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Raccolse un flotta a [[Portus Itius]] (oggi [[Boulogne-sur-Mer|Boulogne]]), composta da 80 navi per trasportare due [[legione romana|legioni]] ([[Legio VII Claudia|VII legione]] e [[Legio X Equestris|X legione]]) e un non ben precisato numero di navi da [[guerra]], comandate da un [[Questore (storia romana)|questore]], mentre da un altro [[porto]] dovevano salpare 18 navi con la [[cavalleria]] <ref>''De bello Gallico'' [[Wikisource:Commentaries on the Gallic War/Book 4#30|4.22]]</ref>.
 
Dopo molte difficoltà e duri combattimenti contro le forze britanniche radunatesi per opporsi ai romani, gli invasori riuscirono a sbarcare nel [[Kent]], presso l'attuale cittadina di [[Walmer]] <ref>[http://www.athenapub.com/caesar1.htm "Caesar's Landings", ''Athena Review'' 1,1]; ''De bello Gallico'' [[Wikisource:Commentaries on the Gallic War/Book 4#25|4.25]],
[http://www.athenapub.com/caesar1.htm "Caesar's Landings", ''Athena Review'' 1,1] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20130822174219/http://www.athenapub.com/caesar1.htm |date=22 agosto 2013 }}; ''De bello Gallico'' [[Wikisource:Commentaries on the Gallic War/Book 4#25|4.25]],
[[Wikisource:Commentaries on the Gallic War/Book 4#26|4.26]]</ref> e a costruire un [[castrum|accampamento]], di cui non sono però rimaste tracce. Lì Cesare ricevette gli ambasciatori britannici che gli restituirono Commio, che era stato imprigionato al suo arrivo in [[Britannia]]. Le trattative non andarono però a buon fine e i britanni, approfittando delle difficoltà di Cesare (le navi con la [[cavalleria]] e le provviste erano state bloccate e costrette a tornare in Gallia da una tempesta), attaccarono di nuovo le forze romane. Alla fine, l'[[esercito|armata]] di Cesare riuscì a sconfiggere i [[britanni]] <ref>''De bello Gallico'' [[Wikisource:Commentaries on the Gallic War/Book 4#33|4.33]]</ref>. Anche un terzo attacco fu vanificato, stavolta grazie alla cavalleria messa insieme all'ultimo momento da Commio tra le popolazioni britanniche filo-romane. Alla fine Cesare, resosi conto che la sua situazione era sempre più difficile da difendere e gestire, si ritirò, avendo ricevuto solo pochi ostaggi da un paio di [[tribù]]. In breve, dunque, questa prima campagna militare in Britannia fu un insuccesso. Nonostante ciò, il [[Senato romano]] decretò 20 giorni di feste pubbliche per celebrare l'impresa quando ricevette il resoconto di Cesare.
[[Wikisource:Commentaries on the Gallic War/Book 4#26|4.26]]
[[Wikisource:Commentaries on the Gallic War/Book 4#26|4.26]]</ref> e a costruire un [[castrum|accampamento]], di cui non sono però rimaste tracce. Lì Cesare ricevette gli ambasciatori britannici che gli restituirono Commio, che era stato imprigionato al suo arrivo in [[Britannia]]. Le trattative non andarono però a buon fine e i britanni, approfittando delle difficoltà di Cesare (le navi con la [[cavalleria]] e le provviste erano state bloccate e costrette a tornare in Gallia da una tempesta), attaccarono di nuovo le forze romane. Alla fine, l'[[esercito|armata]] di Cesare riuscì a sconfiggere i [[britanni]] <ref>''De bello Gallico'' [[Wikisource:Commentaries on the Gallic War/Book 4#33|4.33]]</ref>. Anche un terzo attacco fu vanificato, stavolta grazie alla cavalleria messa insieme all'ultimo momento da Commio tra le popolazioni britanniche filo-romane. Alla fine Cesare, resosi conto che la sua situazione era sempre più difficile da difendere e gestire, si ritirò, avendo ricevuto solo pochi ostaggi da un paio di [[tribù]]. In breve, dunque, questa prima campagna militare in Britannia fu un insuccesso. Nonostante ciò, il [[Senato romano]] decretò 20 giorni di feste pubbliche per celebrare l'impresa quando ricevette il resoconto di Cesare.
 
=== Anno 54 a.C. ===
941 004

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