Apri il menu principale

Modifiche

nessun oggetto della modifica
Vittoria era la figlia del principe [[Edoardo Augusto di Hannover (1767-1820)|Edoardo, duca di Kent e Strathearn]], quarto figlio del re Giorgio III. Sia il duca e sia il re morirono nel 1820, e Vittoria crebbe sotto la supervisione di sua madre, la principessa tedesca [[Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld]]. Ereditò il trono a diciotto anni, dopo la morte senza discendenza legittima dei suoi tre zii paterni. Il Regno Unito era già in quell'epoca una monarchia parlamentare stabile, nella quale il sovrano aveva pochi poteri politici diretti. In privato, Vittoria cercò di influenzare il governo e la nomina dei ministri, in pubblico si convertì in un'icona nazionale e nella figura che incarnava il modello di forti valori e una personale morale tipica dell'epoca.
 
Si sposò con suo cugino, il principe [[Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha]], nel 1840. I suoi nove figli e venti dei suoi quarantadue nipoti si sposarono con altri membri dell'aristocrazia e della nobiltà europea, unendole tra loro. Ciò le diede il soprannome di «nonna d'Europa». Dopo la morte di Alberto, nel 1861, Vittoria incominciò un lutto religioso in cui evitò di apparire in pubblico. Come risultato del suo isolamento, il [[repubblicanesimo]] acquistò forza per un po' di tempo. Nella seconda metà del suo regno, però, la sua popolarità aumentò, e i suoi giubilei d'oro e di diamante furono festeggiati in tutto il regno.
 
Il suo regno, durato 63 anni, 7 mesi e due giorni, è il secondo più lungo della storia del Regno Unito, superato solo dalla sua pronipote [[Elisabetta II del Regno Unito|Elisabetta II]], e si conosce come epoca vittoriana; fu un periodo di sviluppo industriale, culturale, politico, scientifico e militare nel Regno Unito e fu segnato dall'espansione dell'Impero Britannico.
Il padre di Vittoria, principe [[Edoardo Augusto di Hannover (1767-1820)|Edoardo Augusto, Duca di Kent e Strathearn]], era il quarto figlio del re [[Giorgio III del Regno Unito|Giorgio III]]. Il Duca di Kent, come molti altri figli di re Giorgio III, non si sposò da giovane; il primogenito di Giorgio III, il futuro [[Giorgio IV del Regno Unito|re Giorgio IV]], si sposò ma ebbe solo una figlia, la Principessa [[Carlotta Augusta di Hannover|Carlotta Augusta di Galles]].
 
Quando questa morì nel [[1817]] gli altri figli di re Giorgio III si affrettarono a sposarsi e ad averavere figli per assicurare un erede al Rere. A cinquanta anni il duca di Kent e Strathearn si sposò con la principessa [[Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld]], vedova di [[Emilio Carlo di Leiningen|Emilio Carlo, principe di Leiningen]], nonché sorella del [[Leopoldo I del Belgio|principe di Sassonia-Coburgo-Saalfeld]] vedovo della principessa [[Carlotta Augusta di Hannover|Carlotta]]; Vittoria, la sola figlia della coppia, nacque a [[Kensington Palace]], a [[Londra]], nella notte del 24 maggio [[1819]] alle ore 4:15<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 3-12}}.</ref><ref>{{Cita|Stratchey|pp. 1-17}}.</ref>.
 
[[File:Princess_Victoria_and_Dash_by_George_Hayter.jpg|thumb|left|Alexandrina Victoria.]]
Con grande dispiacere del duca di Kent, che avrebbe preferito il nome Elisabetta, la bambina fu chiamata Alessandrina Vittoria, in quanto il [[Giorgio IV del Regno Unito|Principe reggente]], sempre desideroso di irritare il fratello minore, aveva invitato a fare da padrino lo zar [[Alessandro I di Russia]]. Tuttavia, dalla nascita ella venne formalmente chiamata ''Sua Altezza Reale Principessa Vittoria di Kent'', ma in seno alla famiglia venne chiamata Drina<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 12-13}}.</ref>.
 
Alla nascita, Vittoria era la quinta nella linea di successione dopo il padre con i suoi tre fratelli maggiori, rispettivamente il [[Giorgio IV del Regno Unito|Principe reggente]], il [[Federico Augusto di Hannover|Duca di York]] e il [[Guglielmo IV del Regno Unito|Duca di Clarence]], ma nessuno degli zii della principessa riuscì ad avere un erede (il Principe reggente e il Duca di York erano in contrasto con le mogli, mentre le figlie del Duca di Clarence erano morte poco dopo la nascita)<ref>{{Cita|Longford|p. 24}}.</ref>.
 
Suo padre morì di polmonite otto mesi dopo la nascita di Vittoria; il nonno, re Giorgio III, morì pazzo e cieco meno di una settimana dopo, quindi lo zio della principessa Vittoria, il Principe di Galles, ereditò la corona diventando re [[Giorgio IV del Regno Unito|Giorgio IV]]. Nonostante occupasse una posizione molto alta nella linea di successione al trono britannico, a Vittoria venne insegnato solo il tedesco, ma dall'età di tre anni venne istruita all'[[lingua inglese|inglese]]. In seguito imparò a parlare anche [[lingua italiana|italiano]], [[Lingua greca|greco]], [[Lingua latina|latino]], [[lingua francese|francese]]. Il suo precettore fu il reverendo George Davis e sua governante fu [[Louise Lehzen]]<ref>{{Cita|Sitwell|p. 30}}.</ref>.
{{Casato di Hannover}}
 
=== Erede al trono ===
Quando la principessa Vittoria di Kent aveva undici anni, nel 1830, suo zio re Giorgio IV morì, senza figli o figlie ancora in vita. Di conseguenza, rispettando l'ordine di successione, il trono passò al terzo figlio di re Giorgio III, il [[Guglielmo IV del Regno Unito|Duca di Clarence e St. Andrews]], che era ancora in vita rispetto a suo fratello maggiore Federico Augusto (secondogenito di re Giorgio III). Il successore di Giorgio IV divenne re colcon il nome di Guglielmo IV. Quest'ultimo, morto il 20 giugno 1837, rimase anche egli senza figli o figlie ancora in vita. Poiché la figlia quartogenita di re Giorgio III (la regina Carlotta di Württembeg) e la sua prole erano già morte, il trono sarebbe passato di diritto al quintogenito di re Giorgio III, Edoardo Augusto. Vittoria, sopravvissuta al padre Edoardo Augusto, divenne automaticamente erede al trono didel re Guglielmo IV, soffiando il posto a tutti i successivi figli, figlie e nipoti re Giorgio III. A quei tempi non c'erano particolari restrizioni ad avere un monarca bambino, per cui Vittoria avrebbe potuto essere incoronata come un adulto. Per evitare uno scenario di questo tipo il Parlamento promulgò il ''Regency Act 1831'' ("Atto per la Reggenza 1831"), in cui si prevedeva che, in caso di premorienza del Re e ascesa al trono di Vittoria, sua madre, la Duchessa di Kent e Strathearn, sarebbe stata reggente fino alla sua maggiore età<ref>{{Cita|Hibbert|p. 31}}.</ref>: ignorando i precedenti, il Parlamento non previde un consiglio per limitare i poteri del reggente sebbene lo stesso sovrano, Guglielmo IV, non apprezzasse le capacità della cognata al punto da dichiarare pubblicamente (nel 1836) che avrebbe cercato di vivere finché la nipote avesse avuto 18 anni, pur di evitare una reggenza<ref>{{Cita|Hibbert|p. 46}}.</ref><ref>{{Cita|Longford|p. 54}}.</ref>.
 
In ogni caso, nonostante il suo futuro ruolo pubblico, la principessa passò una giovinezza da lei stessa descritta "alquanto malinconica"<ref>{{Cita|Hibbert|p.19}}.</ref><ref>{{Cita|Marshall|p. 25}}.</ref>: la madre, infatti, estremamente protettiva teneva la figlia isolata dagli altri coetanei al palazzo di Kensington, sede di una vera e propria corte parallela, completamente dominata dalla figura di Sir [[John Conroy]], da molti ritenuto l'amante della Duchessa Vittoria di Sassonia<ref>{{Cita|Hibbert|p. 27}}.</ref><ref>{{Cita|Longford|pp. 35-38 e 118-119}}.</ref>; rari erano, infine, i rapporti con la corte di Londra dal momento che la madre della principessa era in contrasto con re Guglielmo e poiché desiderava preservarla da ogni rapporto sconveniente (in particolare con i figli illegittimi del sovrano)<ref>{{Cita|Marshall|p. 19}}.</ref><ref>{{Cita|Lacey|pp. 133-136}}.</ref>.
=== Incontro con il principe Alberto ===
[[File:Albert of Saxe-Coburg-Gotha.jpg|thumb|Alberto, Principe consorte, marito della regina Vittoria.]]
Nel 1836, la principessa Vittoria, diciassettenne, probabilmente mediante l'interessamento dello zio materno, il re dei Belgi [[Leopoldo I del Belgio|Leopoldo I]]<ref>{{Cita|Longford|p. 29}}.</ref>, incontrò il suo futuro marito, principe [[Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha]]. Il principe Alberto e Vittoria erano primi cugini: il padre di lui era fratello della madre di lei.
 
Lo zio, il re Guglielmo IV, preferendo un matrimonio con [[Alessandro di Orange-Nassau]]<ref>{{Cita|St. Ayubin|p. 43}}.</ref>, disapprovava l'unione, ma le sue obiezioni non dissuasero la coppia<ref>{{Cita|Longford|p. 51}}.</ref>. In ogni caso, molti studiosi hanno suggerito che il principe Alberto non fosse particolarmente coinvolto emotivamente dal possibile matrimonio con la giovane Vittoria e che entrò in relazione con lei solo per elevare il suo ''status''; in effetti era un principe tedesco di minore importanza e le chiacchiere di corte suggerirono che la sua azione fosse dovuta anche al desiderio di assecondare la propria famiglia, che avrebbe ambito a quel matrimonio<ref>{{Cita|Stratchey|p. 46}}.</ref>.
 
Data la giovane età della principessa, che comunque dimostrava di essere assai interessata al fidanzato<ref>{{Cita|Hibbert|p. 102}}.</ref>, il matrimonio fu posticipato<ref>{{Cita|Waller|pp. 363-364}}.</ref><ref>{{Cita|Hibbert|p. }}.</ref>.
{{vedi anche|Incoronazione della regina Vittoria}}
[[File:Coronation portrait of Queen Victoria - Hayter 1838.jpg|thumb|La regina Vittoria nel giorno della sua incoronazione.]]
[[Guglielmo IV del Regno Unito|Re Guglielmo IV]] morì di una malattia al fegato all'età di 72 anni il 20 giugno [[1837]], lasciando il trono a Vittoria appena diciottenne (pertanto si evitava la reggenza che il re tanto aborriva). Nel suo diario, Vittoria ha lasciato scritto: «Io sono stata svegliata alle 6 dalla Mamma, che mi ha detto che l'[[Arcivescovo di Canterbury]] e Lord Conyngham erano qui e desideravano vedermi. Scesi dal letto e andai nel mio salotto (indossando solo la mia vestaglia) e, sola, li incontrai. Lord Conyngham poi mi fece sapere che il mio povero zio, il Re, non c'era più, e che era spirato 12 minuti dopo le 2 di questa mattina, e di conseguenza che io sono la regina.»<ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 55-57 }}.</ref>.
 
I documenti ufficiali preparati per quel giorno recavano l'intestazione ''Alexandrina Victoria'', ma, per espressa volontà della sovrana, il primo nome fu omesso e mai più usato<ref>{{Cita|Woodham-Smith|p. 140}}.</ref>; uno dei primi atti da sovrana fu quello di chiedere alla madre di lasciarla da sola per un'ora e questo fu l'inizio, come scrive [[Lytton Strachey]], autore di una accurata biografia di Vittoria, dell'estromissione della duchessa di Kent dalla vita della regina.
 
Secondo la [[Legge salica]] una donna non poteva regnare sullo [[Hannover (stato)|stato di Hannover]], regno collegato da unione personale colcon il sovrano della [[Gran Bretagna]] dal [[1714]]. Pertanto l'Hannover andò allo zio di Vittoria: il [[Ernesto Augusto I di Hannover|duca di Cumberland e Teviotdale]] assunse il titolo di re Ernesto Augusto I di Hannover e, finché Vittoria rimase nubile e senza figli, egli rimase anche il primo in linea di successione<ref>{{Cita|Stratchey|p. 50}}.</ref>.
 
Quando Vittoria ascese al trono il governo era controllato dal partito ''[[Whig (Regno Unito)|Whig]]'', che era al potere dal [[1830]]. Il primo ministro ''Whig'', [[William Lamb, II visconte Melbourne|Lord Melbourne]], si trovò ad avere una forte influenza sulla giovane e politicamente inesperta regina, che contava sui suoi consigli<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 66-69}}.</ref><ref>{{Cita|St Aubyn|p. 76}}.</ref>.
Vittoria fu incoronata il 28 giugno del 1838 e divenne la prima sovrana a prendere residenza a [[Buckingham Palace]]<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 69}}.</ref>, ottenendo inoltre le rendite dei ducati di [[ducato di Lancaster|Lancaster]] e di [[Duca di Cornovaglia|Cornovaglia]], nonché una lista civile di 385.000 sterline annue che usò per estinguere i debiti paterni<ref>{{Cita|Hibbert|p. 58}}.</ref>.
[[File:Victoria_in_her_Coronation.jpg|thumb|La regina Vittoria nel giorno dell'incoronazione, ritratta da [[Franz Winterhalter]].]]
All'inizio del regno Vittoria fu assai popolare<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 63 e 96}}.</ref>, ma la sua reputazione soffrì quando, nel 1839, una delle dame di compagnia della madre, Lady Flora Hastings, incominciò a ingrossarsi e presto la voce pubblica affermò che fosse incinta di Sir John Conroy; la regina, che detestava sia Conroy sia Lady Flora, su consiglio del primo ministro Melbourne la costrinse a sottoporsi a visite mediche per attestare la gravidanza, ma queste dimostrarono la verginità della donna<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 77-79}}.</ref>. Pertanto Conroy, la famiglia Hastings e i loro alleati politici, i ''[[Partito Tory|Tory]]'', condussero una campagna di stampa contro la regina che si intensificò quando Lady Flora morì di cancro al fegato (responsabile dell'ingrossamento dell'addome); a causa dello scandalo, per un certo periodo di tempo, la regina alle apparizioni pubbliche fu schernita colcon il nomignolo di "Mrs Melbourne"<ref>{{Cita|Hibbert|p. 83}}.</ref><ref>{{Cita|St Aubym|p. 105}}.</ref>.
 
Sempre nello stesso anno Melbourne si dimise, quando una coalizione di conservatori e radicali votò contro un disegno di legge per sospendere la costituzione della [[Giamaica]] (allo scopo di ridurre il potere dei proprietari delle piantagioni che si opponevano all'abolizione della schiavitù)<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 107}}.</ref>.
Poco tempo dopo, il 10 febbraio [[1840]], una raggiante Vittoria sposò il principe [[Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha]], secondogenito del duca [[Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha]] e di [[Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg]], nella Cappella Reale di [[St. James's Palace]], avendo, quattro giorni prima, concesso il titolo di ''Sua Altezza Reale'' al consorte<ref>{{Cita|Hibbert|p. 123}}.</ref>.
 
Alberto era cugino di primo grado di Vittoria, in quanto entrambi erano nipoti del duca [[Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld]]. Egli in un primo momento, a causa delle sue origini tedesche e della sua timidezza, non fu molto amato dall'alta società inglese che lo guardava con molta diffidenza. Tuttavia, grazie agli insegnamenti del [[Christian Friedrich von Stockmar|barone Stockmar]], già medico e consigliere di suo zio, re [[Leopoldo I del Belgio]], diventò un vero e proprio mentore per la moglie, soppiantando prima la [[Louise Lehzen|baronessa Lehzen]] e poi lo stesso Lord Melbourne<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 151}}.</ref>. Fu, inoltre, grazie ai consigli del principe Alberto che Vittoria poté, sia pure lentamente, riavvicinarsi alla madre, la duchessa di Kent<ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 174-175}}.</ref>.
 
Alberto, pur essendo stato educato in un regime di estrema semplicità, aveva ricevuto un'ottima educazione, dandone prova in più occasioni durante la sua vita da [[principe consorte]], titolo con il quale era comunemente noto (lo avrebbe ottenuto in via ufficiale solo nel [[1857]]); in ogni caso, non gli fu mai data pari dignità nobiliare alla moglie<ref>{{Cita|Urbach|p. 39}}.</ref>.
La prima figlia della coppia reale venne battezzata [[Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha (1840-1901)|Vittoria]], nacque il 21 novembre 1840. Dalla coppia nacquero altri otto figli durante il felicissimo matrimonio fra Vittoria e il principe Alberto. Alberto non fu soltanto il compagno della regina, ma anche un importante consigliere politico e rimpiazzò lord Melbourne nel ruolo di figura dominante della sua vita. Avendo trovato un partner per la vita Vittoria non aveva più bisogno della compagnia delle signore legate al partito ''Whig''. Così quando il partito ''Whig'' guidato da Melbourne perse le elezioni e venne rimpiazzato dai ''Tory'' di Peel — e questi rimpiazzò le signore fedeli al suo partito alla corte reale — la crisi della ''Bedchamber'' non si ripeté.
[[File:Edward Oxford tries to shoot Queen Victoria in 1840 by JR Jobbins.jpg|left|thumb|400x400px|Il tentativo di assassinio della regina da parte di Edward Oxford in un'illustrazione d'epoca.]]
Durante la prima gravidanza di Vittoria, il 10 giugno 1840, il diciottenne [[Edward Oxford]] tentò di assassinarla mentre stava passeggiando in carrozza colcon il principe Alberto nelle strade di [[Londra]]. Oxford sparò due volte, ma entrambi i colpi mancarono il bersaglio. Fu processato per [[alto tradimento]], ma fu riconosciuto malato di mente<ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 160-161}}.</ref>. In molti si sono interrogati sui motivi dell'atto, ma probabilmente Oxford semplicemente cercava la notorietà. Alcuni sostengono che una cospirazione del movimento del [[Cartismo]] (organizzazione degli [[Anni 1830|anni trenta]] che chiedeva riforme sociali) fosse celata dietro il tentativo di assassinio, mentre altri attribuiscono il colpo a persone legate al suo erede e zio, il re di Hannover. Queste teorie di cospirazione portarono a un'ondata di patriottismo e lealtà<ref>{{Cita|Urbach|p. 60}}.</ref>.
L'attentato non ebbe alcuna conseguenza sulla salute della regina o sulla sua gravidanza. Nel novembre 1841 nacque il [[principe di Galles]], il futuro re [[Edoardo VII del Regno Unito|Edoardo VII]].
 
Il primo ministro Peel si trovò a fronteggiare una crisi a causa della revoca delle ''[[Corn Laws]]'' (leggi sui cereali). Molti ''Tory'' (da allora conosciuti anche come [[Partito Conservatore (Regno Unito)|Conservatori]]) si opponevano alla revoca, ma altri (i ''Peelisti'') e molti ''Whig'' lo volevano. La revoca passò con poco scarto alle votazioni ma a causa della spaccatura nel suo partito, Peel rassegnò le dimissioni nel [[1846]], e fu rimpiazzato dal ''Whig'' [[John Russell, I conte di Russell]]<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 215}}.</ref>.
 
In politica estera, Vittoria ebbe un costante interesse al miglioramento delle relazioni diplomatiche tra Regno Unito e Francia<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 238}}.</ref>: nel 1843 e nel 1845, accompagnata dal marito, fece visita in [[Normandia]] a re [[Luigi Filippo di Francia|Luigi Filippo]], il primo incontro tra un re di Francia e d'Inghilterra dal 1520<ref>{{Cita|Longford|p. 175 e 187}}.</ref>; Luigi Filippo ricambiò nel 1844 e, quando fu esiliato dalla [[Primavera dei popoli|Rivoluzione del 1848]], si ritirò a Londra<ref>{{Cita|Hibbert|p. 198}}.</ref>; sempre in tale circostanza (nel timore di proteste che poi furono meno impetuose di quanto temuto<ref>{{Cita|Longford|pp. 196-197}}.</ref>), la regina e la sua famiglia si trasferirono da Londra a [[Osborne House]], nell'Isola di Wight, residenza che Alberto aveva comprato nel 1845 e fatto restaurare<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 161-164}}.</ref>.
 
Il ministero Russell, nonostante fosse ''Whig'', non fu favorito dalla regina<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 216}}.</ref>. Particolarmente irriguardoso nei riguardi di Vittoria fu il [[Segretario di Stato per gli affari esteri|ministro degli esteri]], [[Henry John Temple, III visconte Palmerston|lord Palmerston]], che spesso agì senza consultare il consiglio dei ministri, il primo ministro o la regina<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 196-198}}.</ref>. Nel [[1849]] Vittoria inviò una nota di lamentela a lord John Russell perché Palmerston aveva inviato note ufficiali a leader stranieri senza che lei ne fosse a conoscenza. Vittoria ripeté le sue rimostranze nel [[1850]], ma senza effetto. Fu solo nel [[1851]] che lord Palmerston fu rimosso dal suo incarico, annunciando l'approvazione del Governo Britannico al colpo di Stato di [[Napoleone III di Francia|Napoleone III]], senza che il primo ministro ne fosse informato preventivamente<ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 244-254}}.</ref>.
 
Il periodo durante il quale Russell fu primo ministro fu molto faticoso per la regina Vittoria: nel [[1849]] un irlandese disoccupato e rancoroso, [[John Hamilton]], tentò di spaventarla scaricando una pistola a salve in sua presenza: Hamilton fu condannato ai sensi della legge del [[1842]] al massimo della pena; nel [[1850]], mentre passeggiava in carrozza, fu colpita da un ex ufficiale dell'esercito, [[Robert Pate]], colcon il bastone da passeggio, che ammaccò il suo cappello e la graffiò: il responsabile fu processato e, non riuscendo a provare di essere malato di mente, subì la stessa condanna di Hamilton<ref>{{Cita|Sitwell|p. 79}}.</ref>.
 
Oltre a tali problemi, la regina dovette subire le conseguenze degli ultimi parti: infatti, nel 1853, Vittoria diede alla luce Leopoldo con l'aiuto del [[cloroformio]] che ella, in contrasto con il parere dei medici e l'opposizione dei membri del clero, volle adottare anche nel 1857 per il parto di Beatrice, sua ultima figlia<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 216-217}}.</ref>; in ogni caso, tali gravidanze la stressarono molto cagionandole diversi episodi di [[isteria]], documentati dal carteggio colcon il marito<ref>{{Cita|Woodham-Smith|pp. 328-331}}.</ref>.
 
=== Irlanda ===
Il suo amore per l'isola fu corrisposto da un iniziale sentimento di amicizia da parte del popolo irlandese per la giovane regina. Nel [[1845]] l'Irlanda fu colpita da una malattia delle [[Solanum tuberosum|patate]] che in quattro anni costò la vita a oltre mezzo milione di irlandesi e vide l'emigrazione di un altro milione di abitanti. In risposta a ciò che venne chiamata ''[[Grande carestia irlandese|Grande carestia]]'', in inglese ''Great Famine'' (''An Gorta Mor''), la regina donò personalmente 5 000 sterline e fu coinvolta in molte iniziative caritatevoli. Ciononostante la politica del primo ministro Lord John Russell, largamente accusata di peggiorare le conseguenze della carestia, oscurò la fama della regina. Agli occhi dei repubblicani estremisti Vittoria fu soprannominata «Regina della carestia» e vennero comunemente accettate storie in cui la regina aveva donato in beneficenza solo 5 sterline.
 
Il primo viaggio ufficiale della regina venne organizzato da [[George Villiers, IV conte di Clarendon|Lord Clarendon]], che aveva l'incarico di Luogotenente dell'Irlanda: a capo dell'amministrazione britannica tentò sia di distrarre l'attenzione degli irlandesi dalla carestia, sia di avvisare i politici britannici per mezzo della presenza della regina della serietà della situazione irlandese. Nonostante l'impatto negativo della carestia sulla popolarità della regina, la sua presenza riuscì a farfare cantare il ''[[God Save the Queen]]'' (l'inno del Regno Unito) alla fine dei raduni del Partito Nazionalista Irlandese.
 
Comunque negli [[anni 1870|anni settanta]] l'amore verso la monarchia diminuì notevolmente, poiché Vittoria decise di non visitare più l'Irlanda a seguito del rifiuto della Corporazione di [[Dublino]] a congratularsi per le nozze del figlio (il futuro [[Edoardo VII del Regno Unito|Edoardo VII]]) e a congratularsi poi con la giovane coppia reale per la nascita del primogenito, principe [[Alberto Vittorio, duca di Clarence e Avondale|Alberto Vittorio]].
[[File:Queen victoria victoria bridge manchester.jpg|thumb|Rara foto della regina Vittoria durante la visita a [[Manchester]] nel [[1851]].]]
 
Nel [[1851]] si tenne a Londra la [[Grande esposizione delle opere dell'industria di tutte le Nazioni di Londra (1851)|prima esposizione universale]]. L'esibizione, organizzata dal principe Alberto, venne aperta ufficialmente dalla regina il 1º maggio di quell'anno. Nonostante i timori di molti, la mostra fu un incredibile successo, tanto che i proventi furono utilizzati per finanziare la costruzione del [[Victoria and Albert Museum|South Kensington Museum]], che in seguito ebbe l'attuale nome di Victoria and Albert Museum.
 
Il governo di lord John Russell collassò nel [[1852]], quando il primo ministro ''Whig'' fu rimpiazzato dal conservatore [[Edward Smith-Stanley, XIV conte di Derby|lord Derby]] che, tuttavia, non mantenne a lungo la maggioranza in parlamento e fu costretto a dimettersi dopo meno di un anno. A questo punto Vittoria decise di porre fine al periodo di primi ministri deboli che aveva caratterizzato fino ad allora il suo regno: la regina (colcon il consorte) incoraggiò vigorosamente la formazione di una forte coalizione fra i ''Whig'' e i ''Tory'' fedeli a Peel, i ''Peelisti'' e conferì l'incarico di formare il governo al ''Peelista'' [[George Hamilton Gordon, IV conte di Aberdeen|lord Aberdeen]].
 
Uno degli atti più significativi di questo governo fu di portare il Regno Unito a combattere la [[guerra di Crimea]] nel [[1854]], dalla parte dell'[[Impero ottomano]] e contro l'[[Impero russo]]. Immediatamente prima dell'ingresso in guerra voci che il Regno Unito si sarebbe schierato con lo Zar ebbero l'effetto di diminuire la popolarità della coppia reale. Comunque Vittoria pubblicamente esortò a supportare le truppe al fronte e, dopo la conclusione della guerra, istituì la [[Victoria Cross]] come riconoscimento al valore.
 
La guerra permise, inoltre, di rinsaldare i rapporti con la Francia di [[Napoleone III di Francia|Napoleone III]]: questiegli decise di visitare Londra nell'aprile del 1855 mentre in agosto Vittoria e Alberto furono accolti all'[[Esposizione Universale dei prodotti dell'agricoltura, dell'industria e delle belle arti di Parigi (1855)|Esposizione universale di Parigi]].
 
A metà del [[1855]] Lord Aberdeen, indebolito dalle critiche sull'operato dell'esercito in Crimea, si dimise: la regina consultò sia Derby sia Russel ma poiché nessuno riuscì a ottenere la maggioranza, ricorse a Palmerston (colcon il quale si era riconciliata)<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 227-228}}.</ref><ref>{{Cita|St Aubyn|p. 297}}.</ref>.
 
Lo stesso Palmerston fu costretto a ritirarsi per l'impopolarità causatagli dalla cattiva conduzione della [[Guerre dell'oppio|seconda guerra dell'oppio]] nel [[1857]] e sostituito da Lord Derby dopo la crisi diplomatica seguita all'attentato di [[Felice Orsini]] contro Napoleone III<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 241-242}}.</ref><ref>{{Cita|Longford|pp. 280-282}}.</ref>; la circostanza indebolì molto la regina, affranta poiché 11 giorni dopo l'evento la figlia maggiore, principessa Vittoria, sposò l'erede al trono di Prussia, Federico, lasciando Londra poco dopo<ref>{{Cita|Longford|pp. 259-60, 263}}.</ref><ref>{{Cita|Hibbert|p. 244}}.</ref>.
Nel marzo del 1861 la madre della regina, Vittoria duchessa di Kent, morì, poco dopo essersi riconciliata con la figlia<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 319}}.</ref><ref>{{Cita|Marshall|p. 152}}.</ref>; Alberto si adoperò molto per risollevare l'animo pesantemente afflitto della moglie<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 265-267}}.</ref>, ma ormai era già malato di [[Tumore dello stomaco|cancro allo stomaco]]<ref>{{Cita|Weintraub|p. 401}}.</ref>.
 
Nell'agosto di quell'anno, Vittoria e Alberto visitarono il Curragh Camp, in Irlanda, dove il principe di Galles stava prestando servizio militare<ref>{{Cita|Weintraub|p. 404}}.</ref>.
Dal novembre Vittoria e Alberto tornarono a Windsor e il principe di Galles fece ritorno a Cambridge dove era studente; nel contempo venne coinvolto in un'avventura galante con l'attrice irlandese Nellie Clifden e Alberto non esitò a recarsi personalmente dal figlio per discutere con lui della scandalosa relazione che stava intrattenendo<ref>{{Cita|Hibbert|p. 274}}.</ref><ref>{{Cita|Woodham-Smith|p. 417}}.</ref>.
 
Lo scandalo, unito al dolore per la morte dei cugini, [[Pietro V del Portogallo|Pietro V]] e [[Ferdinando di Braganza]], indebolirono ancorancora di più la salute del principe Alberto<ref>{{Cita|Weintraub|p. 405}}.</ref>: il 9 dicembre di quell'anno [[William Jenner]] gli diagnosticò la [[febbre tifoide]], alla quale si aggiunse poi un'improvvisa congestione polmonare che portò Alberto alla morte, sopraggiunta alle 22:50 del 14 dicembre 1861 nella Blue Room del Castello di Windsor, alla presenza della regina e di cinque dei suoi figli<ref>{{Cita|Weintraub|pp. 425-431}}.</ref>.
 
La regina fu sconvolta dalla morte del marito ed entrò in uno stato di [[lutto]] e sconforto: per il resto della vita indossò sempre abiti neri, cessò di apparire in pubblico e smise di visitare [[Londra]]<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 343}}.</ref> al punto che presto guadagnò il nomignolo di ''Widow of Windsor''<ref>{{Cita|Stratchey|p. 306}}.</ref>, mentre parallelamente si indeboliva l'immagine della monarchia<ref>{{Cita|Marshall|pp. 170-172}}.</ref>.
Infatti, sebbene non mancasse di svolgere i suoi doveri costituzionali, Vittoria trascorreva il suo tempo nelle residenze di campagna, a [[Castello di Windsor|Windsor]], presso [[Osborne House]] e soprattutto a [[Castello di Balmoral|Balmoral]] in Scozia e nei giardini del castello, attorniata da pochissime fidate persone, fra le quali preferiva la giovane lady [[Florence Trevelyan]], la bella e malinconica orfana, figlia della sua dama di corte Catherine Anne Trevelyan, la cui nonna Lady Maria Wilson era cugina della regina Vittoria e che questa allevava come una figlia. Con lei Vittoria trascorreva il tempo libero e condivideva uno smisurato amore per i cani, la botanica, gli uccellini e la passione per il ricamo. Considerava invece il primogenito, Edoardo Principe di Galles e futuro re [[Edoardo VII del Regno Unito|Edoardo VII]], sposato con l'austera Alessandra di Danimarca, un ragazzo frivolo e indiscreto, accusandolo anche della morte del padre. L'accusò inoltre di avere una relazione adulterina con la giovane Lady Trevelyan (molto più giovane della moglie), la quale dovette, per evitare lo scandalo nell'Inghilterra vittoriana e puritana e per volere della stessa regina, lasciare velocemente e per sempre l'Inghilterra: si ritirò in [[Sicilia]], a [[Taormina]], dove visse in esilio con un cospicuo vitalizio regio<ref>Dino Papale, ''[[Taormina Segreta - La Belle Epoque 1876-1914]]'', Edizioni P&M., 1995</ref>.
 
Vittoria, quindi, incominciò a infittire una relazione con un cameriere scozzese, John Brown; si parla di una relazione romantica e di un matrimonio segreto fra i due, fatto per cui divenne nota anche con il nome di "Signora Brown" per quanto l'effettiva celebrazione del matrimonio sia controversa: infatti, un diario recentemente scoperto riporterebbe la confessione fatta sul letto di morte dal cappellano della regina, il quale avrebbe detto a un politico di averavere celebrato le nozze clandestine fra la regina e il cameriere John Brown ma tale testimonianza non è accolta da molti storici<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 322-329}}.</ref><ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 356-362}}.</ref><ref>{{Cita|Longford|pp. 327-328}}.</ref>. Va infine aggiunto che Vittoria pretese di essere seppellita alla sua morte con due ricordi nella bara: a destra venne posto un cappello del principe Alberto mentre nella sinistra vennero messi dei capelli di Brown con un suo ritratto<ref>{{Cita|Hibbert|p. 498}}.</ref>.
 
In questo periodo convulso, l'isolamento della regina ridusse notevolmente la sua presa sul governo della nazione che nel frattempo era travagliato dallo scontro tra sostenitori e oppositori del progetto di estensione del diritto di voto a molti membri della classe operaia (''Reform Act 1867'')<ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 369 e 374-375}}.</ref>: lord Palmerston era un forte oppositore e riuscì a impedirne l'approvazione fino alla morte, avvenuta nel [[1865]]; i suoi successori, lord Russel e lord Derby, invece, riuscirono a superare le perplessità della sovrana e ottennero l'approvazione della riforma nel [[1867]]<ref>{{Cita|Urbach|p. 132}}.</ref>.
 
=== Gladstone e Disraeli ===
Al decimo anniversario della morte del principe Alberto la regina rimase accanto al figlio convalescente<ref>{{Cita|Longford|p. 389}}.</ref>; solo il 27 febbraio del 1872 madre e figlio riapparvero in pubblico a una parata e a una messa di ringraziamento alla [[Cattedrale di San Paolo (Londra)|cattedrale di St. Paul]] a Londra, mentre ormai le manifestazioni repubblicane andavano spegnendosi<ref>{{Cita|St Aubyn|p. 388}}.</ref><ref>{{Cita|Hibbert|pp. 344-345}}.</ref>.
 
Due giorni dopo la cerimonia, mentre Vittoria stava scendendo da una carrozza, il diciassettenne irlandese [[Arthur O'Connor]], si rivolse alla regina con una pistola in una mano e una petizione per liberare prigionieri irlandesi nell'altra: l'intento era dimostrativo, infatti la pistola era scarica e l'attentatore confidava di convincere la sovrana ad accogliere la petizione; in ogni caso, John Brown, al fianco della regina, buttò il ragazzo a terra prima che essa stessa potesse vedere la pistola e fu ricompensato con una medaglia per il suo coraggio mentre O'Connor fu condannato a un anno di carcere<ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 388-389}}.</ref>. L'attentato fece riacquistare a Vittoria numerosi consensi<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 345-347}}.</ref>.
 
[[File:Victoria Disraeli cartoon.jpg|thumb|left|upright=0.8|Questo fumetto ''Nuove Corone per i soliti vecchi'' da una antica favola araba, rappresenta Disraeli come un venditore ambulante mentre offre a Vittoria la corona imperiale.]]
Tra l'aprile del 1877 e il febbraio del 1878, Vittoria minacciò cinque volte di abdicare in favore del figlio per costringere Disraeli a intervenire nella [[Guerra russo-turca (1877-1878)|Guerra russo-turca]] in modo da bloccare l'espansionismo russo, ma, in ogni caso, tali intendimenti non influirono sul corso del conflitto e sul seguente [[Trattato di Berlino (1878)|Trattato di Berlino]]<ref>{{Cita|Longford|pp. 412-413}}.</ref>. A tali preoccupazioni, poi, si aggiunse il dolore provocato dalla morte della terzogenita, la principessa Alice, morta di [[difterite]] il 14 dicembre 1878, anniversario della morte del principe consorte Alberto<ref>{{Cita|Longford|p. 425}}.</ref>.
 
Sempre in questi anni, la regina sostenne la necessità di mantenere in efficienza le forze armate per conservare una posizione di prestigio nella comunità internazionale, e appoggiò la politica espansionistica del suo primo ministro che condusse alla [[seconda guerra anglo-afghana]] e alla [[guerra anglo-zulu]], considerando che l'espansione di un impero come quello inglese avrebbe maggiormente protetto le popolazioni native rispetto ad altre potenze europee<ref>{{Cita|Longford|p. 411 e 429}}.</ref>.
 
L'amministrazione di lord Beaconsfield cadde nel [[1880]], quando il partito Liberale vinse le elezioni generali: Gladstone aveva riconquistato la guida dei Liberali quattro anni prima, fu così che la regina invitò [[Spencer Cavendish, VIII duca di Devonshire|lord Hartington]], capo dei liberali alla [[Camera dei comuni (Regno Unito)|Camera dei Comuni]], a formare un governo. Lord Hartington rifiutò l'incarico, intuendo che non ci sarebbe stato un governo liberale senza Gladstone, il quale del resto non avrebbe accettato un ruolo di secondo piano, e Vittoria dovette, suo malgrado, affidare l'incarico a Gladstone<ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 442-444}}.</ref><ref>{{Cita|Hibbert|pp. 367-368}}.</ref>.
[[File:Queen Victoria and Abdul Karim.jpg|thumb|left|upright|alt=The Munshi stands over Victoria as she works at a desk|Vittoria e il Munshi, Abdul Karim.]]
 
Due giorni dopo il 23 giugno<ref>Longford, p. 502</ref> assunse due musulmani indiani come camerieri, uno dei quali era [[Abdul Karim (il Munshi)|Abdul Karim]]. Fu presto promosso a "[[Munshi]]": le insegnava la [[lingua indostana]] e faceva l'impiegato.<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 447-448}}; Longford, p. 508; St Aubyn, p. 502; Waller, p. 441</ref> La sua famiglia e i servitori furono inorriditi e accusarono Abdul Karim di fare la spia per la Lega Patriottica Musulmana e di influenzare la regina contro gli Hindu.<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 448-449}}</ref> [[Equerry]] [[Frederick Ponsonby, primo Barone Sysonby|Frederick Ponsonby]] (il figlio di Sir Henry) scoprì che il Munshi aveva mentito sui suoi genitori, e riferì a [[Victor Bruce, IX conte di Elgin|lord Elgin]], Viceré dell'India, che "il Munshi occupa proprio la stessa posizione che era di John Brown.".<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 449-451}}</ref> Vittoria respinse le loro lamentele come pregiudizi razziali.<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 447}}; Longford, p. 539; St Aubyn, p. 503; Waller, p. 442</ref> Abdul Karim rimase al suo servizio finché alla sua morte tornò in India con una pensione.<ref>{{Cita|Hibbert|p. 454}}</ref>
 
Vittoria dovette accettare ancora una volta il governo di William Ewart Gladstone, nel [[1892]]. Nel [[1894]], quando ancora una volta l<nowiki>'</nowiki>''Irish Home Rule Bill'' non venne approvato, Gladstone si ritirò e venne rimpiazzato dal [[Partito Imperialista Liberale|liberale imperialista]] [[Archibald Primrose|lord Rosebery]]. A questilui successe nel [[1895]] lord Salisbury che rimase in carica fino alla morte della regina<ref>{{Cita|Hibbert|pp. 375-377}}.</ref>.
 
Nel settembre [[1896]] Vittoria superò quanto a longevità sul trono ogni altro monarca [[Inghilterra|inglese]], [[Scozia|scozzese]] o [[Gran Bretagna|britannico]] (in epoca successiva il primato fu battuto da [[Elisabetta II del Regno Unito|Elisabetta II]]). Su richiesta della regina ogni manifestazione pubblica dovette essere posticipata al [[1897]], per il ''Diamond Jubilee'' (60 anni di regno)<ref>{{Cita|Hibbert|p. 456}}.</ref>. Il Ministro per le Colonie [[Joseph Chamberlain]] propose che i festeggiamenti per il sessantennale fossero estesi a tutto l'Impero e così fu disposto l'invito a parteciparvi anche ai primi ministri dei [[dominion]] insieme con le rispettive famiglie<ref>{{Cita|St Aubyn|pp. 545-546}}.</ref>. Inoltre la rivista cui presiedette la regina includeva truppe di ogni colonia britannica e protettorato, assieme ai reparti inviati dai principi indiani (che erano subordinati alla regina in quanto Imperatrice d'India). Le celebrazioni del ''Diamond Jubilee'' furono segnate da grandi dimostrazioni d'affetto per la settantottenne regina che da allora fu costretta su una sedia a rotelle<ref>{{Cita|Urbach|p. 224}}.</ref>.
Seguendo un'usanza che mantenne durante tutta la sua vedovanza, Vittoria trascorse tutti i Natali a [[Osborne House]] (il cui restauro era stato progettato dal principe Alberto in persona) all'[[Isola di Wight]]<ref>{{Cita|Stratchey|p. 308}}.</ref>. Ormai anziana, spesso confusa e gravemente minata dai reumatismi<ref>{{Cita|Longford|p. 559}}.</ref><ref>{{Cita|St Aubyn|p. 592}}.</ref>, la regina morì il 22 gennaio [[1901]], dopo un regno di 63 anni, 7 mesi e 2 giorni. I suoi funerali furono celebrati il 2 febbraio e, dopo due giorni di lutto nazionale, venne tumulata al [[Frogmore House|Mausoleo Frogmore]] accanto al marito<ref>{{Cita|Longford|p. 565}}.</ref>.
 
A Vittoria succedette il primogenito, principe di Galles, che regnò con il nome di [[Edoardo VII del Regno Unito|Edoardo VII]] e che fu [[Incoronazione di Edoardo VII|incoronato il 9 agosto 1902]]. La morte di Vittoria segnò la fine della dinastia degli Hannover, appartenendo re Edoardo VII, come suo padre, il principe Alberto, alla Casa Reale dei Sassonia-Coburgo-Gotha. Il figlio di Edoardo VII e suo successore [[Giorgio V del Regno Unito|re Giorgio V]] cambiò il nome del casato in Windsor, dal suono più inglese, durante la [[prima guerra mondiale]], in quanto il nome dei Sassonia-Coburgo-Gotha era troppo vicino a quello del nemico [[Guglielmo II di Germania|Kaiser Guglielmo II]] (anch'egli nipote della regina Vittoria)<ref>{{Cita|Heinz|p. 230}}.</ref>.
 
== Nome e stendardo ==
La monarchia di Vittoria divenne più simbolica che politica, con forte enfasi sulla moralità e sui valori della famiglia vittoriana, in contrasto con gli scandali sessuali, finanziari e personali legati ai precedenti membri della famiglia degli Hannover che avevano portato discredito alla monarchia. Il regno di Vittoria creò per i britannici il concetto di 'monarchia di famiglia' in cui anche la crescente (anche di importanza) classe media potesse identificarsi.
 
Vittoria fu la prima portatrice conosciuta di [[emofilia]] e di [[porfiria]] nella famiglia reale, per verosimile mutazione spontanea, potrebbe anche averavere ereditato l'[[allele]] emofilicoemofiliaco A da sua madre. L'emofilia per questo motivo è anche nota come "emofilia reale". Si mormora anche che il duca di Kent non fosse il padre biologico della regina, ma che invece sia stata figlia del segretario personale di sua madre, ritenuto l'amante di lei, l'irlandese [[John Conroy]]. Mentre ci sono prove della relazione fra la duchessa di Kent e Sir Conroy (Vittoria stessa dichiarò al [[Arthur Wellesley, I duca di Wellington|duca di Wellington]] di essere stata testimone di un incontro fra i due), la storia medica di Conroy non mostra segni di emofilia nella sua famiglia.
 
Comunque, [[Portatore sano|portatrice sana]], lei passò la malattia ad almeno tre dei suoi figli, di cui un maschio malato e due portatrici certe. Il più famoso emofilico della sua discendenza fu il suo bisnipote, il piccolo [[Aleksej Nikolaevič Romanov|zarevic Alessio Romanov]], ma vi sono anche: [[Federico Guglielmo d'Assia-Darmstadt|Federico]], zio materno dello [[Aleksej Nikolaevič Romanov|zarevic Alessio Romanov]]; [[Leopoldo, duca di Albany|il principe Leopoldo, duca di Albany]]; la zia materna dello [[Aleksej Nikolaevič Romanov|zarevic Alessio Romanov]], [[Irene d'Assia-Darmstadt|principessa Irene d'Assia e del Reno]] era anch'essa una portatrice del [[gene]] e, attraverso il suo matrimonio con il cugino [[Enrico di Prussia]], portò l'emofilia nel ramo cadetto della [[Casato di Hohenzollern|famiglia reale prussiana]]. La [[Vittoria Eugenia di Battenberg|principessa Vittoria Eugenia di Battenberg]], un'altra nipote della regina Vittoria e prima cugina di Alessandra Feodorovna, madre dello [[Aleksej Nikolaevič Romanov|zarevic Alessio Romanov]], fu anch'essa una portatrice del gene dell'emofilia: sposò il re [[Alfonso XIII di Spagna]] e due dei suoi figli nacquero emofiliaci.
La regina Vittoria rimane il monarca britannico più commemorato nella storia, con statue che vennero erette in sua memoria in tutto l'impero. La statua più grande è quella di fronte a [[Buckingham Palace]] che fu eretta come parte del rifacimento della facciata del palazzo un decennio dopo la sua morte.
 
La statua che ha avuto una storia più controversa è quella che fu eretta a Kildare Street davanti a [[Leinster House]] a [[Dublino]], l'allora quartier generale della [[Società reale di Dublino|Royal Dublin Society]]. Fu inaugurata da Edoardo VII. Nel 1924, dopo averavere affittato la proprietà per scopi parlamentari, il palazzo fu comprato e convertito nella sede del ''Dail Eireann'', il parlamento del [[Irlanda|Libero stato d'Irlanda]]. Dopo molte discussioni sull'opportunità di avere di fronte alla sede del parlamento una statua della ''Regina della carestia'', la statua venne spostata nel [[1947]]. Dopo decenni di declino la statua fu regalata all'[[Australia]] negli [[Anni 1980|anni ottanta]].
 
Un monumento molto significativo è quello eretto a [[Calcutta]], il [[Victoria Memorial (Calcutta)|Victoria Memorial Hall]]: una grande costruzione in marmo, progettata secondo uno stile che si rifà al [[Rinascimento italiano]] ma anche all'impero [[moghul]], circondata da giardini e inaugurata nel 1921.
|carica = [[Linea di successione al trono britannico|Erede al trono britannico]]
|periodo = ''Erede presuntiva''<br />[[1830]] - [[1837]]
|precedente = [[Guglielmo IV del Regno Unito|Guglielmo, duca di Clarence e St Andrews]]<br />Poi sovrano colcon il nome di Guglielmo IV
|successivo = [[Ernesto Augusto I di Hannover]]
|immagine = Royal Hanover Inescutcheon.svg
Utente anonimo