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Sulla base della prassi delle lettere con cui il Presidente della Repubblica talvolta accompagna la propria firma alla legge, la dottrina<ref>De Fiores C., 2002. ''Il rinvio delle leggi tra principio maggioritario e unità nazionale in Rivista di diritto costituzionale''. Giappichelli, Torino; Salerno G.M., 2009. ''Preoccupazioni e sollecitazioni» del Presidente della Repubblica a garanzia della corretta tecnica legislativa'', in Rassegna Parlamentare, III; Romboli R. 2010. ''La legge sugli incentivi (l. n. 73 del 2010): una promulgazione con monito'', in Il Foro italiano n. 6. Zanichelli, Bologna; Ruggeri A., 2002. ''Verso una prassi di leggi promulgate con "motivazione"... contraria?'', in www.forumcostituzionale.it.</ref> ha “costruito” le figure della “promulgazione con monito", della "promulgazione con riserva", della "promulgazione condizionata” e della “promulgazione dissenziente”: tali figure, che sembrano tra loro diversificarsi in base al livello di criticità dei pareri presidenziali, sottintendono un intento cooperativo che ha trovato insufficiente accoglimento durante l'''iter legis'' (mediante la ''moral suasion'') e di cui il Capo dello Stato ritiene opportuno lasciare traccia pubblica al termine della vicenda parlamentare.
 
La prassi<ref>Pur essendo censita nella voce ''Messaggio'' in Enciclopedia del diritto. 1976, Giuffré, Milano, in essa [[Giovanni Motzo]] la differenzia nettamente dal rituale messaggio alle Camere, previsto espressamente dalla Costituzione; nello stesso testo, per dimostrarne l'informalità, l'Autore sottolinea che, durante le presidenze [[Gronchi]] e [[Antonio Segni|Segni]] (1962-1964) furono promulgate leggi «per le quali erano sorte perplessità in ordine alla copertura finanziaria» (pagina 148, nota 2).</ref> ha precedenti risalenti a [[Pertini]]<ref>Long G., 1981, Long G., 1981. ''Presidenza Pertini, opinione pubblica, stampa'' in ''La Repubblica e il Presidente. Studi parlamentari e di politica costituzionale'', Roma, p. 143: «Contemporaneamente alla presa di posizione sui decreti legge, il presidente della Repubblica inviò al presidente del Consiglio una lettera, con cui osservava che il disegno di legge sulla riforma sanitaria, a lui sottoposto per la promulgazione, non esplicava l’ammontare totale della spesa e di conseguenza non indicava la relativa copertura. Pur promulgando la legge [L. 23 dicembre 1978 n. 833, istitutiva del [[servizio sanitario nazionale]]], il presidente Pertini sottolineava l’opportunità di una tempestiva nota di variazione al bilancio per il 1979, in discussione davanti alle Camere, per quantificare esattamente la spesa e indicarne la copertura».</ref>, ma si è affermata sotto le presidenze [[Ciampi]]<ref>Il 15 giugno 2002, alla promulgazione della legge di conversione del decreto legge n. 63/2002 (L. n. 112/2002, cd. “salva-deficit”) - istitutivo, fra l’altro, di due società pubbliche, la «Patrimonio dello Stato s.p.a» e la «Infrastrutture s.p.a» - il Capo dello Stato fece seguire una missiva al presidente del Consiglio.</ref>, [[Giorgio Napolitano|Napolitano]]<ref>Comunicato della presidenza della Repubblica, 22 maggio 2010: «Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha accompagnato la promulga della legge di conversione del decreto-legge 25 marzo 2010, n.40, cosiddetto "incentivi", con una lettera ai Presidenti della Camera e del Senato e al Presidente del Consiglio, in cui esprime rilievi critici sul piano istituzionale in ordine all'iter di conversione nonché a specifiche rilevanti modifiche del testo originario del decreto».</ref> e [[Sergio Mattarella|Mattarella]]<ref>[https://www.huffingtonpost.it/2017/10/17/promulgazione-con-riserva-mattarella-firma-il-codice-antimafia-ma-chiede-al-governo-di-ripristinare-le-norme-sulla-confisca_a_23246336/ Claudio Paudice, ''Promulgazione con riserva. Mattarella firma il Codice Antimafia ma chiede al Governo di ripristinare le norme sulla confisca'', Huffington Post, 17 ottobre 2017].</ref>.
 
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