Apri il menu principale

Modifiche

m
Bot: passaggio degli url da HTTP a HTTPS
L'evoluzione dell'infezione cronica da HBV in cirrosi può raggiungere il 30-40% dei pazienti non trattati.<ref name=":2">{{Cita libro|autore=E.R. Schiff|titolo=Schiff's Diseases of the liver|edizione=12|anno=2018|editore=Wiley-Blackwell|città=Chichester|lingua=EN|ISBN=978-1-119-25122-4}}</ref> Nei pazienti HBsAg-positivi, l'evoluzione annua verso la cirrosi è del 2-6% in caso di positività per l'antigene HBeAg e dell'8-10% in caso di sua negatività, poiché la negatività di HBeAg indica una malattia epatica di lunga durata, a più bassa attività.<ref>{{Cita libro|autore=K. Shetty|titolo=Chronic viral hepatitis|anno=2009|editore=Humana Press|lingua=EN|p=216|ISBN=978-1-934115-81-7}}</ref> Dei decessi attribuiti al virus HBV nel mondo, il 40% è dovuto alla cirrosi, il 43% al [[carcinoma epatico]] e il 17% all'epatite acuta: in questo modo HBV costituisce la 15<sup>a</sup> causa di morte.<ref>{{Cita pubblicazione|autore=J.H. MacLachlan|anno=2015|titolo=Hepatitis B Virus Epidemiology|rivista=Cold Spring Harb. Perspect. Med.|volume=5|p=a021410|lingua=EN|url=https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4448582/|PMID=25934461}}</ref>
 
La prevalenza dell'infezione da HCV nel mondo è di circa il 2-3%/100.000 abitanti, ma varia da <1% nel Nord Europa a >2,9% in Nord Africa: la più bassa prevalenza si registra In UK e nei paesi scandinavi (0.01%-0.1%) e la più alta in Egitto (15%), mentre nell'Europa mediterranea è intorno al 2-3%.<ref name=":6">{{Cita pubblicazione|autore=M.J. Alter|anno=2007|titolo=Epidemiology of hepatitis C virus infection|rivista=World J. Gastroenterol.|volume=13|pp=2436–2441|lingua=EN|url=https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4146761/|PMID=17552026}}</ref><ref>{{Cita libro|autore=E.R. Schiff|titolo=Schiff’s Diseases of the Liver|edizione=12|anno=2018|editore=Wiley Blackwell|lingua=EN|p=643|ISBN=978-1-119-25122-4}}</ref> Fino al 75% dei pazienti con epatite acuta da HCV evolve verso l'epatite cronica.<ref>{{Cita pubblicazione|autore=B. Hajarizadeh|anno=2013|titolo=Epidemiology and natural history of HCV infection|rivista=Nature Rev. Gastroenterol. Hepatol.|volume=10|pp=553–562|lingua=EN|abstract=si|url=https://www.nature.com/articles/nrgastro.2013.107|PMID=23817321}}</ref> È stato riscontrato che il 20-30% dei pazienti con [[epatite C]] cronicizzata svilupperà cirrosi<ref name="Harrison's Cirrhosis Section">{{Cita libro|nome=ed. Dan L. Longo|titolo=Harrison's principles of internal medicine.|edizione=18th|anno=2012|editore=McGraw-Hill|città=New York|lingua=EN|pp=Chapter 308. Cirrhosis and Its Complications|isbn=978-0-07-174889-6}}</ref><ref name="pmid18274536">{{Cita pubblicazione|autore=|coautori=Kingsmore SF, Lindquist IE, Mudge J, Gessler DD, Beavis WD|data=marzo 2008|titolo=Genome-wide association studies: progress and potential for drug discovery and development|rivista=Nat Rev Drug Discov|volume=7|numero=3|pp=221–30|lingua=EN|doi=10.1038/nrd2519|url=httphttps://dx.doi.org/10.1038/nrd2519|pmid=18274536|pmc=2853477}}</ref> e il 25% epatocarcinoma.<ref name=":6" /> La cirrosi da epatite C, insieme a quella da alcol, sono le più frequenti ragioni che portano ad un trapianto di fegato.<ref>{{Cita libro|nome=ed. Dan L. Longo|titolo=Harrison's principles of internal medicine.|edizione=18th|anno=2011|editore=McGraw-Hill|città=New York|lingua=EN|p=Liver Transplantation|isbn=978-0-07-174889-6}}</ref>
 
L'[[epatite D]] è un'[[epatite virale]] che si sviluppa in presenza dell'epatite B (co-infezione) e accelera lo sviluppo della cirrosi.<ref name="Book. Current Med Diagnosis" />
I risultati della biopsia epatica risentono di una considerevole variabilità dovuta al campionamento del tessuto. Nonostante ciò, questa metodica risulta necessaria per confermare la diagnosi di cirrosi nei pazienti con funzionalità epatica conservata e per determinarne l'eziologia. La biopsia epatica è sconsigliata quando si riscontrano chiari segni che indicano una cirrosi, quali ascite, coagulopatia, o fegato nodulare.<ref name="pmid18328931">{{Cita pubblicazione|autore=|coautori=Schuppan D, Afdhal NH|data=marzo 2008|titolo=Liver cirrhosis|rivista=Lancet|volume=371|numero=9615|pp=838–51|lingua=EN|doi=10.1016/S0140-6736(08)60383-9|url=https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0140-6736(08)60383-9|pmid=18328931|pmc=2271178}}</ref>
 
La comunità scientifica raccomanda la messa a punto di test affidabili e non invasivi come alternativa alla biopsia per i pazienti con epatiti croniche. Test non invasivi per la fibrosi epatica, nelle malattie epatiche alcoliche, e virali, sono destinati a diventare sempre più utilizzati.<ref name="pmid18471546">{{Cita pubblicazione|autore=Manning DS, Afdhal NH|anno=2008|mese=maggio|titolo=Diagnosis and quantitation of fibrosis|rivista=Gastroenterology|volume=134|numero=6|pp=1670–81|lingua=EN|doi=10.1053/j.gastro.2008.03.001|url=httphttps://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0016-5085(08)00425-3|pmid=18471546}}</ref> La biopsia epatica probabilmente rimarrà particolarmente importante nella diagnosi di malattie del fegato inspiegabili.
 
=== Esami di laboratorio ===
[[File:CirrhosisWithAscitesMark.png|thumb|Un'altra TC addome in caso di fegato cirrotico con una discreta presenza di ascite (freccia rossa).]]
 
Similmente a quanto detto per l'elastografia epatica ad ultrasuoni, agli inizi del XXI secolo si è affermata anche la [[risonanza magnetica elastografica]]. L'elaborazione dei dati ottenuti permette di ottenere un elastogramma, un diagramma tridimensionale in colori convenzionali che rappresenta l'elasticità del fegato. Un fegato sano è tendenzialmente molto elastico, a differenza di uno cirrotico che assume un consistenza alquanto compatta.<ref name="pmid29487410">{{Cita pubblicazione|autore=|coautori=Venkatesh SK, Talwalkar JA|data=luglio 2018|titolo=When and how to use magnetic resonance elastography for patients with liver disease in clinical practice|rivista=Am. J. Gastroenterol.|volume=113|numero=7|pp=923–926|lingua=EN|doi=10.1038/s41395-018-0012-0|url=httphttps://dx.doi.org/10.1038/s41395-018-0012-0|pmid=29487410}}</ref><ref name="pmid11731304">{{Cita pubblicazione|autore=|coautori=Manduca A, Oliphant TE, Dresner MA, Mahowald JL, Kruse SA, Amromin E, Felmlee JP, Greenleaf JF, Ehman RL|data=dicembre 2001|titolo=Magnetic resonance elastography: non-invasive mapping of tissue elasticity|rivista=Med Image Anal|volume=5|numero=4|pp=237–54|lingua=EN|url=https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S1361841500000396|pmid=11731304}}</ref> In sintesi, l'elastografia RM è una metodica decisamente accurata per la diagnosi della cirrosi e, a differenza di quella basata sugli ultrasuoni, può essere utilizzata proficuamente anche sui pazienti obesi o con ascite. Tuttavia, il suo utilizzo appare limitato per via dell'alto costo, del lungo tempo necessario per eseguire l'indagine e per la limitata diffusione delle apparecchiature RM, oltre che per la necessità di collaborazione da parte del paziente durante l'esame. I suoi risultati possono essere influenzati nei casi di sovraccarico epatico di ferro, di [[steatosi epatica]], congestione vascolare o [[colestasi]].<ref name="pmid29951365"/>
 
Nel campo della [[medicina nucleare]], la [[scintigrafia]] con radiocolloide ([[Tecnezio-99m]] [[zolfo]] colloidale o TC-99m SC) evidenzia la ridotta captazione epatica e irregolarità di distribuzione del [[radiofarmaco]], associate a [[splenomegalia]] e aumentata captazione nella [[milza]] e nel [[midollo osseo]] per l'attivazione [[macrofago|macrofagica]] vicariante.<ref name="pmid9282577">{{Cita pubblicazione|autore=|coautori=Sheth SG, Amarapurkar DN, Chopra KB, Mehta PJ|data=maggio 1996|titolo=Significance of radioisotope bone marrow uptake on 99m technetium sulphocolloid scan in portal hypertension|rivista=J Assoc Physicians India|volume=44|numero=5|pp=310–2|lingua=EN|pmid=9282577}}</ref> In particolare, uno studio ha evidenziato uno spostamento del colloide radioattivo nell'84% dei pazienti cirrotici rispetto ai controlli sani e una riduzione dell'assorbimento epatico nel 59% contro il 20% dei controlli. In definitiva, si è dimostrato che il ricorso alla scintigrafia con TC-99m SC può essere un'ottima metodica non invasiva complementare, utile nel differenziamento clinico della cirrosi dalla fibrosi periportale non cirrotica.<ref name="pmid21713221">{{Cita pubblicazione|autore=|coautori=Chakraborty D, Sunil HV, Mittal BR, Bhattacharya A, Singh B, Chawla Y|data=ottobre 2010|titolo=Role of Tc99m sulfur colloid scintigraphy in differentiating non-cirrhotic portal fibrosis from cirrhosis liver|rivista=Indian J Nucl Med|volume=25|numero=4|pp=139–42|lingua=EN|doi=10.4103/0972-3919.78247|url=http://www.ijnm.in/article.asp?issn=0972-3919;year=2010;volume=25;issue=4;spage=139;epage=142;aulast=Chakraborty|pmid=21713221|pmc=3109819}}</ref>
651 335

contributi