Esodo (racconto biblico): differenze tra le versioni

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Anche gli studiosi cristiani - come quelli del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico"<ref>Analogamente agli esegeti della [[École biblique et archéologique française]] (i curatori della cattolica [[Bibbia di Gerusalemme]]) e a quelli della interconfessionale [[Bibbia TOB]] (cfr: Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. 446-447, ISBN 978-88-10-82031-5; Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 397, ISBN 88-01-10612-2.).</ref> - allineandosi alle attuali conoscenze archeologiche, precisano inoltre che "pochi, ammesso che ce ne siano, sono gli episodi importanti di Giosuè<ref>Il [[Libro di Giosuè]] narra della conquista della terra di [[Cananea|Canaan]] da parte degli Israeliti e la divisione della stessa tra le tribù.</ref> che possono essere considerati storici. Per esempio, né [[Gerico]]<ref>In merito, la cattolica Bibbia Edizioni Paoline riporta come "grande imbarazzo crea il fatto che secondo gli scavi archeologici Gerico non esisteva come città nel sec. 13°", mentre l'interconfessionale [[Bibbia TOB]] conclude che "nel caso di Gerico, i risultati archeologici si sono rivelati molto deludenti per questo periodo e il racconto Gs 6 si presenta piuttosto come una liturgia di guerra e non tanto come un rapporto circostanziato sulla presa della città. Bisogna pur ammettere che non sempre il testo biblico fornisce una risposta alle domande che gli poniamo." (La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 273, ISBN 88-215-1068-9 ; Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 399, ISBN 88-01-10612-2.).</ref> né [[Archeologia biblica#Conquista di Ai|Ai]] né Gabaon erano abitate nel periodo in cui la maggior parte degli studiosi colloca l'emergere di Israele in [[Cananea|Canaan]] (ca. 1200). [...] Per lo più, quindi, i reperti archeologici contraddicono la narrazione. Il che è vero anche a livello di piccoli dettagli: non ci sono usanze, elementi geopolitici o manufatti specifici menzionati in Giosuè che possono essere datati solo alla fine del secondo millennio, e molti di essi sono ancora presenti nel primo. D'altra parte, Giosuè riflette il tempo in cui fu composto. Così, la lista delle città levitiche del c. 21, non poté essere compilata prima del sec. VIII, perché è questo il periodo in cui la maggior parte di esse esisteva".<ref>Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 145, ISBN 88-399-0054-3.</ref>
 
È anche necessario notare che non sono stati ancora trovati documenti riguardo alla presenza di popolazioni ebraiche in Egitto, e nessuna fonte egizia riporta un evento di liberazione o fuga di schiavi (probabilmente perché gli schiavi, intesi secondo l'accezione moderna, non esistevano in Egitto: erano lavoratori liberi salariati e con diritto di sciopero<ref>[http://www.sapere.it/sapere/approfondimenti/storia/antico-egitto/stato-e-societa/mito-della-schiavitu.html Il mito della schiavitù - Sapere.it<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref> tanto che alcuni conquistavano il rango di 'favorito del faraone'<ref>[https://web.archive.org/web/20160304171941/http://www.anticoegitto.net/schiavi.htm Antico Egitto - Gli schiavi<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130114085742/http://www.anticoegitto.net/schiavi.htm |data=14 gennaio 2013 }}</ref> per compensare l'eccezionale fedeltà mostrata). Inoltre, due eventi straordinari - quali la fuga di circa tre milioni di schiavi e l'annientamento dell'intero esercito egiziano, inclusa la sua cavalleria - avrebbero dovuto esser menzionati, oltre che nei documenti egiziani, anche in quelli dei sovrani stranieri, che avrebbero accolto positivamente una simile notizia, stante anche la possibilità di invadere una terra fertile e ricca come l'Egitto. Tutto ciò non avvenne e, anzi, le fonti storiche extrabibliche attestano che, durante il regno di Ramses II e poi di suo figlio e successore MerneptahMerenptah, l'Egitto continuò ad avere un esercito potente e ad essere una nazione dominante fino alla metà del XIII secolo a.C.<ref>Bart Ehrman, L'Antico Testamento, Carocci Editore, 2018, pp. 103-104, ISBN 978-88-430-9350-2.</ref>
 
Va ancora osservato che una così imponente fuga di schiavi avrebbe almeno dimezzato la popolazione dell'Egitto dell'epoca, radicale avvenimento di cui non vi è traccia storica; lo storico [[Bart Ehrman]] nota infatti che "secondo le ipotesi più ragionevoli la popolazione dell’intero Egitto a quei tempi doveva oscillare tra i 2 e i 4 milioni di individui. È ovvio che non potevano essere tutti ebrei" e anche gli esegeti della interconfessionale [[Bibbia TOB]] ammettono come, secondo la Bibbia, "Israele avrebbe allora dovuto avere una popolazione di almeno tre milioni, cosa evidentemente inverosimile".<ref>Bart Ehrman, L'Antico Testamento, Carocci Editore, 2018, pp. 102-103, ISBN 978-88-430-9350-2.</ref><ref>Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 258, ISBN 88-01-10612-2.).</ref> Va anche considerato che un numero così imponente di persone - e un'ulteriore conferma, sempre secondo la Bibbia, dell'enorme numero di Ebrei presenti in Egitto si trova nello stesso [[Libro dell'Esodo]], al primo capitolo, dove si sostiene che il loro numero superava quello degli stessi Egizi<ref>"''I figli d'Israele prolificarono e crebbero, divennero numerosi e molto potenti e il paese ne fu ripieno. Allora sorse sull'Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. E disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d'Israele è più numeroso e più forte di noi. Prendiamo provvedimenti nei suoi riguardi per impedire che aumenti, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese».''" ({{passo biblico|Es1,7-10}}).</ref> - oltre a tutto il bestiame, non avrebbe potuto attraversare il [[Mar Rosso]] nell'arco di una sola notte ({{passo biblico|Es14,21-30}}). Occorre, infine, notare che gli Ebrei giunti in Egitto con [[Giuseppe (patriarca)|Giuseppe]] e [[Giacobbe]] erano solo una settantina (secondo {{passo biblico|Gen46,27}} erano 70 persone anche se, invece, secondo {{passo biblico|At7,14-15}} erano 75 persone) e - nell'arco di 400 anni (secondo {{passo biblico|Gen15,13}} anche se, invece, secondo {{passo biblico|Es12,40-41}} furono 430 anni) e quindi con il susseguirsi di poche generazioni - non avrebbero potuto moltiplicarsi fino a raggiungere la popolazione milionaria che fuggì con [[Mosè]]<ref>Osserva inoltre lo storico [[Bart Ehrman]] come la Bibbia riporti anche le generazioni succedutesi, elencando i nomi dei discendenti di Giacobbe: "gli Israeliti dovevano superare i 2 milioni e mezzo. Ora, Es 1,5 dice che il clan di Giacobbe stabilitosi in Egitto era composto di settanta individui, e secondo Es 6,16-20 quella di Mosè era la quarta generazione da allora. Suo padre era Amram, suo nonno Kohat e il suo bisnonno Levi, uno dei figli di Giacobbe: come possono i bisnipoti dei dodici figli di Giacobbe essere più di due milioni?" (Bart Ehrman, L'Antico Testamento, Carocci Editore, 2018, pp. 102-103, ISBN 978-88-430-9350-2.).</ref>. Questa enorme massa di persone, peraltro, non sarebbe riuscita a passare inosservata attraverso le maglie delle numerose fortificazioni egizie presenti al confine tra l'Egitto e [[Canaan]] (oltre che a quelle nella stessa Canaan) e di tale passaggio, infatti, non è pervenuta traccia in alcun documento. Anche la moderna archeologia - ormai in grado di scoprire le minime tracce (inclusi i resti di piccoli gruppi di pastori) - nonostante ripetute ricerche, non ha rinvenuto alcuna prova della peregrinazione quarantennale nel deserto del [[Penisola del Sinai|Sinai]] e a sud della terra di Israele di questa enorme popolazione con relativi armenti.<ref name="Zingariello e Giorgio Gabbi 2005, pp 79-87"/><ref name="Mario Liverani 2007"/><ref>Israel Finkelstein e Neil Asher Silberman, Le tracce di Mosé. La Bibbia tra storia e mito, Carocci, 2002, pp. 71-77, ISBN 978-88-430-6011-5.</ref>
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