Ghisa: differenze tra le versioni

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A [[Milano]] ''"el ghisa"'' è l'appellativo familiare dato al vigile urbano, probabilmente a causa dell'uniforme nera, che appunto ricorda il colore dei getti di ghisa. Altri sostengono che tale appellativo sia dovuto allo stemma di ghisa che portano sul caschetto.
La definizione più probabile è però data dal fatto che il cappello a cilindro alto e grigio che i vigili portavano nel 1860 ricordava i tubi di ghisa di certe stufe o dei tubi di gronda (più anticamente erano chiamati appunto ''"canón de stua"'', appunto "canna di stufa")<ref>{{cita web|url=http://www.arredodesigncitta.it/i-ghisa-lo-strano-soprannome-dei-vigili-urbani-di-milano/|titolo=I “ghisa”: lo strano soprannome dei vigili urbani di Milano|editore=http://www.arredodesigncitta.it|data= 10 maggio 2013|accesso=14 marzo 2019}}</ref>.<br>
Nel mondo dell'[[arrampicata]] alpinistica e [[Arrampicata_sportiva|sportiva]] il termine "ghisa" sta a sottolineare come i muscoli degli avambracci, dopo diversi sforzi, si siano induriti a tal punto da non riuscire più a decontrarsi e poter così generare una nuova contrazione. È frequente sentire espressioneespressioni del tipo "ho le braccia ghisate" oppure "sono ghisato" per sottolineare come il muscolo sia indurito a causa del soffocamento dei vasi sanguigni e all'impedito smaltimento di [[acido lattico]] e sostanze di rifiuto generate durante l'attività sportiva.<ref>{{cita web|url=https://www.sestogrado.it/it/perche-ci-sentiamo-ghisati/|titolo=Perche ci sentiamo ghisati?|editore=sestogrado.it|accesso=14 marzo 2019}}</ref><br>
Nel [[sollevamento pesi]] si fa riferimento ai pesi in generale con il termine "ghisa", del quale sono composti la maggior parte degli attrezzi utilizzati in tale ambito.{{senza fonte}}
 
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