Differenze tra le versioni di "Pianeta nano"

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Ciò portò alcuni astronomi a smettere di riferirsi a Plutone come a un pianeta e diversi termini, come ''pianeta minore'', ''sub-pianeta'' e ''planetoide'' cominciarono a essere usati per gli oggetti oggi indicati come ''pianeti nani''<ref>{{cita web|lingua=en|titolo=Planetoids Beyond Pluto|url=http://www.astrobio.net/news/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1366|editore=Astrobiology Magazine|data=30 dicembre 2004|accesso=26 gennaio 2008}}</ref><ref>{{en}} {{Cita news|url=http://hubblesite.org/newscenter/archive/releases/2004/14/|data=14 aprile 2004|titolo=Hubble Observes Planetoid Sedna, Mystery Deepens|editore=NASA's Hubble Space Telescope home site|accesso=26 gennaio 2008}}</ref>.
 
Quando nel [[2005]] furono scoperti altri tre oggetti ([[50000 Quaoar|Quaoar]], [[90377 Sedna|Sedna]] ed [[Eris (astronomia)|Eris]]) di dimensioni comparabili a quelle di Plutone<ref>{{cita web|lingua=en|url=httphttps://www.gps.caltech.edu/~mbrown/planetlila/|titolo=The Discovery of Eris, the Largest Known Dwarf Planet|nome=Michael E.|cognome=Brown|editore=California Institute of Technology, Department of Geological Sciences|accesso=18 luglio 2008}}</ref>, fu chiaro che si doveva o classificare anche loro come pianeti, oppure Plutone avrebbe dovuto essere riclassificato<ref>{{cita web|lingua=en|titolo=What is the definition of a planet?|anno=2004|url=http://web.gps.caltech.edu/~mbrown/sedna/index.html#planets|nome=Michael E.|cognome=Brown|editore=California Institute of Technology, Department of Geological Sciences|accesso=18 luglio 2008}}</ref>.
Gli astronomi erano inoltre convinti che si potesse riuscire a scoprire altri oggetti delle dimensioni di Plutone e, quindi, il numero di pianeti con caratteristiche simili a Plutone sarebbe cresciuto rapidamente<ref>{{en}} {{Cita news|titolo=War of the Worlds|editore=New York Times|autore=Brown, Mike|data=16 agosto 2006|url=httphttps://www.nytimes.com/2006/08/16/opinion/16brown.html
|accesso=18 luglio 2008}}</ref>.
 
Nel [[2006]], furono determinate le dimensioni di Eris (conosciuto allora come {{DP|2003 UB|313}}) e lo si scoprì essere leggermente più grande di Plutone. Ufficiosamente, alcuni studiosi e giornalisti cominciarono a riferirsi all'oggetto come al ''[[Pianeta X|Decimo pianeta]]''<ref>{{en}} {{Cita news|titolo=Astronomers Measure Mass of Largest Dwarf Planet|editore=NASA's Hubble Space Telescope home site|anno=2007|url= http://hubblesite.org/newscenter/archive/releases/2007/24/full/|data=14 giugno 2007|accesso=18 luglio 2008}}</ref>. Conseguentemente, la questione fu oggetto di un intenso dibattito durante la XXVI Assemblea Generale dell'Unione Astronomica Internazionale dell'agosto del [[2006]]<ref>{{cita web|lingua=en|titolo=What makes a planet?|url=httphttps://www.gps.caltech.edu/~mbrown/whatsaplanet/|nome=Michael E.|cognome=Brown|editore=[[California Institute of Technology]], Department of Geological Sciences|accesso=18 luglio 2008}}</ref>.
 
[[File:0planet-candidates.jpg|miniatura|upright=1.2|I 12 corpi indicati come potenziali pianeti secondo la prima bozza di proposta dell'UAI. Da notare che i primi due, Haumea e Makemake, sono stati in seguito identificati come pianeti nani.]]
! colspan=3 style="text-align: left; font-size: 0.92em; font-weight: normal; padding: 6px 2px 4px 4px;" |''Fonte'': [[Michael E. Brown]],<ref name="brown-list" /> aggiornato al 15 settembre 2016.
|}
La caratteristica rilevante di un pianeta nano è che "abbia massa sufficiente affinché la propria gravità possa superare le forze di [[corpo rigido]] in modo tale da assumere una forma in [[equilibrio idrostatico]] (prossimo alla sfericità) ".<ref name=iau2006>{{en}}{{Cita news|editore=International Astronomical Union|titolo=IAU 2006 General Assembly: Result of the IAU Resolution votes|url=http://www.iau.org/iau0603.414.0.html|data=2006|accesso=26 gennaio 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://web.archive.org/web/20070103145836/http://www.iau.org/iau0603.414.0.html|dataarchivio=3 gennaio 2007}}</ref><ref>{{en}}{{Cita web|url=httphttps://solarsystem.nasa.gov/planets/profile.cfm?Object=Dwarf&Display=OverviewLong|titolo=Dwarf Planets|editore=NASA|accesso=22 gennaio 2008|urlmorto=sì|urlarchivio=https://www.webcitation.org/68ugdVVc7?url=http://solarsystem.nasa.gov/planets/profile.cfm?Object=Dwarf|dataarchivio=4 luglio 2012}}</ref><ref name=iau2008>{{en}}{{Cita web|url=http://www.iau.org/public_press/news/release/iau0804/|titolo=Plutoid chosen as name for Solar System objects like Pluto}}</ref> [[1 Ceres|Cerere]] è l'unico pianeta nano nella [[fascia principale]]. Una recente analisi della [[missione Dawn|sonda Dawn]] sulla forma e del suo campo gravitazionale di [[4 Vesta|Vesta]], il secondo oggetto celeste più massiccio della fascia, ha dimostrato che non è attualmente in equilibrio idrostatico.<ref name="Asmar 2012">{{en}}{{Cita pubblicazione|cognome=Asmar|nome=S. W.|autore2=Konopliv, A. S.|autore3=Park, R. S.|autore4=Bills, B. G.|autore5=Gaskell, R.|autore6=Raymond, C. A.|autore7=Russell, C. T.|autore8=Smith, D. E.|autore9=Toplis, M. J.|autore10=Zuber, M. T.|titolo=The Gravity Field of Vesta and Implications for Interior Structure|rivista=43rd Lunar and Planetary Science Conference|data=2012|p=2600|url=http://www.lpi.usra.edu/meetings/lpsc2012/pdf/2600.pdf}}</ref><ref name="Russel 2012">{{en}}{{Cita pubblicazione|cognome=Russel|nome=C. T.|titolo=Dawn at Vesta: Testing the Protoplanetary Paradigm|rivista=SCIENCE|data=2012|volume=336|numero=6082|pp=684–686|doi=10.1126/science.1219381|url=http://www.phyast.pitt.edu/~wmwv/Classes/A1122/Literature/Science-2012-Russell-684-6.pdf|bibcode= 2012Sci...336..684R }}</ref> [[2 Pallas|Pallade]], il terzo oggetto più massiccio, ha una superficie piuttosto irregolare.<ref name=Carry2009>{{en}}{{Cita web|titolo=Physical properties of (2) Pallas|autore=Carry, B.|formato=PDF|data=2009|url=httphttps://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/0912/0912.3626v1.pdf|doi=10.1016/j.icarus.2009.08.007 |arxiv=0912.3626|accesso=13 settembre 2015 }}</ref> [[Michael E. Brown]] ha stimato che i corpi della fascia principale essendo molto rocciosi e non sufficientemente grandi da raggiunge i 900 [[chilometro|km]] di [[diametro]], difficilmente possono risultare in equilibrio idrostatico e di conseguenza classificabili come pianeti nani.<ref name=Brown>{{en}}{{Cita web|url=http://web.gps.caltech.edu/~mbrown/dwarfplanets/|autore=Mike Brown|titolo=The Dwarf Planets|accesso=20 gennaio 2008}}</ref> Sulla base di un confronto con le lune ghiacciate che sono state esplorate da veicoli spaziali, come [[Mimas (astronomia)|Mimas]] (rotondo a 400&nbsp;km di diametro) e [[Proteo (astronomia)|Proteo]] (irregolare a 410–440&nbsp;km di diametro), Brown ha stimato che gli [[oggetti transnettuniani]] essendo principalmente ghiacciati, tendono a rilassarsi in equilibrio idrostatico ad un diametro che si aggira tra 200 e i 400&nbsp;km.<ref name="brown-list">{{en}}{{Cita web|titolo=How many dwarf planets are there in the outer solar system? (updates daily)
|editore=California Institute of Technology
|autore=Michael E. Brown
|wkautore=Michael E. Brown
|url=httphttps://www.gps.caltech.edu/~mbrown/dps.html
|accesso=9 novembre 2015}}</ref>
 
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