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*'''Cantinone''': costruito nel [[1902]] dai Fratelli Barberis per la loro azienda vinicola. Ristrutturato, è sede della Biblioteca civica. Qui sono esposte la Stele della Briccola<ref>[http://www.albadellacitta.it/01-mostra/08.htm Le stele monumentali di Castelletto Ticino (fonte: mostra ''L'alba della città''] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130817091631/http://albadellacitta.it/01-mostra/08.htm |data=17 agosto 2013 }}</ref>, databile alla prima metà del VII secolo a.C. e decorata con la raffigurazione di una lancia con punta triangolare e, al centro, di un disco-corazza centroitalico (''kardiophylax''); due imponenti massi incisi rinvenuti nel [[1997]] all'inizio di via Beati, entrambi databili al VII secolo a.C.<ref>{{collegamento interrotto|1=[http://www.gsac.it/cultura_golasecca/PDF/areaarcheologica_pannello_2.pdf Le stele monumentali nelle tombe della cultura di Golasecca (fonte: GSAC)] |date=febbraio 2018 |bot=InternetArchiveBot }}</ref> Il primo è decorato su ambo i lati a coppelle e si suppone fosse collocato in piedi con la funzione di delimitare in termini monumentali il confine meridionale dell'area sepolcrale arcaica. Sul secondo sono presenti su una sola faccia una fitta serie di coppelle e segni dalla forma di ascia, probabilmente collegati alla simbologia del fulmine. Esso doveva avere una collocazione orizzontale con funzione di altare per offerte liquide. Infine è conservato l'importante documento epigrafico databile entro il VII secolo a.C. portato in luce durante lo scavo dell'insediamento del Belvedere: il masso, benché di difficile lettura per le numerose abrasioni subite, riporta l'iscrizione "''chothios''", interpretabile come "il figlio dell'anziano", e costituisce, allo stato attuale, la più antica iscrizione golasecchiana nota<ref>[http://academia.edu.documents.s3.amazonaws.com/1758834/origini_celtiche_di_Varese_e_della_regione_insubre.pdf "Esplorando le origini celtiche di Varese e della regione insubre" (Cristiano Brandolini)]</ref>.
*'''Collezione Giani''': dal [[1999]] Castelletto sopra Ticino vanta il possesso di un importante nucleo dell'antica collezione costituita nella prima metà dell'800 dall'abate [[Giovanni Battista Giani]], primo studioso dei reperti della [[cultura di Golasecca]] in seguito a scavi effettuati sulla riva destra e sinistra del Ticino nelle zone boschive lombarde delle Corneliane, del Galliasco, del Malvai, del Monsorino e in zona piemontese nella regione Brabbia e sulla strada per [[Borgo Ticino]]. La raccolta di eccezionale interesse venne smembrata dopo la sua morte e suddivisa tra i suoi eredi che a loro volta la donarono o vendettero; oggi il nucleo più consistente è conservato nei Musei Civici di Milano e Legnano, ma un lotto, giunto per via ereditaria alla famiglia Santagostino, è stato acquisito dal Comune di Castelletto Sopra Ticino ed ora è esposto presso i locali della Biblioteca civica. La collezione è composta da quattro manufatti ceramici, tutti databili al VII secolo a.C.: due urne biconiche, una ciotola-coperchio e un raro esemplare di vaso a vasca rettangolare su piede, provenienti da necropoli dell'età del Ferro dell'area.
*'''[[Castello Visconteo (Castelletto sopra Ticino)|Castello Torriani-Visconti]]''': costruito dalla famiglia [[Della Torre]], poi conquistato dalla famiglia rivale, i [[Visconti]]<ref name="Guida2005"/>.
*'''Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate''': eretta nel [[XVI secolo]] su un edificio preesistente<ref name="Guida2005"/>.
*'''Chiesa cimiteriale di Santa Maria d'Egro''': di essa si trova già traccia negli Statuti del [[1340]]. Eretta nel [[XVII secolo]] su un edificio preesistente, contiene un affresco del [[XV secolo]] denominato “Madonna della Rosa”. Accanto sorge la [[Cappella|Cappella Ossario]], destinata in passato alla conservazione delle ossa raccolte nell'adiacente Cimitero.
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