Apri il menu principale

Modifiche

Recupero di 1 fonte/i e segnalazione di 0 link interrotto/i. #IABot (v2.0beta14)
Quando era vittima di tali temperature elevate, il frate appariva molto sofferente e agitato sul suo letto, ma senza [[delirio]] e senza i comuni disturbi che di solito accompagnano alterazioni febbrili notevoli<ref>Dalla relazione del 4 ottobre 1921, redatta dal Visitatore Apostolico, Fr. Raffaello C., Vescovo di Volterra; riportata da "Padre Pio sotto inchiesta", di Francesco Castelli, Edizioni Ares, 2008, p. 150.</ref>. Secondo Francesco Castelli, il Padre Lorenzo da San Marco in Lamis, superiore dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo, interrogato il 16 giugno [[1921]] dal [[Visitatore Apostolico]], dichiarò di avere verificato a più riprese la temperatura di Padre Pio, alla presenza del dottor Francesco Antonio Gina e del dottor Angelo Merla, riscontrando successivamente 43&nbsp;°C, 45&nbsp;°C e 48&nbsp;°C<ref>Francesco Castelli, Opera citata, pp. 175-176.</ref>. Dopo uno o due giorni tutto rientrava nel suo stato normale, e al terzo giorno il frate tornava nel confessionale<ref name="Allegri 1993 p. 144"/>.
 
Da un punto di vista medico-scientifico si tratterebbe di un fenomeno inspiegabile, in quanto temperature così elevate dovrebbero condurre in breve tempo alla morte: in generale, infatti, "''la temperatura corporea più elevata considerata ancora compatibile con la vita è 42&nbsp;°C anche se, per brevi periodi, è possibile sopravvivere a temperature più elevate, sino a 43&nbsp;°C''"<ref>[http://books.google.it/books?id=e7fhI5zRO1AC&pg=PA52&lpg=PA52&dq=Temperatura+corporea+massima&source=bl&ots=I5bH1IC-7b&sig=kpCpuP-pUbV-GeRnues7IubKYSg&hl=it&ei=JBCuTcPgBovOswbgv7jXDA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=8&ved=0CEEQ6AEwBzgK#v=onepage&q=Temperatura%20corporea%20massima&f=false Francesco Mazzeo, ''Trattato di clinica e terapia chirurgica'', Volume I, Casa Editrice Piccin, Padova, 2001, p. 55]</ref>. Viene riportato anche che dopo tali attacchi febbrili il frate era in grado di tornare ai suoi compiti senza apparente danno<ref>{{Cita|Allegri|p. 145-146|Allegri1993}}</ref>. Il fenomeno delle ipertermie è oggetto di discussione e di diverse interpretazioni. Ad esempio, secondo [[Pier Angelo Gramaglia]], anche se Padre Pio «interpretava il fenomeno come un segno di inusuali esperienze mistiche», «in realtà l'ipertermia ha per lo più cause [[neuropatologia|neuropatologiche]] e può accompagnare le reazioni emotive di individui che subiscono facilmente stati di [[dissociazione (psicologia)|dissociazione]], perdendo nel delirio febbricitante conseguente il senso del limite tra fantasia allucinata e realtà. L'ipertermia provocava anche deliri, grida e crisi isteriche, sempre acriticamente intese quali esperienze soprannaturali e di eventi carismatici»<ref>Pier Angelo Gramaglia, ''{{collegamento interrotto|1=[http://www.ilfoglio.org/292/La_santita_di_padre_Pio.htm Padre Pio da Pietrelcina. Analisi di un mito] {{Webarchive|dateurl=marzo 2018https://web.archive.org/web/20081013131247/http://www.ilfoglio.org/292/La_santita_di_padre_Pio.htm |botdate=InternetArchiveBot13 ottobre 2008 }}'', Torino, s.n., 1997.</ref>.
 
== Riesumazione ==
939 275

contributi