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Ad ottobre del 1946 a Milano fu rinvenuto un francobollo falso corrispondente al valore da 10 L.it. della [[Serie Democratica]]: stampato in un discreto quantitativo fu distribuito a molte tabaccherie della città meneghina all'insaputa dei titolari. A differenza del "Falso di Buenos Aires" che era stato stampato in un minor numero di esemplari e non posto in vendita direttamente, questa contraffazione che prese il nome di "Falso di Milano" venne subito individuata dalle forze dell'ordine. Il 1º gennaio [[1947]] la Direzione Generale delle Poste (Sezione IV, Divisione I, Sezione I) diramò una circolare (numero 690897 V.4) a firma del Direttore Generale Giovanni Musumeci diretta a tutti gli Uffici Postali ed alle Direzioni Provinciali per allertare il personale sulla presenza dei francobolli falsi. Nel contempo, il valore falsificato venne messo fuori corso legale e sostituito da un altro francobollo di differente disegno ma egual valore (il nuovo francobollo da 10 lire venne emesso in colore arancio il 20 ottobre 1947, mentre il valore precedente perse la validità a partire dal 30 aprile [[1948]]).
 
Fu predisposto il ritiro del francobollo oggetto della truffa e la sostituzione col nuovo francobollo appena emesso senza che fosse stato diramato un bollettino ufficiale ed in questo modo fu possibile arrestare le persone coinvolte. Il falsario risultò essere Carmelo Vicari, abitante a [[San Giovanni Gemini]] e che aveva venduto un lotto imprecisato di falsi ad un complice di nome Arnoldo Ruffoni. Il più assiduo acquirente di Ruffoni era Alfredo Ferrari, un fattorino della Società Anonima "La Stampa Commerciale" di Milano, editrice de "[[Il Sole (quotidiano)|Il Sole]]". Il fattorino infedele comprava a nome della propria ditta i francobolli falsi al prezzo di quelli autentici e divideva il ricavato con l'intermediario. Il 4 giugno 1948 il Ferrari commise il passo falso di recarsi all'ufficio postale con raccomandate della ditta per cui lavorava affrancate con francobolli falsi riproducenti il valore andato fuori corso legale e venne denunciato alla [[pubblica sicurezza]] dall'impiegata che ricevette la corrispondenza. Il suo arresto da parte degli agenti del Commissariato di piazza Duomo della [[Questura]] di Milano , il giorno stesso, permise di arrestare anche il Ruffoni, come si può evincere dal verbale dell'interrogatorio<ref>[httphttps://issuu.com/vitarx/docs/falsi_nel_periodo_della_democratica ISSUU - I falsi nel periodo della Democratica by Giovanni Vitale<!-- Titolo generato automaticamente -->] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20150402110539/http://issuu.com/vitarx/docs/falsi_nel_periodo_della_democratica |data=2 aprile 2015 }}</ref>.
 
Altro "periodo aureo" delle falsificazioni fu quello a partire dal [[1955]]. Nell'ordine vennero falsificati i valori delle serie:
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