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Le riprese del film furono eseguite interamente a [[Cracovia]] e dintorni, nonostante girino alcune notizie infondate su luoghi di ripresa a [[Leopoli]], in [[Ucraina]]. Inoltre, inizialmente si vollero girare le scene al [[Campo di concentramento di Auschwitz]]. Tuttavia pare che, appena iniziate le riprese sul vero luogo di [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]], si ruppe una cinepresa, e questo fu interpretato da Spielberg come un "segno". Inoltre, la comunità ebraica si oppose nel continuare ad usare indiscriminatamente [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] come un set per i film sull'[[Olocausto]]. Fu infine scelto il [[campo di concentramento di Kraków-Plaszów]], sebbene sia stato ricostruito su un finto set cinematografico, utilizzando le piantine originali del campo dell'epoca. Le riprese del film, completate in 72 giorni (4 giorni prima del previsto),<ref name=cineblog /> durarono dal 1º marzo al 23 maggio 1993.
 
Girare ''Schindler's List'' fu profondamente difficile per Spielberg, in quanto il soggetto trattato lo costrinse a confrontarsi con elementi traumatici della sua infanzia, come l'[[antisemitismo]] del quale era stato vittima. Il regista si sorprese di non aver pianto visitando Auschwitz, sentendosi invece pieno di sdegno ed oltraggio. Fu uno dei molti membri della troupe che non vollero assistere alle riprese della scena dove gli ebrei anziani vengono costretti a correre nudi durante la selezione da parte dei medici nazisti ad Auschwitz.<ref>McBride, 1997, pag. 433</ref> Spielberg commentò di sentirsi sul set più come un reporter che come un regista – che assiste agli avvenimenti piuttosto che mettere in atto una scena predeterminata da un copione.<ref name="ref_B">McBride, 1997, pag. 431</ref> Svariate attrici ebbero una crisi nervosa durante la scena nelle docce, inclusa una che era nata in un campo di concentramento. Inoltre le riprese del rastrellamento del ghetto di Cracovia, furono realizzate esattamente 50 anni dopo il vero rastrellamento avvenuto il 13 marzo 1943; le scene furono filmate in due giorni: 13-14 marzo 1993 nel centro di Cracovia. Spielberg, la moglie [[Kate Capshaw]], e i loro cinque figli affittarono una casa nella periferia di Cracovia per tutta la durata della lavorazione del film.<ref>Palowski, 1998, pag. 44</ref>
 
=== Stile ===
Influenzato dal documentario del 1985 ''[[Shoah (film)|Shoah]]'', Spielberg decise di non pianificare il film con l'ausilio di [[storyboard]], e di girarlo con uno stile documentaristico. Il 40% del film venne girato con la camera a mano, e il budget modesto significò una lavorazione veloce che occupò poco più di due mesi.<ref>McBride, Joseph. ''Steven Spielberg: A Biography''. 1997, New York, Simon & Schuster, pp 431–432, 434, ISBN 0-684-81167-7</ref> Spielberg sentiva che questo tipo di lavorazione avrebbe dato al film spontaneità.<ref name="ref_C">McBride, 1997, pag. 432</ref> Le riprese furono effettuate senza utilizzare [[Steadicam]], [[zoom]], o altri artifici tecnici che avrebbero potuto "spettacolarizzare" la vicenda.
 
La decisione di girare la pellicola principalmente in bianco e nero contribuì allo stile documentaristico dell'opera, che il direttore della fotografia, il polacco Janusz Kamiński, paragonò all'Espressionismo tedesco e al neorealismo italiano.<ref>McBride, 1997,name="ref_C" pag. 432</ref> Kamiński disse che voleva dare al film un'impronta senza tempo, così il pubblico non avrebbe potuto capire quando il film era stato girato.<ref>McBride, 1997,name="ref_B" pag. 431</ref> Il dirigente della Universal Tom Pollock chiese a Spielberg di girare il film a colori, ma il regista rifiutò categoricamente, dichiarando che la pellicola avrebbe avuto meno impatto emotivo.<ref>McBride, 1997,name="ref_C" pag. 432</ref>
 
== Tematiche e simbolismo ==
Nonostante il film sia prevalentemente in bianco e nero, un cappottino rosso è utilizzato per distinguere dalla massa una bambina durante la scena della liquidazione del ghetto di Cracovia. Più avanti nel film, Schindler vede il cadavere della stessa bambina, riconoscibile solo dallo stesso cappotto che indossa. Spielberg riferì che la trovata era da intendersi come simbolo di quanti erano consapevoli ai più alti livelli del governo statunitense, del massacro degli ebrei in atto in Europa ma che non fecero nulla per impedirlo. A tal proposito Spielberg dichiarò: «Era evidente come una bambina con un cappotto rosso che cammina per la strada, ma nessuno pensò di bombardare le linee ferroviarie tedesche. Nulla fu fatto per fermare... l'annientamento degli ebrei europei. Quindi questo è il mio messaggio nel lasciare quel particolare del film a colori».<ref>Schickel, 2012, pp=161–162</ref> Il professor [[André H. Caron]] della [[Università di Montréal]] si chiese se il rosso potesse simbolizzare "l'innocenza, la speranza, o il sangue degli ebrei sacrificati nell'orrore dell'[[Olocausto]]".<ref>Caron, 2003</ref> Infine, il dettaglio a colori della bambina che corre con il cappotto rosso è, probabilmente, un omaggio a [[Akira Kurosawa]] che aveva già usato questo espediente in {{Nihongo|''[[Anatomia di un rapimento]]''|天国と地獄|Tengoku to jigoku}} del 1963.
 
La bambina venne interpretata sullo schermo da Oliwia Dąbrowska, tre anni d'età all'epoca delle riprese. Spielberg le chiese di non vedere il film fino a quando non avesse compiuto diciotto anni, ma lei lo vide a undici anni e ne rimase "terrorizzata".<ref name="ref_A">Gilman, 2013</ref> Rivedendo poi la pellicola da adulta, si disse orgogliosa del ruolo da lei interpretato.<ref>Gilman, 2013<name="ref_A" /ref>
 
=== Candele ===
La scena d'apertura del film mostra una famiglia ebrea durante la celebrazione dello [[Shabbat]]. Spielberg disse che "iniziare il film con l'accensione delle candele... con la celebrazione di un normale Shabbat era come rappresentare la quiete prima della tempesta che travolse gli ebrei".<ref name="ref_D">Thompson, 1994</ref> Quando il colore sfuma nei momenti iniziali del film, lascia il posto a un mondo dove il fumo simboleggia i corpi bruciati ad Auschwitz. Solo alla fine, quando Schindler permette ai suoi operai di effettuare i preparativi per lo Shabbat, l'immagine della candela torna ad ardere infondendo calore. Per il regista, esse rappresentano "un bagliore di speranza".<ref>Thompson, 1994<name="ref_D" /ref>
 
== Colonna sonora ==
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