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{{vedi anche|Storia di Fermo}}
[[File:Fermocentro.jpg|thumb|left|Centro cittadino]]
[[Scavi archeologici]] condotti a Fermo, in due distinte aree, in (contrada Mossa eed in contrada Misericordia), hanno restituito [[Rito funebre|materiale funerario]] risalente sino ai [[IX secolo a.C.|secoli IX]]-[[VIII secolo a.C.|VIII a.C.]], appartenente alla tipologia [[Civiltà etrusca|proto-etrusca]], tanto che gli studiosi hanno definito l'area di Fermo un'isola culturale [[Civiltà villanoviana|villanoviana]]<ref name=isolaculturale>[http://www.archeomarche.beniculturali.it/index.php?it/114/le-sezioni-espositive sala 13 del Museo Archeologico Nazionale delle Marche dedicata a "Fermo isola culturale villanoviana"] {{Webarchive|url=https://web.archive.org/web/20180104013848/http://www.archeomarche.beniculturali.it/index.php?it%2F114%2Fle-sezioni-espositive |date=4 gennaio 2018 }}; cfr. anche [[Civiltà villanoviana]]</ref>. [[Colonia romana]] nel [[264 a.C.]], Fermo partecipa a varie campagne di guerra, e i suoi abitanti ottengono la [[cittadinanza romana]] nel [[90 a.C.]]
 
Annessa al [[regno longobardo]], e poi al regno dei [[Franchi]]. Divenne il centro e il capoluogo della [[Marca fermana]], un'ampia area che si estendeva dal [[Musone (Marche)|Musone]] a oltre [[Vasto]] ([[Provincia di Chieti|Chieti]]) e dagli [[Appennini]] al mare.
Diventata [[Colonia romana]] nel [[264 a.C.]], Fermo partecipa a varie campagne di guerra, ed i suoi abitanti ottengono la [[cittadinanza romana]] nel [[90 a.C.]]
 
Caduto l'[[Impero Romano]], la [[città]] venne annessa prima al [[regno longobardo]], e poi al [[regno dei Franchi]].
 
Annessa al [[regno longobardo]], eDivenne poi al regno dei [[Franchi]]. Divenne il centro e il [[capoluogo]] della [[Marca fermana]], un'ampia area che si estendeva dal [[Musone (Marche)|Musone]] a oltre [[Vasto]] ([[Provincia di Chieti|Chieti]]) e dagli [[Appennini]] al mare.
 
{{citazione|...come un tempo veniva chiamato Fermo Piceno, così in altri tempi la Marca fu detta Fermana, essendo Fermo la prima Città che in questa provincia esistesse|Bolla di [[Sisto V]] del 24 maggio [[1584]] per l'elevazione della Cattedrale a Sede Metropolitana<ref name="cmf" /> }}
[[Comune medievale|Libero comune]] alla fine del XII secolo, conobbe successivamente l'avvicendamento di diverse [[Signoria cittadina|signorie]].
Nasce a Fermo nella [[Marca di Fermo|Marca Fermana]], il [[24 gennaio]] [[1444]], [[Galeazzo Maria Sforza]], figlio primogenito di [[Francesco Sforza]] e di [[Bianca Maria Visconti]], nonché futuro [[ducato di Milano|duca di Milano]] per dieci anni, dal [[1466]] sino al 1476, quando fu assassinato il [[26 dicembre]] dell'[[anno]] [[1476]] nei pressi della [[Chiesa (architettura)|chiesa]] di [[Santo Stefano]] nella città [[Meneghino|meneghina]], per mano di alcuni nobili.
 
Infatti, nel [[gennaio]] [[1434]] il padre del duca, Francesco Sforza, dopo l'occupazione e la conquista delle [[Marche]], fece il proprio ingresso trionfale a [[Fermo]], allora una delle città più importanti della provincia adriatica, che era al tempo rappresentata nominalmente dalla [[Marca Anconitana]], la quale ultima venne costituita in seguito all'accorpamento di parte dei territori già compresi nella [[Pentapoli bizantina]], di cui [[Ancona]] aveva fatto parte, con la [[Storia|storica]] [[Marca Fermana]], corrispondente al territorio tra i fiumi [[Musone (Marche)|Musone]] e il [[Tronto]].
La [[Marca Anconitana]] fu confermata nelle [[Costituzioni egidiane]] emanate nel 1357 a [[Fano]] dal [[cardinale]] [[Egidio Albornoz]], che energicamente cercò di mettere sotto un più forte controllo papale tutto il territorio.
 
Dalle [[Costituzioni egidiane|costituzioni]] risulta che la [[Marca di Ancona]] aveva confini coincidenti con quelli dell'attuale regione [[Marche]], e che le cinque città considerate "maggiori" erano [[Ancona]], [[Fermo]], [[Urbino]], [[Camerino]] ed [[Ascoli Piceno|Ascoli]].
 
La grande e munita [[Sforza|rocca sforzesca]] del [[Girfalco]] a Fermo sul colle Sàbulo - poi distrutta a furore di popolo contro il [[dispotismo]] della [[duca|famiglia ducale]], dopo la caduta in disgrazia degli [[Sforza]] - dominante sulla città e sulle campagne circostanti fino al mare, divenne subito una delle sue residenze preferite, tanto da nascervi dieci anni dopo il suo arrivo ed insediamento, il duca Galeazzo Maria Sforza.
[[Papa Eugenio IV]] non poté fare altro che accettare lo stato di fatto, ed in quello stesso anno nominò Francesco Sforza, già da lui scomunicato, marchese della [[Marca anconetana]] a vita, nonché [[vicario]] di Fermo.
 
Nel [[periodo napoleonico]], fu capoluogo del [[Dipartimento del Tronto]] (uno dei tre [[Dipartimento|dipartimenti]] in cui erano divise le Marche) e in cui erano comprese anche [[Ascoli Piceno|Ascoli]] e inizialmente anche [[Camerino]]. Gli altri dipartimenti erano quelli del [[Dipartimento del Metauro|Metauro]] con capoluogo Ancona e del [[Dipartimento del Musone|Musone]] con capoluogo Macerata.
 
Gli altri dipartimenti erano quelli del [[Dipartimento del Metauro|Metauro]] con capoluogo Ancona e del [[Dipartimento del Musone|Musone]] con capoluogo Macerata.
 
Nel [[2004]] è stata istituita la [[Provincia di Fermo]], con legge parlamentare 147/2004, provincia già esistente fino al 1860 quando fu soppressa con un decreto-legge del Governo Cavour (Ministro degli interni Minghetti), decreto mai convertito in legge, e unita a quella vicina di Ascoli Piceno, benché all'epoca fosse più piccola sia per estensione territoriale, sia per abitanti ed estimo rispetto a quella di Fermo.
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