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Di pregevole valore storico-artistico è la Chiesa di Santa Maria in Canneto, costruita nella omonima contrada, così denominata per la sua vicinanza al fiume [[Trigno]], zona quindi ricca di canneti. La chiesa venne costruita su un luogo di culto già esistente, e, sebbene non sia chiara la data della sua costruzione, la prima notizia dell'edificio è databile intorno al [[706]], come testimoniato da un documento nel quale il duca [[Gisulfo I di Benevento]] fa dono della chiesa ai monaci [[benedettini]] di [[San Vincenzo al Volturno]].
Nel [[1097]] la chiesa appare nell'elenco dei beni confermati da Papa [[Papa Urbano II|Urbano II]] all'Abate di [[Abbazia di Montecassino|Montecassino]] Oderisio, da lui creato anche Cardinale<ref>{{Cita libro|autore=A.[[Anton L.Ludovico Antinori]]|titolo=[[Annali degli Abruzzi]]|anno=1971|editore=Forni Editore|città=Bologna|ppposizione=sub anno 1097 sub voce "Casino"|volume=VI}}</ref>. Ciò; naturalmenteciò significa che tra l'[[VIII secolo|VIII]] e l'[[XI secolo]] il possesso della chiesa migrò da S.San Vincenzo a Montecassino, probabilmente alla fine del [[IX secolo]] o all'inizio del successivo, a seguito della violenta distruzione del monastero volturnense per mano dei [[Saraceni]]. NellaNel facciata1112 ala torrechiesa eè nellaancora torre campanaria della chiesatra sii individuanopossedimenti frammentidiretti di reimpiegoMontecassino<ref>{{Cita riconducibililibro|autore=[[Anton all'VIIILudovico eAntinori]]|titolo=[[Annali IXdegli secoloAbruzzi]]|anno=1971|editore=Forni Editore|città=Bologna|posizione=1112|volume=VII}}</ref>, sicuramentecome appartenentiattesta allauna prima[[Bolla costruzione,pontificia|Bolla]] di cuiPapa non[[Papa rimanePasquale II|Pasquale II]] all'abate alcunacassinense strutturaGerardo.
 
Nella facciata a torre e nella torre campanaria della chiesa si individuano frammenti di reimpiego riconducibili all'VIII e IX secolo, sicuramente appartenenti alla prima costruzione, di cui non rimane alcuna struttura.
L'interno della chiesa è a tre navate con copertura a capriate e colonne romane, provenienti da qualche costruzione non lontana, sormontate da capitelli romanici. Offre un consistente numero di sculture che ornano la lunetta del portale e i capitelli. Notevole e anche raro per l'apparato iconografico, è l'ambone duecentesco [[1223]]. In una galleria di sei archetti ciechi presenta sei statuette raffiguranti monaci benedettini in vari atteggiamenti.
 
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