Differenze tra le versioni di "Giovanni Giacomo Della Porta"

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Esponente della nota famiglia di artisti di Porlezza, nipote del [[Tamagnino]], lavorò in principio tra Genova e [[Cremona]]. Nel secondo ventennio del [[Cinquecento]] fu, invece, architetto del [[Duomo di Milano]]. Dal [[1531]] ritornò a Genova, dove realizzò diverse opere, fra cui l'altare maggiore del [[Duomo di Genova]]<ref>[http://www.lugano.ch/lacitta/archivio.cfm?ID=D709189DC3FA6841C1257367002A53FA&art=12C81200B098DE8AC1257367003FDEFF Cfr. M. Ambrosetti, ''I Solari e i Della Porta'', sul sito della città di Lugano] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20150227193639/http://www.lugano.ch/lacitta/archivio.cfm?ID=D709189DC3FA6841C1257367002A53FA&art=12C81200B098DE8AC1257367003FDEFF |data=27 febbraio 2015 }}</ref>.
 
Alcuni autori, fra i quali il [[Giorgio Vasari|Vasari]], gli hanno attribuito dei lavori compiuti nella [[Certosa di Pavia]], in particolare per il [[tomba|sepolcro]] di [[Gian Galeazzo Visconti]]<ref>[httphttps://www.google.it/books?id=zagPAAAAQAAJ&pg=PA119&dq=Vasari+Giovan+Giacomo+Della+Porta&lr= Cfr. G. Vasari, ''Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architetti'', vol. XIII, Le Monnier, Firenze 1857, p. 119]</ref>. Si tratterebbe, tuttavia, di notizia infondata, a causa della presenza, nel medesimo periodo, di un [[omonimia|omonimo]] scultore <ref>«Enciclopedia Biografica Universale», vol. V, [[Istituto dell'Enciclopedia Italiana|Treccani]], Roma 2007, p. 663.</ref>.
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