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I neo-consiglieri provinciali fermani di Ascoli, argomentarono immediatamente le loro ragioni, adducendo varie motivazioni tra cui quella riguardante i territori dell'ex [[regno borbonico]], poiché nelle intenzioni del [[decreto legge|decreto]] [[Marco Minghetti|Minghetti]] del [[22 dicembre]] [[1860]], la nuova provincia avrebbe dovuto includere anche parte del [[Provincia di Teramo|Teramano]], ma il progetto per la contrarietà del nuovo [[Re d'Italia|regio governo italiano]], ancora piemontese, restò lettera morta.
 
I consiglieri provinciali fermani rivendicarono la riunione dei mandamenti di [[Accumoli]] ed [[Amatrice]] nel Lazio, ed Ancarano in Abruzzo alla provincia di Ascoli, in cambio della loro separazione ed autonomia per la [[provincia di Fermo]], sebbene la decisione non ebbe esito positivo per il veto posto dalle nuove autorità governative.
 
Nella vivace riunione consigliare del [[13 marzo]] [[1862]] ad Ascoli, i consiglieri provinciali fermani trattarono nuovamente per ottenere almeno lo spostamento del capoluogo nella loro [[Fermo|città di Fermo]], pur in una provincia unita.
 
Il testo conclusivo del verbale della seduta di quel Consiglio Provinciale, ovviamente diretto e manipolato dai consiglieri provinciali ascolani, evidenziava però l'importanza delle ragioni storiche, economiche, sociali e topografiche, in quanto Ascoli trovandosi sul tracciato della via Salaria garantiva un rapido collegamento con la capitale, affinché la nomina restasse alla loro città.
 
Le polemiche e le rivendicazioni si trascinarono ancora in molte sedute, ed anche negli anni successivi. Il [[circondario]] e la [[sottoprefettura]] di Fermo fufurono soppressosoppressi nel [[1927]] dalla riforma amministrativa [[fascismo|fascista]].
 
Nel [[2004]] è stata istituita la [[Provincia di Fermo]], con legge parlamentare n. 147/2014, provincia già esistente per secoli in precedenza, prima dell'[[Unità d'Italia]], all'interno dello [[Stato Ecclesiastico]] o [[Suddivisioni amministrative dello Stato Pontificio in età contemporanea|Stato Pontificio]], con la denominazione ufficiale di [[Delegazione apostolica di Fermo]], corrispondente con esattezza geografica all'odierna [[circoscrizione giudiziaria]] del [[tribunale]] di [[Fermo]], fino al [[22 dicembre]] [[1860]], quando fu soppressa con un [[decreto-legge]] del [[Governo Cavour III|Governo Cavour]], dell'allora [[Ministero dell'Interno|Ministro degl'Interni]] [[Marco Minghetti]], decreto mai convertito in legge, e venne unita a quella vicina di [[provincia di Ascoli Piceno|Ascoli Piceno]], benché all'epoca quest'ultima fosse più piccola, sia per estensione territoriale, sia per abitanti ed estimo rispetto a quella di Fermo.
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