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Da un punto di vista letterario praticò soprattutto forme brevi o miste e comunque sperimentali, trascurando il [[romanzo]]. ''Hermaphrodito'', il suo libro d'esordio, alterna prosa e poesia, italiano e francese, stile aulico e disfemismi, mescolando generi e toni assai diversi fra loro (lirico, visionario, drammatico, narrativo, oratorio). I pochi romanzi della sua produzione (''La casa ispirata'', ''Tragedia dell'infanzia'' e ''Angelica o la notte di Maggio'') hanno anch'essi una struttura molto particolare, con una trama poco rigorosa e forti effetti di tipo ironico o surreale. Nella maturità si dedicò al progetto (incompiuto) della ''Nuova enciclopedia'', che doveva rielaborare articoli già usciti in rivista. Predilesse anche la biografia (''Narrate, uomini, la vostra storia'', il libro che gli procurò maggior successo editoriale, conteneva scritti dedicati alla vita di Michele di Nostradamo, Eleuterio Venizelos, Felice Cavallotti, Paracelso, Arnoldo Boecklin, Jules Verne, Vincenzo Gemito, Collodi, Antonio Stradivari, Guglielmo Apollinaire, Giuseppe Verdi, Lorenzo Mabili, Cayetano Bienvenida, Isadora Duncan) e il reportage di viaggio (''Dico a te, Clio'', dedicato all'[[Etruria]] e agli [[Abruzzi]], e ''Ascolto il tuo cuore, città'', dedicato a [[Milano]] e al [[Veneto]]).
 
Sul piano politico, esordì manifestando idee fortemente antisocialiste e belliciste durante la [[prima guerra mondiale]].<ref>Per esempio nello scritto ''La guerra'' poi confluito in ''Hermaphrodito'' (1918).</ref> Fra le sue pagine torna spesso la critica alla democrazia e all'egualitarismo, colpevoli a suo dire di aver ingrigito e banalizzato l'arte. Durante il [[fascismo]], dopo una prima fase di vicinanza al regime (collaborerà alla rivista di [[Asvero Gravelli]] ''Antieuropea''<ref>{{cita libroCita|autore=Maria Teresa Pichetto|titolo=, ''Alle radici dell'odio: Preziosi e Benigni antisemiti''|città=Milano|editore=Fp. Angeli|anno=1983|p=139}}</ref> e al "Lavoro fascista" negli anni trenta, dedicando fra l'altro alcuni ''reportage'' alle recenti bonifiche nell'[[Agro Pontino]]), se ne allontanò a partire dal [[1939]]. Non farà infatti parte del periodico "[[Primato (periodico)|Primato]]" voluto da [[Giuseppe Bottai]]. Dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]] rese sempre più esplicite le sue idee [[liberalismo|liberali]] ed [[europeismo|europeiste]], sostenendo fra l'altro la [[repubblica]] al [[referendum istituzionale del 1946]].
 
== Opere ==