb|[[Corvetta]] [[Classe Minerva (corvetta)|classe Minerva]]]]
 
La fine del decennio, vedeva l'entrata in servizio nella prima parte del [[1988]] delle [[nave d'assalto anfibio|navi da sbarco]] ''[[classe San Giorgio (nave da sbarco)|San Giorgio'' e ''San Marco]]'' in sostituzione delle unità della classe Grado e sancire con la Legge 26 gennaio [[1989]], ratificata dal presidente [[Francesco Cossiga|Cossiga]] il successivo 1º febbraio, la costituzione di un'aviazione navale imbarcata,<ref name="Zuccotti">{{cita web|autore=Saverio Zuccotti|url=http://www.paginedidifesa.it/2004/zuccotti_040208.html|titolo=La Marina militare italiana e le sue portaerei|accesso=25 febbraio 2011|data=8 febbraio 2004|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20080416182517/http://www.paginedidifesa.it/2004/zuccotti_040208.html|dataarchivio=16 aprile 2008}}</ref>, con la scelta del velivolo che cadde sull'[[McDonnell Douglas-BAe AV-8B Harrier II|AV-8B Harrier]]. Entrarono poi in servizio le corvette della 1ª serie della classe Minerva e prese il via la costruzione della 2ª serie, così come venne avviata la costruzione dei pattugliatori d'altura della [[classe Cassiopea (pattugliatore d'altura)|classe Cassiopea]], la cui prima unità entrò già in servizio nel 1989, anno in cui venne avviata la costruzione dei cacciatorpediniere lanciamissili ''[[Luigi Durand de la Penne (D 560)|Animoso]]'' e ''[[Francesco Mimbelli (D 561)|Ardimentoso]]'' destinati a sostituire i due ''Impavido'' e vennero completati i lavori di ammodernamento, iniziati nel 1987, delle imbarcazioni ''[[Audace (D 551)|Audace]]'' e ''[[Ardito (D 550)|Ardito]]''.
 
[[File:San Marco 03.jpg|thumb|left|[[Nave d'assalto anfibio|Nave da sbarco]] [[Classe San Giorgio (nave da sbarco)|classe San Giorgio]]]]
 
Furono questi gli anni che videro i primi impegni della Marina Militare in missioni internazionali, con l'invio nell'aprile del [[1982]] di un gruppo navale di pattugliamento, a [[Sharm el-Sheikh]] nel golfo di [[Aqaba]], nell'ambito della Forza Multinazionale e di Osservatori delle [[Organizzazione delle Nazioni Unite|Nazioni Unite]] per il rispetto degli [[accordi di Camp David]]. Successivamente la Marina Militare partecipò alla missione in [[Libano]] dal settembre 1982 al marzo [[1984]] in operazioni di pattugliamento davanti alle coste libanesi e di scorta al naviglio mercantile e militare impiegato per il trasporto dall'Italia dei reparti dell'Esercito e del [[Reggimento San Marco|Battaglione San Marco]]. Nell'agosto 1984 poi, dopo che alcune esplosioni di [[mina navale|mine navali]] nel [[Mar Rosso]] nella zona immediatamente a sud del [[Canale di Suez]] provocarono l'interruzione della navigazione commerciale,<ref>{{cita web|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/08/04/hanno-minato-il-mar-rosso-otto-navi.html|titolo=Hanno minato il Mar Rosso otto navi sono saltate|accesso=21 febbraio 2011}}</ref>, la Marina Militare partecipò alle operazioni di bonifica con l'invio di un gruppo navale formato da tre dragamine della [[classe Legni]] che erano stati trasformati in [[cacciamine]] e dalla nave appoggio ''Cavezzale''<ref name = anni80>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/mediterraneoanni80.aspx|titolo=La situazione nel Mediterraneo negli anni '80|accesso=21 febbraio 2011}}</ref> con funzioni di [[Nave ammiraglia|nave comando]] in un'operazione denominata "[[Operazione Red Sea Demining|Missione Mar Rosso]]".
 
La seconda metà del decennio vide per la marina impegni sempre più gravosi nei nuovi scenari che andavano profilandosi. Se nel [[1985]], con l'irrompere sulla scena internazionale di [[Michail Gorbačëv]], tra est e ovest iniziava un periodo di distensione, il Mediterraneo rimaneva sempre un'area di confronto fra le due superpotenze e la diffusione dell'[[integralismo islamico]] fortemente antioccidentale ed antiamericano era causa di forti tensioni ed instabilità.<ref name = anni80/>. Con il sequestro dell'''[[Achille Lauro (nave)|Achille Lauro]]'' avvenuto il 7 ottobre 1985 ad opera di un gruppo terroristico palestinese, la mobilitazione che ne seguì, denominata "operazione Margherita", vide un'ampia partecipazione della Marina,<ref name=vvenetoOperativita>{{cita web|url=http://www.navevittorioveneto.it/storia_veneto/attivita.htm|titolo=Nave Vittorio Veneto - La vita operativa|accesso=21 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121031143227/http://www.navevittorioveneto.it/storia_veneto/attivita.htm|dataarchivio=31 ottobre 2012}}</ref>, e la circostanza evidenziò la necessità di una più efficace componente aerea per il pattugliamento marittimo a largo raggio. Successivamente, in seguito alle tensioni e alla crisi tra Stati Uniti e Libia, il 15 aprile [[1986]] vi fu un attacco missilistico contro la stazione [[LORAN]] gestita dagli Stati Uniti sull'isola di [[Lampedusa]]: l'attacco evidenziò la scarsa efficacia delle rete di allarme radar e la mancanza di una qualsiasi forma di difesa contro attacchi missilistici. Scattò quindi un'operazione di dispiegamento nel [[Canale di Sicilia]] di naviglio d'altura con funzioni di controllo radar denominata "operazione Girasole" che aveva come scopo quello di estendere quanto più possibile verso sud la sorveglianza antiaerea ed antimissile.<ref name = vvenetoOperativita/>. Ma un altro impegno attendeva le unità italiane e questa volta in uno scenario operativo ben più distante dalla madrepatria.
 
Dopo anni di guerra in cui il [[Guerra Iran-Iraq|conflitto Iran-Iraq]] era in situazione di stallo, il [[Golfo Persico]] era balzato alla ribalta dell'opinione pubblica mondiale quando [[Iran]] ed [[Iraq]] estesero le ostilità al traffico marittimo commerciale coinvolgendo anche navi appartenenti a nazioni neutrali. Tra queste venne anche coinvolta la motonave italiana ''Jolly Rubino'', attaccata dai "[[Pasdaran|Guardiani della rivoluzione]]" iraniani,<ref>{{cita web|url=http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/09/20/torna-il-jolly-rubino-equipaggio-racconta.html|titolo=Torna il "Jolly Rubino" l'equipaggio racconta|accesso=19 febbraio 2011}}</ref>, e la cosa spinse la Marina Militare ad inviare un contingente nell'area denominato "18º Gruppo Navale", formato da fregate, unità logistiche e cacciamine impegnate in operazioni di scorta al naviglio mercantile e di bonifica da mine navali.<ref name = librobianco/>. Al termine della missione, denominata [[Operazione Golfo 1|Golfo 1]], la bandiera della Marina Militare venne decorata con la [[Ordine militare d'Italia|croce di cavaliere dell'Ordine militare d'Italia]].<ref name = anni80/>.
 
=== Gli anni novanta ===
[[File:DN-SD-05-02437.jpg|thumb|[[Cacciatorpediniere]] [[classe Luigi Durand de la Penne (cacciatorpediniere)|classe De la Penne]]]]
 
Gli [[anni 1990|anni novanta]] iniziarono per la Marina Militare con un ritorno nel Golfo Persico.<ref>{{cita web |url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/storianavale/Pagine/marinafine80.aspx|titolo=La Marina Militare alla fine degli Anni '80|accesso=25 febbraio 2011}}</ref>. Dopo che era terminata nel settembre 1988 la guerra Iran-Iraq, il 2 agosto [[1990]] il ''Raʾīs'' iracheno [[Saddam Hussein]] invase il vicino stato del [[Kuwait]] in nome di un'antica pretesa di [[Baghdad]] di recuperare un territorio che era stato in età più antiche dipendente dal Governatorato iracheno di [[Bassora]] in età [[Impero ottomano|ottomana]]. L'invasione provocò le immediate sanzioni da parte dell'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]] che lanciò un [[ultimatum]], imponendo il ritiro delle truppe irachene. La richiesta non conseguì risultati e il 17 gennaio [[1991]] iniziò la [[Guerra del Golfo]] e le navi della Marina Militare si trovarono a far parte della coalizione internazionale. Dislocate nelle acque del Golfo Persico, le unità italiane assicurarono, in concorso con le altre forze multinazionali, l'applicazione delle risoluzioni del [[Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite]], partecipando al controllo dell'embargo, conducendo azioni di controllo del naviglio sospetto e potenzialmente ostile. Successivamente, durante la fase delle operazioni militari, le unità italiane in concorso con altre forze navali contribuirono alla protezione diretta delle principali unità della forza multinazionale. Al termine delle operazioni militari poi, ripresero l'attività di embargo, partecipando allo stesso tempo alla bonifica delle acque del Golfo dai campi minati. Per questa missione, durata esattamente un anno e terminata nell'agosto del 1991, la bandiera della Marina Militare venne nuovamente decorata con la croce di cavaliere dell'Ordine militare d'Italia. La missione nel suo complesso ha comportato 385 giornate di navigazione e 1.200 ore di volo da parte dei 12 elicotteri imbarcati.<ref>{{cita web|url=http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/15/missione_compiuta_San_Marco_casa_co_0_930415974.shtml|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121108002739/http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/15/missione_compiuta_San_Marco_casa_co_0_930415974.shtml|titolo=Missione compiuta, il San Marco a casa per la Marina l'impegno è ora in Adriatico|accesso=21 febbraio 2011|urlmorto=sì|dataarchivio=8 novembre 2012}}</ref>.
 
[[File:Bersagliere F584.jpg|thumb|left|[[Pattugliatore di squadra]] ''[[Bersagliere (F 584)|Bersagliere]]'' della [[Classe Soldati (pattugliatore di squadra)|classe Soldati]]]]
[[File:Salvatore Todaro (S-526).jpg|thumb|left|[[Sottomarino]] [[Salvatore Todaro (S 526)|Salvatore Todaro]]]]
 
La Marina dispone di una [[flotta d'alto mare]]. Ha partecipato ampiamente alla lotta al terrorismo prendendo parte, oltre che con il battaglione San Marco, con le sue unità navali alle operazioni [[Operazione Active Endeavour|Active Endeavour]] nel Mediterraneo, [[Operazione Antica Babilonia|Antica Babilonia]] nel [[Golfo Persico]], [[Operazione Enduring Freedom|Enduring Freedom]] nel Golfo Persico e nell'[[oceano Indiano]] e partecipando alla lotta alla [[pirateria]] ed in difesa dei traffici marittimi e della libertà di navigazione nella zona del [[corno d'Africa]] e del [[Golfo di Aden]] contro le [[Pirateria in Somalia|incursioni dei pirati somali]], fornendo anche i [[nuclei militari di protezione]] da imbarcare nelle navi civili italiane per garantirne la sicurezza.<ref>{{cita web|url=http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm04/documenti_acquisiti/Intervento%20amm.%20sq.%20Branciforte.pdf|titolo=Operazioni di contrasto della pirateria|autore=Bruno Branciforte|editore=Marina Militare|data=15 giugno 2011|accesso=29 marzo 2013}}</ref>. Tutte le principali unità della Marina Militare hanno preso parte a queste missioni, svolte sotto l'egida della UE come l'[[Missione Atalanta|operazione Atalanta]]<ref>{{cita web|url=http://www.eunavfor.eu/about-us/mission/|titolo=EUNAVFOR Mission|lingua=en|accesso=19 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121107061809/http://www.eunavfor.eu/about-us/mission/|dataarchivio=7 novembre 2012}}</ref> o come l'[[operazione Ocean Shield]] della NATO,<ref>{{cita web|url=http://www.manw.nato.int/page_snmg2_history.aspx|titolo=La pagina del SNMG2 sul sito NATO|lingua=en|accesso=19 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110704133958/http://www.manw.nato.int/page_snmg2_history.aspx|dataarchivio=4 luglio 2011}}</ref>, e tuttora vengono dispiegate unità navali a questo scopo.
[[File:Cavour (550).jpg|thumb|La [[portaerei]] ''[[Cavour (550)|Cavour]]'']]
 
Nell'estate 2006 la Marina Militare è stata una delle prime marine militari ad intervenire nella [[Guerra del Libano (2006)|crisi del Libano]]. Il cacciatorpediniere ''[[Luigi Durand de la Penne (D 560)|Luigi Durand de la Penne]],''<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/attivita/svolta/Pagine/Operazioniumanitarieall%27estero.aspx|titolo=Operazioni umanitarie della Marina all'estero dal secondo dopoguerra ad oggi|accesso=25 febbraio 2011}}</ref>, in esercitazione in [[Grecia]], è stata tra le prime unità neutrali ad entrare nel porto di [[Beirut]] per l'evacuazione dei connazionali ed altri europei verso l'isola di [[Cipro]] con due viaggi.<ref>{{cita web|url=http://www.difesa.it/SMD/comunicato-stampa.htm?DetailID=1369|titolo=La Marina Militare in soccorso dei civili in Libano|accesso=25 febbraio 2011}}</ref>. A settembre, sotto l'egida dell'[[Organizzazione delle Nazioni Unite|ONU]] all'interno della missione [[UNIFIL 2]], le navi ''[[Giuseppe Garibaldi (551)|Garibaldi]]'', ''[[San Giusto (L 9894)|San Giusto]]'', ''[[Classe San Giorgio (nave da sbarco)|San Marco'' e ''San Giorgio]]'', in pratica l'intera flotta tuttoponte, scortate dalla corvetta ''[[Classe Minerva (corvetta)|Fenice]]'', hanno sbarcato sulla spiaggia di [[Tiro (città)|Tiro]] la forza d'ingresso, cioè le truppe anfibie della nuova "Forza di Proiezione dal Mare" (FPM) composte dal Battaglione San Marco e dai [[Reggimento lagunari "Serenissima"|Lagunari]] dell'[[Esercito italiano|Esercito]].<ref>{{cita web|url=http://www.btgsanmarco.it/leonte/Missione%20Leonte%20-%20Libano,%202006.htm|titolo=Missione "Leonte" - Libano, 2006|accesso=25 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20111114151400/http://www.btgsanmarco.it/leonte/Missione%20Leonte%20-%20Libano%2C%202006.htm|dataarchivio=14 novembre 2011}}</ref>.
 
Dal 25 marzo 2011 la Marina Militare ha fornito appoggio all'operazione Unified Protector della NATO per rendere effettivo l'embargo navale alla Libia di Gheddafi,[53] mentre dall'ottobre al dicembre 2013 l'Andrea Doria ha sancito il ritorno della Marina Militare nel dispositivo UNIFIL.[54]
 
===Rinnovamento della flotta===
Nuove sono le navi della [[classe Orizzonte]] denominate ''[[Andrea Doria (D 553)|Andrea Doria]]'' e ''[[Caio Duilio (D 554)|Caio Duilio]]'', varate a [[Cantiere navale di Riva Trigoso|Riva Trigoso]] rispettivamente il 14 ottobre [[2005]] e 23 ottobre [[2007]]. La prima unità è stata consegnata il 22 dicembre [[2007]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/navi/Pagine/AndreaDoria.aspx|titolo=Andrea Doria|accesso=25 febbraio 2011}}</ref> e dopo le prove in mare è pienamente operativa da giugno 2008, mentre la seconda unità è stata consegnata il 3 aprile [[2009]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/navi/Pagine/CaioDuilio.aspx|titolo=Caio Duilio|accesso=25 febbraio 2011}}</ref> diventando pienamente operativa nel 2010. Con l'ingresso nella flotta di queste due unità è andato in disarmo Il ''[[Vittorio Veneto (550)|Vittorio Veneto]]'' nel 2006.<ref>{{cita web|url=http://www.paginedidifesa.it/2005/zuccotti_050615.html|titolo=L'incrociatore Vittorio Veneto nave museo|accesso=25 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20121103065512/http://www.paginedidifesa.it/2005/zuccotti_050615.html|dataarchivio=3 novembre 2012}}</ref>.
 
Il 10 giugno [[2009]] è entrata in servizio la nuova portaerei ''[[Cavour (550)|Cavour]]'', che si affianca alla portaeromobili ''[[Giuseppe Garibaldi (551)|Garibaldi]]''. L'Aviazione navale ha ordinato 15 [[Aereo da caccia|caccia]] [[Lockheed Martin F-35 Lightning II|F-35B]] in versione [[STOVL]] (''Short Take Off and Vertical Landing'')<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/nuoviprogetti/Pagine/JointStrikeFighter.aspx|titolo=Joint Strike Fighter|accesso=25 febbraio 2011}}</ref> da impiegare su queste due unità.
Per quanto riguarda l'ammodernamento della flotta il progetto più importante è quello sviluppato in cooperazione con la Francia con il programma per le fregate multiruolo "[[Classe FREMM (fregata multiruolo)|FREMM]]"; nel 2012 è stata consegnata la prima fregata in versione "General Purpose" ''[[Carlo Bergamini (F 590)|Carlo Bergamini]]'', alla quale sono seguite quattro in versione [[Lotta antisommergibile|antisommergibile]] nel 2013-14-15 e 16 e una ancora in versione "General Purpose"<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/nuoviprogetti/Pagine/LeFregate.aspx|titolo=Le Fregate Europee Multi Missione|accesso=25 febbraio 2011}}</ref> nel 2017. Altre quattro FREMM sono in costruzione presso i cantieri navali di Riva Trigoso.
 
Per quel che concerne l'arma subacquea, due nuovi sommergibili della [[classe U-212 (sottomarino)|classe U-212]] sono stati consegnati nel 2016 e 2017.<ref>{{cita pubblicazione|url=http://www.marina.difesa.it/documentazione/Documents/rapporto_2012.pdf|titolo=Rapporto 2012|rivista=Notiziario della Marina|editore=Marina Militare |pp=60-61|data=novembre-dicembre 2012 |accesso=27 gennaio 2013}}</ref>. I sottomarini ''[[Enrico Toti (S 506)|Enrico Toti]]'' e ''Dandolo'' usciti dalla flotta sono invece diventati due sommergibili-museo.
[[File:2june2006 032.jpg|thumb|upright|Il [[capo di stato maggiore della Marina Militare]] dal 2006 al 2010 [[ammiraglio di squadra]] [[Paolo La Rosa]] (sulla sinistra)]]
 
Nel 2016 sono iniziati i lavori di costruzione della LSS nave da supporto logistico ''[[Vulcano (A 5335)|Vulcano]]'' mentre nel 2017 quelli della [[Landing Helicopter Dock|LHD]] ''[[Trieste (nave)|Trieste]]'' nave tutto ponte da sbarco anfibio che andrà a sostituire il ''[[Giuseppe Garibaldi (C 551)|Garibaldi]]''.
 
Il 15 febbraio 2017 è avvenuto presso il cantiere navale di [[Muggiano (La Spezia)|Muggiano]] il taglio della prima lamiera della prima di 7 (+3 in opzione) nuove unità denominate "[[Pattugliatori Polivalenti d'Altura]]" (PPA), navi di 143 metri di lunghezza, 16,5 di larghezza e 6.200 t di dislocamento.<ref>{{Cita news|url=http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/shippingecantieri/2017/02/13/fincantieri-taglio-della-1-lamiera-del-pattugliatore-_937ce179-3a2a-4571-be32-ee9ac8e0dda0.html|titolo=Fincantieri, taglio della 1ª lamiera del pattugliatore d'altura per la Marina - Shipping e Cantieri - Mare|pubblicazione=ANSA.it|data=13 febbraio 2017|accesso=15 agosto 2017}}</ref>. Queste unità, a seconda della versione (Full, Light Plus e Light) saranno dotate di un cannone da 127/64 mm a prua e un cannone da 76/62 mm sopra l'hangar (entrambi in grado di impiegare il nuovo munizionamento guidato Vulcano per il 127 mm e Davide per il 76 mm), 2 Mitragliere da 25/80 mm e 16 VLS Sylver destinati ad ospitare missili MBDA Aster 15 e 30. Le navi saranno equipaggiate con i nuovi radar DBR a quattro facce fisse e potranno raggiungere la velocità massima di 34 nodi. Avranno un hangar per ospitare due elicotteri medi e saranno dotate di ampi spazi dedicati all'imbarco di materiali shelterizzati, che conferiranno una grande capacità di trasporto di aiuti umanitari oltre a fornire grande flessibilità operativa poiché tali spazi potranno essere usati per imbarcare due RHIB o altro materiale. Infine sotto il ponte di volo è presente un'ulteriore zona modulare per imbarcare altre strutture containerizzate (alloggi suppletivi, attrezzature ospedaliere, C4I), RHIB o USV.
 
Al processo di ammodernamento si è comunque affiancata una revisione dello strumento militare per far fronte alla carenza di fondi dovuta alla [[grande recessione|crisi economica iniziata nel 2008]]: è previsto uno snellimento dello stato maggiore trasferendo tutti i compiti operativi al comando della Squadrasquadra Navalenavale ([[CINCNAV]]), l'addestramento di tutto il personale verrà centralizzato in Ancona nel nuovo Comando scuole, mentre tutto ciò che concerne la logistica spetterà al Comando logistico di Napoli, già [[Ispettorato per il supporto logistico e dei fari]], NAVISPELOG, a cui andrà anche la cura dei fari e del segnalamento marittimo; entro il 2018 inoltre la Marina Militare prevede di avere ventidue unità navali in meno.<ref>{{cita pubblicazione|url=http://www.marina.difesa.it/documentazione/Documents/rapporto_2012.pdf|titolo=Rapporto 2012|rivista=Notiziario della Marina|editore=Marina Militare |pp=48-55|data=novembre-dicembre 2012 |accesso=27 gennaio 2013}}</ref>.
 
== Struttura ed organizzazione ==
=== Organizzazione centrale ===
{{Vedi anche|Comando in Capocapo della Squadrasquadra Navalenavale|Stato maggiore della Marina}}
La Marina Militare dipende, gerarchicamente, come le altre [[Forze armate italiane|forze armate]], dal [[presidente della Repubblica Italiana]], che è, sulla base della [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]], [[comandante in capo]] delle forze armate, e, operativamente, dal [[Ministero della difesa]], attraverso lo [[stato maggiore della difesa]]. La marina possiede poi un proprio autonomo [[Stato maggiore della Marina|stato maggiore]] con relativo [[Capo di stato maggiore della Marina Militare|capo di stato maggiore]], dal quale dipendono la [[CINCNAV|Squadra navale]], il [[Comando subacquei e incursori|Raggruppamento Subacqueisubacquei e Incursoriincursori "Teseo Tesei"]], il [[Comando Logistico della Marina Militare|Comando logistico]], il [[Comando scuole della Marina Militare|Comando scuole]] e l'[[Istituto Idrograficoidrografico della Marina]]. Inoltre, anche il [[Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera]] dipende dalla Marina Militare. Di seguito ne viene riportato l'organigramma, limitato alle sole aree di vertice, così come riportato nel sito della Marina Militare.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/Pagine/organigrammaMM.aspx|titolo= Organigramma Marina|accesso=17 luglio 2014}}</ref>
 
{| class="wikitable" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"
Hanno giurisdizione sul litorale dello Stato, per i servizi della Marina militare, i seguenti Comandi Logistici che hanno preso il posto dei precedenti [[Dipartimento marittimo|dipartimenti marittimi]]:
 
* [[Dipartimento marittimo#Comando Logistico della Marina Militare Area Nord 25px|Comando Logisticologistico della Marina Militare Area Nord]];
* [[Dipartimento marittimo#Comando logistico della Marina Militare Area Sud|Comando Logisticologistico della Marina Militare Area Sud]];
* [[Dipartimento marittimo#Comando logistico della Marina Militare Area Sicilia|Comando Logisticologistico della Marina Militare Area Sicilia]];
* [[Dipartimento marittimo#Comando logistico della Marina Militare Area Capitale|Comando Logisticologistico della Marina Militare Area Capitale]].
 
=== I corpi ===
* '''[[Corpo sanitario militare marittimo]]''' (SAN);
* '''[[Corpo di commissariato militare marittimo]]''' (CM);
* '''[[Corpo degli equipaggi militari marittimi]]''' (CEMM);
* '''[[Corpo delle capitanerie di porto - Guardia Costiera]]''' (CP).
 
=== Il "Servizio fari" ===
Il "Servizio dei Farifari e del Segnalamentosegnalamento Marittimo"marittimo, secondo la sua denominazione completa, indica la gestione dei [[faro|fari]] disposti lungo le coste italiane. operaOpera al servizio dei naviganti civili e militari, in dipendenza dalla Marina Militare dal 1910, anno in cui la competenza passò all'allora Regia Marina dal [[Ministero dei Trasporti]].<ref name=fari>{{cita web|url= http://www.marina.difesa.it/storiacultura/fari/Pagine/ChiSiamo.aspx|titolo= Fari e segnalamenti|accesso= 25 febbraio 2011|urlmorto= sì|urlarchivio= https://web.archive.org/web/20110307040754/http://www.marina.difesa.it/storiacultura/fari/Pagine/ChiSiamo.aspx|dataarchivio= 7 marzo 2011}}</ref>. Il servizio è gestito con personale civile e militare, ed è diviso in cinque zone, La Spezia, Venezia, Taranto (con sezione distaccata a Napoli), La Maddalena e [[Messina]], piùcon un ulteriore ufficio tecnico dei fari a La Spezia e un ispettorato per il supporto logistico e dei fari a Roma, da cui dipendono tutti i comandi di zona (a loro volta dipendenti anche dai vari comandi e dipartimenti militari marittimi) e il già citato ufficio tecnico.<ref name=fari/>. Il Servizio dispone di 157 fari e 667 [[Fanale (nautica)|fanali]] (comprese [[Segnalamenti marittimi ottici|mede]] e [[Boa (nautica)|boe]]).<ref name=fari/>. Una nave di rilevanza storica fu la ''[[Rampino (A 5309)|Rampino]]'', che servì sotto tre marine militari e venne dismessa nel 1976.
 
== Personale ==
 
La forza armata dispone, per la selezione, il reclutamento e la formazione del personale, dei seguenti centri dedicati,
<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/organizzazione/comando_scuole_ancona/Pagine/enti_dipendenti.aspx|sito=Ministero della Difesa Comandi/Enti Dipendenti e Centri di Formazione|accesso=19 aprile 2017}}</ref> che sono alle dipendenze dell'[[Ispettorato Scuolescuole della Marina Militare]].<ref>{{cita web|url=http://www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MCOMSCUO.aspx|sito=Ministero della Difesa Mariscuole|accesso=18 aprile 2017}}</ref>
 
*[[Centro Selezioneselezione Addestramentoaddestramento e Formazioneformazione del Personalepersonale Volontariovolontario della Marina Militare]] sito in Taranto, che provvede alla selezione ed all'addestramento del personale di truppa [[VFP1]].<ref>http://www.marina.difesa.it/entra-in-marina/informazioni/maridirselezta/Pagine/default.aspx</ref>
<ref>http://www.marina.difesa.it/entra-in-marina/informazioni/maridirselezta/Pagine/LaStoria.aspx</ref>
<ref>http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/puglia/508770/maricentro-taranto-lultimo-lo-giuro.html</ref>
<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/formazione/istituti/maricentrota/Pagine/default.aspx|titolo=MARICENTRO Taranto|accesso=13 marzo 2013}}</ref>
 
* [[Centro Selezioneselezione della Marina Militare]] di [[Ancona]],<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/entra-in-marina/informazioni/maricenselez_ancona/Pagine/default.aspx|titolo=Centro di Selezione della Marina Militare|}}</ref> per arruolamento ufficiali e concorsi per sottufficiali, marescialli e sergenti, concorsi per truppa in servizio permanente e per ferma prefissata [[VFP4]] e concorsi per la [[Scuola navale militare "Francesco Morosini"|Scuola Navalenavale Morosini]].<ref>http://www.marina.difesa.it/entra-in-marina/informazioni/maricenselez_ancona/Pagine/default.aspx</ref>
* [[Istituto di Studi Militari Marittimi]], di [[Venezia]], per la formazione e l'aggiornamento degli [[Comandante (grado militare)|ufficiali comandanti]].<ref>http://www.marina.difesa.it/formazione-in-marina/formazione_avanzata/ismm/Pagine/default.aspx</ref>
* [[Accademia Navalenavale]] di [[Livorno]], per la formazione universitaria dei [[ufficiale militare|quadri ufficiali]].<ref>http://www.marina.difesa.it/formazione-in-marina/accademia_navale/benvenuto_accademia/Pagine/default.aspx</ref>
* [[Scuola sottufficiali della Marina Militare]] che ha sedi presso [[Taranto]], e [[La Maddalena]], quest'ultima per la formazione dei [[sottufficiale|quadri sottufficiali]].<ref>http://www.marina.difesa.it/formazione-in-marina/mariscuola_taranto/Pagine/default.aspx</ref><ref>http://www.marina.difesa.it/formazione-in-marina/mariscuola_maddalena/Pagine/default.aspx</ref>
* [[Scuola navale militare "Francesco Morosini"]], in Venezia, per la [[istruzione secondaria]] di stampo militare.<ref>http://www.marina.difesa.it/formazione-in-marina/morosini/Pagine/default.aspx</ref>
* [[Scuola Sommergibilisommergibili della Marina Militare]], di Taranto per la selezione e la formazione dei sommergibilisti.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/formazione-in-marina/formazione_specialistica/scuola/Pagine/LaStoria.aspx|titolo=Scuola Sommergibili.it|}}</ref>
* [[Centro interforze "Scuola Telecomunicazionitelecomunicazioni delle forze armate"]] a [[Chiavari]], per quel che riguarda l'informatica e le [[telecomunicazioni]].<ref>{{cita web|url= http://www.difesa.it/SMD_/EntiMI/STELMILIT/Pagine/default.aspx|titolo=Scuola Telecomunicazioni delle forze armate|sito difesa.it|}}</ref>
* [[Centro Sportivosportivo Remiero]] di [[Sabaudia]] il cui scopo è allenare gli atleti della Marina nelle discipline sportive del [[pentathlon navale]], del [[canottaggio]], della [[Canoa/kayak|canoa]] e del [[Canoa/kayak|kayak]],<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/sport/mariremo/Pagine/default.aspx|titolo=Centro Sportivo Remiero di Sabaudia|}}</ref><ref>http://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/sport/mariremo/Pagine/IlCentro.aspx</ref> da cui dipendono le navi scuola ''Corsaro II, [[Stella Polare (A 5313)|Stella Polare]], Orsa Maggiore, [[Capricia (A 5322)|Capricia]]'' e ''Caroly''.
 
=== Gradi e qualifiche ===
== Ripartizione delle forze operative ==
{{Vedi anche|CINCNAV}}
Tutte le unità navali e le forze operative tranne le [[forze speciali]] dipendono dal Comando in Capocapo della Squadrasquadra Navalenavale ([[CINCNAV]]), a sua volta sottoposto al Capocapo di stato maggiore della Marina Militare.
 
=== La flotta ===
L'aviazione navale italiana nasce ufficialmente il 1º agosto 1956 con la costituzione del [[1º Gruppo elicotteri]] dotato di [[Bell 47|AB-47G]], affiancati nel tempo dagli AB-47J-3<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/aeromobili/Pagine/ildopoguerra.aspx|titolo=Il dopoguerra|accesso=26 febbraio 2011}}</ref>. La nave ''Luigi Rizzo'' della [[Classe Carlo Bergamini (fregata)|classe Carlo Bergamini]] servì da test operativi e divenne così la prima nave al mondo a poter imbarcare e ricoverare un elicottero. Nel marzo 1959 arrivarono dei [[Sikorsky SH-34|SH-34]] tramite il ''[[Mutual Defense Assistance Program]]'' (MDAP) stipulato con gli Stati Uniti.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/aeromobili/Pagine/primipassi.aspx|titolo=I primi anni dell'attuale componente aerea|accesso=26 febbraio 2011}}</ref>
 
Lo stesso programma fece arrivare in Italia ventiquattro [[bombardiere|bombardieri]] [[Curtiss SB2C Helldiver|Curtiss S2C-5 Helldiver]] equipaggiati con apparecchiature per la lotta antisommergibile; gli Stati Uniti si offrirono di addestrare i piloti della Marina, ma l'[[Aeronautica Militare (Italia)|Aeronautica Militare]] si oppose. I primi Helldiver italiani tuttavia vennero lanciati dalla portaerei {{nave|USS|Midway|CV-41|2}};<ref>{{cita web|nome=Antony Preston, John Jordan, Stephen Dent|url= http://books.google.it/books?id=dytTKHJ0_mUC&pg=PA76&lpg=PA76&dq=1950+curtiss+helldiver+italy+mdap&source=bl&ots=K2VqsPBwZH&sig=AWNeJwHSjctT55VW66qZdDSJud0&hl=it&ei=NFJpTd3OKo-ZOs_72KgL&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=6&ved=0CD0Q6AEwBQ#v=onepage&q&f=false|titolo=Warship|lingua=en|accesso=26 febbraio 2011|p=76}}</ref>; questi velivoli giunti in Italia nel settembre del 1950 vennero presi in carico dall'Aeronautica Militare ed inquadrati nell'86º Gruppo Antisom presso l'aeroporto di [[Grottaglie]].<ref>{{cita web|url= http://www.elicotterienavi.com/aeromobili/STORIA4_bis.HTM |titolo=Storia dell'Aviazione Navale Italiana |accesso=26 febbraio 2011}}</ref>. Da allora i piloti della Marina Militare hanno utilizzato vari mezzi ad ala rotante dapprima, per una legge del periodo fascista che impediva alla Marina di possedere aerei, e poi ad ala fissa con l'acquisizione degli [[McDonnell Douglas-BAe AV-8B Harrier II|AV-8 B Harrier Plus]] in forza al GRUPAER (Gruppo Aereiaerei imbarcati) di MARISTAER-Grottaglie e imbarcati inizialmente sulla portaerei ''Garibaldi'' e in seguito anche sulla ''Cavour.''<ref>{{cita web|url=http://www.btgsanmarco.it/forzadiproiezione/forzadiproiezione.htm|titolo=Forza di proiezione dal mare|accesso=18 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20110104190902/http://www.btgsanmarco.it/forzadiproiezione/forzadiproiezione.htm|dataarchivio=4 gennaio 2011}}</ref>. Altri aeromobili in uso, basati oltre che a Grottaglie anche a [[Luni]] e a [[Catania]], sono il [[Piaggio P180 Avanti]], il [[Bell 212|Agusta-Bell AB 212 ASW]], il [[Sikorsky SH-3 Sea King|Sikorsky SH-3D Sea King]] e l'[[AgustaWestland AW101]].<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/aeromobili/Pagine/default.aspx|titolo=Forze aeree|accesso=18 luglio 2014}}</ref>. La gestione delle basi aeree e dei gruppi di volo dipendenti, l'addestramento degli equipaggi e del personale specialistico e il supporto tecnico-logistico sono di competenza del [[COMFORAER]] di Roma-Santa Rosa.
 
=== Le forze da sbarco ===
{{vedi anche|Brigata San Marco}}
Il [[Reggimento "San Marco"]] con il [[Reggimento "Carlotto"]] e il [[Gruppo mezzi da sbarco]], hanno costituito fino al 1º marzo [[2013]] la forza da sbarco della Marina, che, insieme al [[Reggimento lagunari "Serenissima"]] in forza all'[[Esercito Italiano]], formano la componente anfibia delle forze armate italiane. Da quella data è stata costituita la [[Brigata San Marco|Brigata Marina San Marco]], basata su tre reggimenti di [[fanteria di marina]] e dal [[Gruppo mezzi da sbarco]],<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/Conosciamoci/Notizie/Pagine/20130228_brsanmarco.aspx|titolo=Nasce la Brigata San Marco: tradizioni e ottimizzazione delle risorse|data=1º marzo 2013|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20130603085214/http://www.marina.difesa.it/Conosciamoci/Notizie/Pagine/20130228_brsanmarco.aspx|dataarchivio=3 giugno 2013}}</ref>, integrata nella [[Forza di proiezione dal mare]].
 
Le origini risalgono al Reggimento Real Navi del [[Regno di Sardegna]]. Una brigata di [[fanteria]] di marina venne schierata durante la [[prima guerra mondiale]] nei ranghi della [[3ª Armata (Regio Esercito)|3ª Armata]] del [[Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta|duca d'Aosta]] e varie batterie costiere appoggiarono la fanteria dell'esercito; la brigata non era costituita come reparto ufficiale, tanto che la fanteria di marina verrà riformata solo a guerra finita, ma compagnie di "marinai fucilieri" (che era il nome della specializzazione dopo la riforma attuata da [[Benedetto Brin]]) combatterono a [[Grado (Italia)|Grado]] e a [[Cortellazzo]].<ref name=sanmarcoGM>{{cita web|url=http://www.btgsanmarco.it/storiadelsanmarco/1e2gmondilae.htm|titolo=I^ Guerra Mondiale|accesso=8 novembre 2010|urlmorto=sì}}</ref>. Quest'ultimo è appunto il nome del battaglione logistico dell'attuale reggimento "Carlotto", intitolato ad [[Ermanno Carlotto]] caduto durante la [[rivolta dei Boxer]], che svolge funzioni di scuola e logistica, ed è abbinato al "Reggimento San Marco" nella "Forza da Sbarcosbarco della Marina Militare". Nel corso dei decenni gli uomini del San Marco sono stati di volta in volta organizzati come [[battaglione]], [[reggimento]] o [[brigata]].
 
La "Brigata Marina San Marco" è forte di tre reggimenti: uno destinato ad operare in contesti operativi anfibi e terrestri, un altro specializzato nell'abbordaggio delle navi e del controllo del traffico mercantile, e un terzo con compiti di formazione, di difesa delle installazioni e di rappresentanza.<ref>{{cita pubblicazione|url=http://www.marina.difesa.it/documentazione/Documents/rapporto_2012.pdf|titolo=Rapporto 2012|rivista=Notiziario della Marina|editore=Marina Militare |p=55|data=novembre-dicembre 2012 |accesso=27 gennaio 2013}}</ref>
=== Le forze speciali ===
{{vedi anche|Comando subacquei ed incursori}}
Per quello che riguarda le [[forze speciali italiane|forze speciali]], la Marina si avvale del [[Comando subacquei ede incursori|Raggruppamento Subacqueisubacquei ed Incursoriincursori "Teseo Tesei"]] diviso in [[Comando subacquei ed incursori|Gruppo Operativooperativo Incursoriincursori]] (GOI) e [[Comando subacquei ed incursori|Gruppo Operativooperativo Subacqueisubacquei]] (GOS). Le loro origini risalgono alla [[Xª Flottiglia MAS (Regno d'Italia)|Xª Flottiglia MAS]] della [[seconda guerra mondiale]] che venne riorganizzata a partire dal 1952 con vari nomi, fino ad adottare quello attuale di "COMSUBIN" assunto nel 1961 e da cui dipendono i due gruppi operativi.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/corpispeciali/subinc/ilgoi/Pagine/evoluzione.aspx|titolo=Evoluzione del GOI|accesso=26 febbraio 2011}}</ref>.
 
[[File:La Spezia - Ingresso Arsenale.JPG|thumb|Ingresso dell'[[Arsenale Militare Marittimo della Spezia|Arsenale Militare Marittimo]] di [[La Spezia]]]]
{{vedi anche|forze armate italiane#Operazioni internazionali}}
Oltre alla partecipazione di unità navali ed aliquote della forza da sbarco a missioni a termine, esistono alcune missioni permanenti in ambiente NATO, UE o bilaterale. Tra queste,
* occasionalmente la ''[[Standing NATO Response Force Mine Countermeasures Group 1]]'' navigante in [[oceano Atlantico]] e formata da sei a dieci unità secondo le disponibilità ed i compiti;<ref>{{cita web|url=http://www.aco.nato.int/page13615814.aspx|titolo=Standing NATO Maritime Group 1 and 2|lingua=en|accesso=20 febbraio 2011 }}</ref>;
* permanentemente la ''[[Standing NATO Maritime Group 2]]'' (ex STANAVFORMED, ''STAnding NAVal FORce MEDiterranean''<ref>{{cita web|url=http://www.afsouth.nato.int/organization/CC_MAR_Naples/NAVSOUTH/STANAVFORMED.htm|titolo=Standing Naval Force Mediterraneant|lingua=en|accesso=20 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20111114151411/http://www.afsouth.nato.int/organization/CC_MAR_Naples/NAVSOUTH/STANAVFORMED.htm|dataarchivio=14 novembre 2011}}</ref>), una formazione navale permanente della NATO con sede nel Mediterraneo formata da una unità per ogni paese NATO nel Mediterraneo più navi di altri paesi dell'alleanza. Il comando viene esercitato a turno da un [[ammiraglio]] di un paese partecipante;
* permanentemente la ''[[Standing NATO Response Force Mine Countermeasures Group 2]]'' (SNMCMG2)<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/Pagine/StandingNatoMaritimeCountermine.aspx|titolo=Standing Nato Maritime Countermine Group 2 - NATO|accesso=20 febbraio 2011}}</ref>), una formazione navale permanente della NATO con sede nel Mediterraneo formata da unità cacciamine e di appoggio di vari paesi NATO operanti nel Mediterraneo. Il comando viene esercitato a turno da un comandante di un paese partecipante e la forza opera prevalentemente ma non esclusivamente nel Mediterraneo, anche in paesi al di fuori della NATO.
 
* permanentemente la ''[[Multinational Force and Observers]]'' (MFO), formata esclusivamente da parte italiana per la componente navale fin dalla sua costituzione, avvenuta il 25 aprile 1982, da una flottiglia di pattugliatori costieri. Attualmente il Decimo Gruppo Navale Costiero (Comgrupnavcost 10) con sede a [[Sharm el-Sheikh]] conta su tre pattugliatori della [[classe Esploratore]]<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/Pagine/MultinationalForceObservers.aspx|titolo=Multinational Force & Observers (MFO)|accesso=20 febbraio 2011}}</ref>);
* permanentemente la [[Forza anfibia italo-spagnola]] (SIAF), componente navale, e la [[Forza italo-spagnola da sbarco]] (SILF), componente da sbarco su base reggimento, attivate nel novembre 1998 dopo la firma di un accordo nel 1996.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/Pagine/SIAF.aspx|titolo=Forza Anfibia Italo-Spagnola (SIAF) e La Forza Italo-Spagnola da Sbarco (SILF)|accesso=20 febbraio 2011|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20101210055221/http://www.marina.difesa.it/attivita/operativa/Pagine/SIAF.aspx|dataarchivio=10 dicembre 2010}}</ref>.
* La Marina Militare è fortemente legata alla [[Marine Nationale]], grazie ai programmi [[FREMM]], [[classe Orizzonte]] e I sistemi missilistici [[PAAMS]], inoltre c'è una cooperazione in molti ambiti militari con la Marine Nationale e in generale con la [[Francia]].
 
== Tradizioni ==
[[File:GARIBALDI ago1947.jpg|thumb|left|L'[[incrociatore]] ''[[Giuseppe Garibaldi (incrociatore 1936)|Giuseppe Garibaldi]]'' a [[Napoli]] nell'estate 1947, con la bandiera precedente all'adozione della nuova insegna navale]]
 
Lo [[stemma della Marina Militare]] venne ideato nel 1939 dall'ammiraglio, nonché sottosegretario di Stato per la Marina, [[Domenico Cavagnari]], ed è composto da uno [[scudo araldico|scudo]] diviso in quattro quarti, ognuno dei quali occupato dal blasone di un'importante [[Repubbliche marinare|repubblica marinara]] ([[Repubbliche marinare#Amalfi|Amalfi]], [[Repubbliche marinare#Genova|Genova]], [[Repubbliche marinare#Pisa|Pisa]] e [[Repubbliche marinare#Venezia|Venezia]]): nel primo quarto, su sfondo rosso, il leone alato simbolo di [[Marco evangelista|San Marco]], nel secondo quarto la croce rossa su fondo bianco di Genova, nel terzo quarto la croce bianca su fondo blu di Amalfi e, nell'ultimo quarto, la croce bianca su fondo rosso simbolo di Pisa, il tutto sormontato da una [[Corona (copricapo)|corona]] turrita e "[[rostrum|rostrata]]" che deriva dall'emblema che il [[Senato romano]] conferiva ai comandanti vincitori di battaglie navali.<ref name=bandiera>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/tradizioni/Pagine/LaBandiera.aspx|titolo=La Bandiera della Marina Militare|accesso=27 febbraio 2011}}</ref>.
[[File:Naval Ensign of Italy.svg|thumb|right|Bandiera della Marina Militare]]
 
Lo stemma ricordava così le antiche tradizioni marinare italiane; [[Domenico Cavagnari|Cavagnari]] scelse quattro repubbliche marinare in modo da rappresentare il nord, il centro e il sud del paese. Lo stemma, approvato nell'aprile del [[1941]] con regio decreto, comprendeva anche lo scudo [[Casa Savoia|sabaudo]] e due [[fascio littorio|fasci littori]]. In seguito alla proclamazione della Repubblica la bandiera della Marina Militare, privata dello stemma sabaudo, coincideva con la bandiera nazionale che pertanto venne usata come insegna navale fino al 9 novembre 1947, quando con [[decreto legislativo]] n. 1305 venne adottata la nuova insegna navale<ref>{{cita web|url=http://www.quirinale.it/qrnw/statico/onorificenze/Marina/fonti_marina_a.htm|titolo=Medaglia al valore di Marina|accesso=27 febbraio 2011}}</ref>. Il 29 novembre 1947 il [[capo provvisorio dello Stato]] [[Enrico De Nicola]] approvò le modifiche allo stemma, portandolo ad una forma rimasta immutata fino al dicembre 2012 quando, in seguito ad uno studio, è stato adottato uno stemma con i tratti d'origine più fedeli ai simboli alle repubbliche marinare rappresentate.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/Conosciamoci/Notizie/Pagine/20130206_jack_marina.aspx|titolo=Rinnovato splendore per lo stemma araldico della Marina|data=6 febbraio 2013|accesso=28 febbraio 2013}}</ref>
 
Lo stemma viene utilizzato nella bandiera della Marina Militare che, secondo il [[decreto legislativo]] n. 275 del 29 novembre 1947, "è costituita dal Tricolore italiano, caricato, al centro della banda bianca, dall'emblema araldico della Marina Militare, rappresentante in quattro parti gli stemmi delle Repubbliche marinare (in ordine da sinistra verso destra: Venezia, Genova, Amalfi e Pisa), e sormontata da una corona turrita e rostrata".<ref name=bandiera/>.
 
Sulla [[prua]] delle navi è collocato lo [[stellone d'Italia]]. La [[Marina mercantile italiana]] e tutto il naviglio civile utilizzano una bandiera molto simile nel cui stemma, che non è sormontato dalla corona, il [[leone di san Marco]] regge un libro aperto recante la frase latina «<small>PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEVS</small>» (Pace a te, Marco, mio evangelista) e non una spada. Questa differenza rispecchia quella presente tra gli emblemi utilizzati dalla [[Repubblica di Venezia]] per il tempo di guerra e per il tempo di pace, riscontrabile tra l'altro anche nei blasoni concessi alle città governate dalla Serenissima, nel caso queste fossero state annesse con o senza confronti armati, rispettivamente. La bandiera navale di Stato (inalberata dal naviglio appartenente ad amministrazioni civili dello Stato) è stata uguale a quella della Marina mercantile fino al 2003 e da allora è invece caricata, al centro della banda bianca, dell'emblema dello Stato.
[[File:Bandiere di guerra delle Forze armate e della Guardia di Finanza 2006.jpg|thumb|right|Bandiere di guerra delle [[forze armate italiane]] e della [[Guardia di Finanza]] in sfilata per la [[Festa della Repubblica Italiana|festa della Repubblica]]. La bandiera della Marina Militare è la seconda da destra]]
 
La bandiera d'arma della Marina venne concessa alle forze da sbarco della [[Regia Marina]], con regio decreto nº 708 del 12 maggio [[1939]]. Al termine della seconda guerra mondiale, la bandiera cambiò denominazione in "Bandiera d'Arma della Marina Militare". Attualmente è in consegna allo Stato Maggiore della Marina ed è custodita presso l'installazione [[Santa Rosa (base marina)|Santa Rosa]] di [[Roma]], sede del [[Comando in Capocapo della Squadrasquadra Navale]]navale ([[CINCNAV]]).<ref name="sitodifesa">{{cita web|url=http://www.difesa.it/SMD_/CaSMD/Documents/32356_mm_bandiera_di_guerra.pdf|titolo=La Bandiera d'arma della Marina|accesso=13 marzo 2013}}</ref>.
 
<cite id=decorazionibandiera> </cite>
La bandiera ha ricevuto diverse decorazioni. Tra di esse spiccano le due medaglie d'oro al valor militare conferite al Corpo da sbarco della Regia Marina per l'occupazione della [[Tripolitania]] e [[Cirenaica]] nel [[1911]] e alla Regia Marina per il contributo dato durante la [[seconda guerra mondiale]].<ref name="sitodifesa"/>.
 
L'elenco completo<ref name="sitodifesa" /> è il seguente:
[[File:Affondamento Santo Stefano (ritagliata).jpg|thumb|La [[Nave da battaglia|corazzata]] della ''[[k.u.k. Kriegsmarine]]'' [[SMS Szent István|SMS ''Szent István'']] ("Santo Stefano") affonda al termine dell'[[impresa di Premuda]] del 10 giugno 1918. Per celebrare l'evento la "Festa della Marina Militare" si tiene il 10 giugno di ogni anno]]
 
La "Festa della Marina Militare" è stata formalmente istituita il 13 marzo 1939: il giorno in cui celebrare tale ricorrenza, il 10 giugno, fu scelto in ricordo dell'[[impresa di Premuda]], nella quale il comandante [[Luigi Rizzo]] con due [[Motoscafo Armato Silurante|MAS]] affondò la corazzata austriaca ''[[SMS Szent István|Szent István]].''<ref name=festa>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/tradizioni/Pagine/FestadellaMarina.aspx|titolo=Festa della Marina|accesso=27 febbraio 2011}}</ref>.
 
Prima di tale data (ed anche fra il [[1950]] e il [[1963]] compresi) la festa della Marina era celebrata il 4 dicembre, nel giorno dedicato alla [[Santo patrono|patrona]] della Marina Militare, [[Santa Barbara|Barbara]] di [[Nicomedia]]. Fu l'allora capo di stato maggiore della Marina [[Ernesto Giuriati]] a convincere il ministro della Difesa [[Giulio Andreotti]] a riportare la giornata celebrativa alla più significativa data del 10 giugno. Dal 1945 al 1949 la festa non è stata commemorata.<ref name=festa/>.
Per quanto riguarda la patrona Santa Barbara, questa fu confermata patrona della Marina da [[Pio XII]] con il [[breve pontificio]] del 4 dicembre 1951. La santa fu scelta in particolare perché simboleggiante la serenità del sacrificio di fronte ad un pericolo inevitabile.
<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/tradizioni/Pagine/SantaBarbara.aspx|titolo=Santa Barbara-Patrona della Marina Militare|accesso=21 aprile 2017}}</ref>
 
Nella tradizione della Marina Militare la preghiera del marinaio è il testo che viene letto a bordo delle navi in navigazione, sia nel corso della cerimonia dell'ammaina bandiera che al termine delle messe; la preghiera è letta dall'[[ufficiale (forze armate)|ufficiale]] più giovane a bordo; a terra il testo viene letto al termine delle funzioni religiose celebrate in suffragio dei marinai deceduti.
 
Il testo della preghiera fu composto dallo scrittore [[Antonio Fogazzaro]] nel [[1901]] dietro sollecitazione del vescovo di [[Cremona]] [[Geremia Bonomelli]] e venne recitato per la prima volta nel marzo dello stesso anno sulla nave ''[[Giuseppe Garibaldi (incrociatore 1899)|Giuseppe Garibaldi]]'', in quel momento ai comandi del capitano di vascello Cesari Agnelli; la lettura della preghiera fu resa obbligatoria a partire dal [[1909]] in seguito al rapido diffondersi della tradizione.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/storia/tradizioni/Pagine/PreghieradelMarinaio.aspx|titolo=Preghiera del Marinaio|accesso=21 aprile 2017}}</ref>
 
=== Banda della Marina Militare ===
{{vedi anche|Banda Musicalemusicale della Marina Militare}}
Il Corpo Musicalemusicale della Marina Militare è stato costituito nel 1870 a La Spezia ed è uno dei più antichi complessi bandistici militari italiani. A partire dal 1965 è stato trasferito a Taranto e infine a Roma dove si trova tuttora.
 
I suoi 102 musicisti, con al vertice un capitano di fregata, svolgono i loro compiti sia nel territorio nazionale che all'estero.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/storiacultura/bandamusicale/Pagine/default.aspx|titolo=La Banda Musicale della Marina|accesso=27 febbraio 2011}}</ref>.
 
== Pubblicazioni della Marina Militare ==
'''Notiziario della Marina'''
 
[[Periodico|Pubblicazione mensile]] (11 numeri annuali) fondata nel [[1954]].<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/documentazione/editoria/notiziario/Pagine/Notiziariodellamarina.aspx |titolo = Notiziario della Marina - periodico fondato nel 1954|accesso = 20 aprile 2017}}</ref>. Organo informativo interno ("[[giornale aziendale]]") alla forza armata, ha lo scopo di informare il personale dipendente e le rispettive famiglie sulle attività della Marina Militare. Disponibile per abbonamento a personale militare e a privati. I suoi numeri riportano uno spaccato della storia della Marina e sono oggetto anche di discussioni sui forum di appassionati<ref>{{cita web|url=http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=30124 | titolo=Notiziario Della Marina - discussione sull'identificazione di un sommergibile apparso su un vecchio numero del Notiziario|accesso = 25 febbraio 2011}}</ref>.
 
'''Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare'''
 
Pubblicazione trimestrale storico/archivistica dal [[1987]] per collaborazione alle attività editoriali e di ricerca con l’Ufficio Storico della Marina Militare.<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/conosciamoci/editoria/bollettino/Pagine/default.aspx
|titolo = Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare dal 1987|sito=marina.difesa.it|accesso = 20 aprile 2017}}</ref>
 
== Musei ==
La Marina possiede due [[Museo|musei]] navali, oltre ad altre due strutture museali:
* [[Museo tecnico navale]] di La Spezia;
* [[Museo storico navale]] di Venezia;
* [[Castello Aragonese (Taranto)|Castello Aragonese]] di Taranto;
* [[Chiesa di Sant'Agostino (Ancona)#Sala museale Guglielmo Marconi|Sala museale Guglielmo Marconi]] di Ancona<ref>{{cita web|url=http://www.marina.difesa.it/STORIACULTURA/UFFICIOSTORICO/MUSEI/Pagine/default.aspx|titolo=I Musei della Marina|accesso=15 marzo 2013}}</ref>.
 
La Marina Militare ha un inoltre un canale ufficiale su [[YouTube]] in cui sono attualmente presenti 624 video autoprodotti e caricati.<ref>{{cita web|url=https://www.youtube.com/results?search_query=Marina+Militare|titolo = Canale Ufficiale YouTube della Marina Militare|accesso = 20 aprile 2017}}</ref>.
 
== Note ==
3 098

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