Differenze tra le versioni di "Quattro tempora"

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Erano tutti giorni caratterizzati da amore, preghiera e penitenza: [[elemosina]] unita a digiuno ascetico (l'''[[agape]]''apostolica), che divenivano [[astinenza]] il venerdì<ref>{{cita web | url = https://www.maranatha.it/Feriale/tempora/temp.htm | titolo = Le Quattro tempora del ''Missale Romanum a.D. 1962 promulgatum'', nella versione italiana secondo la traduzione proposta dalle CEI | sito = maranatha.it | urlarchivio = http://web.archive.org/web/20080928062030/https://www.maranatha.it/Feriale/tempora/temp.htm | dataarchivio = 28 settembre 2008 | urlmorto = no}}</ref>, [[Sette opere di Misericordia|opere di Misericordia]].<br />
Considerati particolarmente idonei per l'[[ordine sacro|ordinazione del clero]], con il decreto ''[[Paenitemini]]'' di [[papa Paolo VI]] fu abolita l'obbligatorietà del [[digiuno ecclesiastico|digiuno]], attribuendo alle [[Conferenza episcopale|Conferenze episcopali]] la facoltà di sostituirlo con le cosiddette opere di carità ed esercizi di pietà<ref name ="Paenitiemini,1966" />.
 
==Simbologia==
Questi periodi di [[digiuno ecclesiastico|digiuno]] non appaiono nelle prime registrazioni cristiane: per la prima volta sono menzionati negli scritti di [[san Filastrio]], [[diocesi di Brescia|vescovo di Brescia]] (morto nel [[387]]) (''De haeres.'', 119). Egli le pone in relazione con le maggiori feste cristiane.
 
L'osservanza cristiana delle Quattro Tempora (di probabile derivazione celtica) trae origine da un'ordinanza ecclesiastica di [[Roma]], diffusasi poi al resto della Chiesa d'Occidente. Erano conosciute come ''ieiunium vernum, aestivum, autumnale et hiemale'' (digiuno di primavera, d'estate, di autunno e d'inverno), così che, per citare le parole di [[papa Leone I]] ([[440]] - [[461]]) la legge dell'[[astinenza dalle carni|astinenza]] potesse esser applicata a ogni stagione dell'anno. Ai tempi di Leone I, il mercoledì, il venerdì e il sabato erano già giorni di speciale osservanza. Tre di questi periodi erano digiuni preparatori per le tre maggiori festività ([[Natività]], [[Pasqua]] e [[Pentecoste|Pentecoste)]]), era pertanto necessario aggiungerne un quarto "per amore della simmetria".
 
Da Roma le Tempora si diffusero gradualmente in tutto l'Occidente. Né la [[Gallia]] né la [[Spagna]] le ebbero molto prima dell'[[VIII secolo]].
 
La [[Chiesa cattolica]] prescriveva il digiuno e l'astinenza in tutti i giorni delle Quattro Tempora<ref>[http://www.internetsv.info/Text/CIC1917.pdf Codice di diritto canonico del 1917], can. 1252§2</ref>, e i fedeli erano invitati a [[Penitenza (sacramento)|confessarsi]]. Il 17 febbraio [[1966]], [[papa Paolo VI]] con il decreto ''[[Paenitemini]]'' escluse le Quattro Tempora dai giorni di digiuno e astinenza obbligatori.<br />
La [[Costituzione apostolica|Costituzione Apostolica]] conclude:
{{quote|stre norme e prescrizioni al presente e per l'avvenire vogliamo che siano stabili ed efficaci, nonostante - in quanto è necessario - le Costituzioni e gli Ordinamenti Apostolici emanati dai Nostri Predecessori, e tutte le altre prescrizioni anche se degne di particolare menzione e deroga.|Costituzione Apostolica ''Paenitemini'', 17 febbraio 1966<ref name ="Paenitiemini,1966">{{cita web | url = http://w2.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19660217_paenitemini.html | titolo = Costituzione Apostolica ''Paenitemini'' | città = Roma | data = 17 febbraio 1966 | urlarchivio = http://archive.is/f1NAX | dataarchivio = 12 settembre 2015 | urlmorto = no}}</ref>}}
Ad eccezione di privilegi e indulti, nel documento non sono esplicitamente annullate o abrogate le norme e prescrizioni pregresse e vigenti al tempo dell'approvazione. <br />
Inoltre, non è indicata una validità in perpetuo della ''Paenitemini'', interpretabile come una sua vigenza entro un tempo indeterminato, fino ad eventuale diversa disposizione.
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