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Nel [[1941]] la Romania entrò in guerra a fianco delle [[Potenze dell'Asse]], recuperando Bessarabia e Bucovina, ma a partire dal 20 agosto del [[1944]] questi territori furono riconquistati dall'Armata Rossa e annessi all'URSS dal trattato di pace. Con l'avvento della guerra fredda l'Unione Sovietica si appropriò anche dell'[[Isola dei Serpenti (Ucraina)|Isola dei Serpenti]] (unica isola in mare aperto della Romania) per farne una base militare. All'interno dell'URSS fu ristabilita la Repubblica socialista sovietica moldava con i confini del 1940 che la privavano dello sbocco sul [[Mar Nero]] che storicamente invece esisteva: [[Cetatea Alba]].
 
 
A partire dal [[1969]] si sviluppò a [[Chișinău]] un "Fronte Nazionale Patriottico" clandestino, che auspicava la creazione di una "Repubblica Democratica Moldava", separata dall'Unione Sovietica con la recondita aspirazione di un'annessione alla Romania. I tre leader del Fronte ([[Alexandru Usatiuc-Bulgar]], [[Gheorghe Ghimpu]] e [[Valeriu Graur]]) vennero arrestati nel [[1971]].
 
Nel febbraio del [[1988]] si ebbe a Chișinău una dimostrazione nella quale si chiedeva l'uso ufficiale della [[lingua moldava]] in sostituzione del [[lingua russa|russo]], utilizzo che venne sancito il 31 agosto [[1989]]. Nel [[1990]] si tennero le prime elezioni per il parlamento, elezioni che furono vinte dal "[[Frontul Popular]]", il cui leader, [[Mircea Druc]] costituì il primo governo. La repubblica sovietica divenne prima "Repubblica Socialista Sovietica Moldava" e quindi "Repubblica Moldava", divenuta indipendente il 27 agosto del [[1991]], con i confini stabiliti nel 1940.
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