Sigurd il Forte: differenze tra le versioni

sistemo citazioni con cid e aggiungo le ultime in norreno
(traduzione ufficiale dalla Saga di Njáll)
(sistemo citazioni con cid e aggiungo le ultime in norreno)
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Secondo la Saga degli uomini delle Orcadi, Sigurd era figlio di Hlodvir, uno dei cinque figli di [[Þorfinn Fracassacrani|Thorfinn Turf-Einarsson]], e di Eithne, che si dice fosse figlia di [[Kjarvalr Írakonungr|Kjarvalr]], re d'Irlanda, [[Cerball mac Dúnlainge]], re di Osraige, che morì nell'888. Hlodvir morì nel proprio letto e lasciò il titolo di conte a Sigurd.<ref name="OS_11">''{{cita|Orkneyinga Saga'', saga|capitolo 11}}.</ref><ref name="VI">{{cita libro|autore= Donnchadh Ó Corráin|cuatore=H. B. Clarke|curatore2=Máire Ní Mhaonaigh|curatore3=Raghnall Ó Floinn|titolo=Ireland and Scandinavia in the Early Viking Age|capitolo=Viking Ireland - Afterthoughts|editore=Four Courts Press|città=Dublin|anno=1998|lingua=en|p=440}}</ref>
 
Lo zio di Sigurd, Ljot, era stato ucciso in guerra contro gli [[Alba (Scozia)|scozzesi]], e Sigurd dovette presto affrontare problemi nelle regioni meridionali. Un certo "conte Finnleik" guidò un esercito contro di lui, superandolo in numero in proporzione di sette a uno. La ''Saga'' riporta la risposta che la madre di Sigurd gli diede quando si rivolse a lei per un consiglio:
 
{{citazione|meglio morire nella gloria che vivere nella vergogna. Prendi ora questa insegna, che ho tessuto per te con tutta la mia arte. M'attendo che rechi vittoria a chi la segua, e morte a chi la porti<ref name="OS_11 Meli">Traduzione in {{cita libro|curatore=Marcello Meli|titolo=La saga degli uomini delle Orcadi|editore=Mondadori|città=Milano|anno=1997|p=. 30}}</ref>||betra er at deyja með sœmð en lifa með skǫmm. Tak þú hér við merki því, er ek hefi gǫrt þér af allri minni kunnáttu, ok vænti ek, at sigrsælt myni verða þeim, er fyrir er borit, en banvænt þeim, er berr.<ref>''Orkneyinga Saga'', capitolo 11, in {{cita libro|curatore=Finnbogi Guðmundsson|titolo=Orkneyinga saga.|capitolo Legenda11 de sancto Magno(p. Magnúss saga skemmri. Magnúss saga lengri. Helga þáttr ok Úlfs|città=Reykjavík|editore=Hið Íslenzka Fornritafélag|lingua=non|anno=1965|p=25)}}</ref>|lingua=non}}
 
Lo [[Stendardo del corvo]] si comportò come predetto dalla madre di Sigurd: egli vinse, ma chi portava lo stendardo morì.<ref name="OS_11"/>
 
Secondo la ''[[Njáls saga]]'' del XIII secolo, [[Gormflaith ingen Murchada|Gormflaith]] chiese al figlio [[Sigtrygg Barba di Seta]] di chiedere a Sigurd di aiutarla a combattere contro il suo ex marito, [[Brian Boru]]:
{{citazione|Kormlöð istigava continuamente suo figlio Sigtryggr a uccidere Brjánn e così lo aveva mandato dallo ''jarl'' Sigurðr a chiedergli aiuto<ref>Traduzione in {{cita libro|curatore=Marcello Meli|titolo=La saga di Njáll|editore=Mondadori|città=Milano|anno=1997|p=. 336}}</ref>|capitolo 154|Kormlǫð eggjaði mjǫk Sigtrygg, son sinn, at drepa Brján konung. Sendi hon hann því til Sigurðar jarls at biðja hann liðs<ref>{{cita|Brennu-Njáls saga|p. 442}}</ref>|lingua=non}}
{{citazione|Sigtryggr quindi fece rotta a meridione verso l'[[Irlanda]] e comunicò alla madre che lo ''jarl'' si sarebbe unito a lui<ref>Traduzione in {{cita libro|curatore=Marcello Meli|titolo=La saga di Njáll|editore=Mondadori|città=Milano|anno=1997|pp=. 338-339}}</ref>|capitolo 155|Fór Sigtryggr þá suðr til Írlands ok sagði móður sinni, at jarl hafði í gengit ok svá<ref>{{cita|Brennu-Njáls saga|p. 445}}</ref>|lingua=non}}
 
In una fonte irlandese del XII secolo, il ''[[Cogad Gáedel re Gallaib]]'', vengono raccontati gli eventi della [[battaglia di Clontarf]] del 1014. Gli "stranieri e abitanti di [[Leinster]]" furono guidati da [[Brodir ed Ospak di Man|Brodir]] dell'[[isola di Man]] e da Sigurd, e la battaglia durò tutto il giorno. Anche se Brian morì in battaglia, gli irlandesi riuscirono a cacciare indietro i nemici fino al mare, e lo stesso Sigurd fu ucciso. Sigurd lasciò quattro figli: [[Brusi Sigurdsson|Brusi]], [[Sumarlidi Sigurdsson|Sumarlidi]], [[Einar Sigurdsson|Einar]] e [[Thorfinn Sigurdsson|Thorfinn]], ognuno dei quali ebbe il titolo di ''Conte delle Orcadi''.
== Note ==
<references/>
 
== Bibliografia ==
* {{cita libro|curatore=Finnbogi Guðmundsson|titolo=Orkneyinga saga. Legenda de sancto Magno. Magnúss saga skemmri. Magnúss saga lengri. Helga þáttr ok Úlfs|città=Reykjavík|editore=Hið Íslenzka Fornritafélag|lingua=non|anno=1965|cid=Orkneyinga saga}}
* {{cita libro|curatore=Einar Ólafur Sveinsson|titolo=Brennu-Njáls saga|città=Reykjavík|editore=Hið Íslenzka Fornritafélag|lingua=non|anno=1954|cid=Brennu-Njáls saga}}
* {{cita libro|curatore=Marcello Meli|titolo=La saga degli uomini delle Orcadi|editore=Mondadori|città=Milano|anno=1997|p=30|cid=La saga degli uomini delle Orcadi}}
* {{cita libro|curatore=Marcello Meli|titolo=La saga di Njáll|editore=Mondadori|città=Milano|anno=1997|cid=La saga di Njáll}}
 
== Voci correlate ==