Differenze tra le versioni di "Margherita di Valois"

Fra il XIX e il XX secolo alcuni storici come il conte Léo de Saint-Poincy cercarono di riabilitare la figura della sovrana, tentando di discernere gli scandali dalla la realtà, raffigurandola come una donna che sfidava le turbolenze della guerra civile tra cattolici e protestanti, e che non si era mai sentita inferiore ai suoi fratelli, volendo anzi partecipare agli affari del regno, affrontando quindi oltre alla vita privata anche i comportamenti politici della sovrana. Tuttavia questi studi rimasero marginali e non influenzarono i testi ufficiali.<ref>{{Cita|Casanova, 2014|p. 106}}</ref>
 
Nel XX secolo ci fu un exploit di opere divulgative sulla figura della regina, con una sostanziale regressione adi ogni livellocriterio storiografico. In particolare, [[Guy Breton]] inaugurò nel 1950 una serie di libri di narrativa erotica che minò per tempodrasticamente l'immagine della regina Margherita di Valois, raccontando scandali e storie scabrose ad usufruttouso del grande pubblico.
 
Solo a partire dagli anni novanta, alcuni storici, come Eliane Viennot e Janine Garrison, hanno contribuito a riabilitare l'immagine degli ultimi Valois e ricordare la distinzione tra la figura storica di Margherita di Valois e la leggenda della regina Margot.<ref name="Casanova 103"/> Tuttavia opere cinematografiche ed opere letterarie hanno continuato a perpetrare l'immagine di una donna oscena e lasciva.
 
===Gli errori comuni===
La maggior parte di questi errori provengono da falsificazioni della vita della regina durante il XVII e XVIII secolo. Nonostante la loro stravaganza, queste notizie sono state più volte riproposte nel tempo da molti autori che, per mancanza di rigore, non hanno controllato la fonte originale. Il suo contemporaneo della regina, l'austero [[Théodore Agrippa d'Aubigné]] è in gran parte responsabile della maggior parte delle calunnie sul conto della regina.
 
* '''La ninfomania di Margherita''': l'origine di questa leggenda proviene da un pamphlet protestante scritto contro Enrico IV, il ''Divorce Satyrique'' (1607). Risulta uno degli elementi della leggenda più diffusi.<ref name="Casanova 104"/> La sua permanenza a Usson viene spesso presentata come un periodo di decadenza dove la regina occupa il suo tempo a copulare con prestanti giovani contadini del luogo.<ref>{{Cita|Viennot, 1994|p. 251}}</ref> Invece, la regina era una sostenitrice dell'amor cortese e del neoplatonismo. Nell'aristocrazia francese, era consuetudine per una donna sposata essere "servita", in accordo con il marito, da diversi giovani "galanti". Quanto ai rapporti extraconiugali di Margherita, le lettere indirizzate a Champvallon, il suo più famoso amante, conservate fino ad oggi, mostrano come viveva la passione che provava per lui secondo la teoria neoplatonica. In seguito anche un suo ex servitore, passato al servizio del [[cardinale Richelieu]], scriverà di aver conosciuto i figli illegittimi che la regina avrebbe avuto da Champvallon e d'Aubiac: tutto per rafforzare le motivazioni che avrebbero portato all'annullamento delle nozze e quindi all'ascesa dei Borbone sul trono di Francia.<ref>{{Cita|Viennot, 1994|p. 273-274.}}</ref>
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