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Prima del via tutti i piloti si raccolgono in cerchio davanti al traguardo e osservano un minuto di silenzio in onore di [[Ayrton Senna]] e [[Roland Ratzenberger]], deceduti nel corso dell'[[Gran Premio di San Marino 1994|edizione precedente del GP]]. La gara comincia con un'incerta situazione meteo, che rende difficile l'elaborazione degli assetti e delle strategie; alla partenza sembra che la situazione volga verso l'asciutto, ma i primi sei piloti in griglia (più Barrichello, 10°) optano per le gomme rain, scelta che si rivelerà azzeccata. Dopo il semaforo verde Schumacher mantiene il via e Berger conferma la seconda posizione, tenendo dietro tutti gli altri.
 
Incredibile il divario tra le gomme da bagnato e quelle da asciutto: 5 secondi al giro a vantaggio delle prime. Ciò permetterà ai piloti nelle prime posizioni di accumulare un vantaggio tale da consentirgli di andare ai box senza preoccuparsi degli inseguitori. Al 10°º giro avviene il colpo di scena: Schumacher, leader indiscusso della corsa, incappa in un clamoroso errore alla Piratella e urta violentemente la vettura contro le gomme. Il tedesco libera così la strada a Berger nell'esultanza generale del popolo imolese, che sente aria di doppietta. Nel frattempo, infatti, l'altro ferrarista Alesi sfrutta alla perfezione l’asfalto viscido per inanellare una serie di giri veloci che lo porteranno a insidiare Hill e Coulthard.
 
La lotta tra il francese e le Williams arriva fino allo scontro fisico tra la Ferrari numero 27 e la Williams numero 6, dove a rimetterci (con un leggero danno all’alettone anteriore, non riparato) sarà la vettura inglese. Nel corso del pit-stop l’alettone non verrà sostituito, ma proprio la sosta ai box giocherà un brutto scherzo allo scozzese, entrato insieme ad Alesi, visto che la fretta di uscire prima del transalpino lo porterà a superare il limite di velocità di 80 km/h imposto per il transito in pit-lane: si preannuncia una penalità per lui. Poco dopo fa il suo pit-stop Berger, che però spegne inspiegabilmente il suo V12: l'austriaco se ne accorge subito, alza l’indice per chiedere la messa in moto e sollecitare i meccanici a usare l’avviatore.
 
L'impresa riuscirà, ma nel frattempo le Williams e Alesi sono già passati. L’austriaco è quarto, ma riesce a tornare sul podio dopo lo stop & go inflitto a Coulthard. Tutti doppiati gli altri; completano la zona punti Häkkinen e Frentzen. Da segnalare, inoltre, una collisione tra Irvine e Mansell intorno a metà gara che costringe entri i piloti a una sosta ai box supplementare e impedisce loro di conseguire punti iridati. Barrichello invece, che avrebbe potuto lottare per la 5°ª posizione, sarà costretto al ritiro per un problema alla trasmissione.
 
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