Differenze tra le versioni di "Margherita di Valois"

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Le trattative tra Caterina de' Medici e la madre di Enrico, [[Giovanna III di Navarra]], fervente ugonotta furono lunghe e difficili: la regina Giovanna non si fidava di Caterina e richiese la conversione di Margherita al protestantesimo. Alla fine però, cedette di fronte alla testardaggine della principessa, intenzionata a mantenere la sua fede, e, sotto la spinta del partito protestante, diede il suo consenso al matrimonio con il figlio Enrico, che di fatto non avrebbe neppure ricevuto una dote notevole. Giovanna morì poco dopo di [[tubercolosi]] e il figlio salì al trono come Enrico III di Navarra. Dopo non poco esitazioni, Margherita accettò di sposarsi, forse spinta dall'ambizione di essere regina.<ref>{{Cita|Viennot, 1994|pp. 39-40.}}</ref>
 
Senza attendere la dispensa papale necessaria all'unione di due persone di fede differente e imparentate (entrambi discendevano da [[Carlo di Valois-Angoulême]]), l'«ingiuria a Dio» fu celebrata il 18 agosto [[1572]].<ref>{{Cita|Craveri, 2008|p. 62.}}</ref> Lo svolgimento delle nozze fu programmato in modo da soddisfare gli ugonotti, venuti in massa ad assistere al matrimonio del loro leader: la benedizione nuziale si svolse sul sagrato didella [[cattedrale di Notre-Dame]], evitando loro di assistere alla messa, e inoltre fu data dal [[Carlo di Borbone-Vendôme|cardinale di Borbone]].<ref>{{Cita|Cloulas, 1980|p. 252.}}</ref> Alle nozze seguirono tre giorni di sontuosi festeggiamenti.
 
L'intesa tra i cattolici e gli ugonotti durò poco. Solo qualche giorno dopo le nozze ebbe luogo un attentato, poi fallito, all'[[Gaspard de Châtillon|ammiraglio di Coligny]], un capo del partito protestante. L'indomani, la notte del 24 agosto, giorno di [[Bartolomeo apostolo|San Bartolomeo]], gli ugonotti furono massacrati in tutta Parigi. Il matrimonio fu soprannominato «nozze vermiglie», perché molti protestanti uccisi erano giunti a Parigi proprio per le nozze.<ref>{{Cita|Haldane, 2014|p. 58.}}</ref> La "[[Notte di san Bartolomeo|strage di san Bartolomeo]]" avvenne anche nel [[Palazzo del Louvre|Louvre]], tanto che un gentiluomo gravemente ferito, il visconte di Léran, trovò rifugio nella camera di Margherita, venendo risparmiato grazie a lei: così ricordò la regina nelle proprie ''[[Memorie (Margherita di Valois)|Memorie]]''.<ref>[https://books.google.it/books?id=ds2w4eRP7pkC&printsec=frontcover&dq=Memorie+di+Margherita+di+Valois&hl=it&ei=2ZcvTZ7gHpWK4gb4s7TDCw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CCYQ6AEwAA#v=twopage&q&f=false Memorie della regina Margherita di Valois, pp. 56-60]</ref>
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