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Giovanni Arpino nasce a [[Pola]] (all'epoca ancora italiana), dove il padre, ufficiale di carriera, era di guarnigione. Si trasferisce prima a [[Bra]], città d'origine di sua madre, dove sposa Caterina Brero, e poi a [[Torino]], dove rimane per il resto della sua vita. [[Laurea]]tosi in Lettere presso l'[[Università degli Studi di Torino]] con una tesi su [[Sergej Aleksandrovič Esenin]] nel [[1951]], nell'anno successivo esordisce nella [[letteratura]] con il [[romanzo]] ''Sei stato felice, Giovanni'', pubblicato da [[Giulio Einaudi Editore|Einaudi]].
 
Fa conoscere in Italia lo scrittore [[Osvaldo Soriano]], e vince il [[Premio Strega]] nel [[1964]] con ''L'ombra delle colline'',<ref>{{Cita web|url = https://premiostrega.it/PS/1964-giovanni-arpino/|titolo = 1964, Giovanni Arpino|sito = premiostrega.it|accesso = 15 aprile 2019}}</ref> il [[Premio Moretti d'oro]] nel [[1969]] con ''Il buio e il miele'', il [[Premio Selezione Campiello]]<ref name = Camp>{{Cita web|url = http://www.premiocampiello.org/confindustria/campiello/istituzionale.nsf/($linkacross)/A0DA0F82AD480CE0C12573A3004FE715?opendocument&language=IT|titolo = Premio Campiello, opere premiate nelle precedenti edizioni|sito = premiocampiello.org|accesso = 24 febbraio 2019}}</ref> nel [[1972]] con ''Randagio è l'eroe'' e il [[Premio Campiello]]<ref name = Camp/> nel [[1980]] con ''Il fratello italiano''. I suoi romanzi sono caratterizzati da uno stile asciutto e [[Ironia|ironico]]. Scrive anche drammi, racconti, epigrammi e novelle per l'infanzia. Nel [[1982]] vince il [[Premio Cento]] per ''Il contadino Genè''.
 
Grande appassionato di [[calcio (sport)|calcio]], nel [[1977]] pubblica il romanzo ''[[Azzurro tenebra]]''. Nel [[1978]] segue i [[Campionato mondiale di calcio 1978|Mondiali in Argentina]] per il quotidiano torinese ''[[La Stampa]]''. Nel [[1980]] comincia una collaborazione con il quotidiano milanese ''[[il Giornale]]'', scrivendo di cronaca, costume e cultura. È stato molto amico di [[Indro Montanelli]], al quale ha presentato il giovane [[Marco Travaglio]].<ref>{{cita news|titolo=Ma che piacevole imbarazzo riascoltare la voce stonata di quel cantastorie di Arpino|pubblicazione=[[il Giornale]]|autore=Luigi Mascheroni|data=29 luglio 2011}}</ref>