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Le trattative con i Longobardi, comunque, continuarono, e subirono un'accelerazione grazie anche all'aiuto del nuovo [[Esarcato d'Italia|esarca]] di [[Ravenna]] [[Callinico (esarca)|Callinico]]. Alla fine del [[598]], [[Longobardi]] e Imperiali firmarono finalmente una pace, che probabilmente però era solo una tregua armata che durò solo tre anni, nonostante [[Paolo Diacono]] la definisca "fermissima". Gregorio ne approfittò immediatamente per estendere i suoi interventi in favore dei bisognosi anche a province lontane da Roma che dunque, prive ormai di un vero potere centrale (a parte quello longobardo che poco si curava di problemi economici e sociali delle popolazioni italiche), erano sempre più portate a riconoscere come unica guida di riferimento quella del vescovo di Roma, la cui azione "non è tuttavia indirizzata al rafforzamento dell'autorità politica della Chiesa", chiarisce [[Rosario Villari]], in quanto "Gregorio non ha programmi di potere; aspira anzi in conformità con la sua vocazione monacale al distacco dal mondo, a convertire il maggior numero di non credenti, a riformare la Chiesa per renderla più attiva e capace di svolgere in pieno questo compito urgente"<ref>C. Rendina, ''op. cit.'', pp. 162 e segg.</ref>.
 
[[File:Nuremberg chronicles - Theudelinda, Queen of the Lombards (CLr).jpg|200 px|miniaturathumb|sinistra|La regina [[Teodolinda]] in una [[miniatura]] delle [[Cronache di Norimberga]]]]
[[File:Pope Gregory I.jpg|miniatura|Icona di papa Gregorio I.]]
In coerenza con questa visione della missione della Chiesa si pone il suo programma di evangelizzazione e conversione dei [[Visigoti]] di [[Spagna]] di re [[Recaredo I]], e dei [[Longobardi]], coi quali, dopo la pace del [[598]], riuscì a stabilire rapporti di buon vicinato avviando la loro conversione dall'[[eresia ariana]] grazie anche all'influente sostegno della regina [[Teodolinda]]. Analogo sforzo missionario svolse in favore dei [[Britanni]], presso i quali Gregorio inviò 40 monaci [[Ordine di San Benedetto|benedettini]] per cristianizzare le popolazioni; fu infatti grazie all'aiuto dei re [[Franchi]], con i quali Gregorio fu in continui rapporti e in eccellente relazione, e in particolare della regina [[Brunechilde]], che riuscì ad ottenere la conversione della [[Britannia]], affidandola ad [[Agostino di Canterbury|Agostino]], priore del [[chiesa e convento di Sant'Andrea|convento di Sant'Andrea]] a Roma, poi consacrato vescovo di [[Canterbury]].
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