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Terminato il conflitto, grazie all'iniziativa di Ivan Hirst, maggiore dell'esercito inglese, e di [[Ferdinand Anton Porsche]] (figlio di Ferdinand), la fabbrica della Volkswagen venne riaperta. La direzione fu affidata a [[Heinz Nordhoff]], ed il modello progettato nell'anteguerra, opportunamente aggiornato, entrò finalmente in produzione e fu immesso sul mercato con il nome commerciale di Volkswagen ''1200'', meglio conosciuto come [[Volkswagen Maggiolino|Maggiolino]] (oppure ''Käfer'', ''Beetle'' o ''Coccinelle'', a seconda della lingua dei paesi di commercializzazione). Il successo fu letteralmente immenso.
 
Dal ''Maggiolino'' derivarono altri modelli di successo: il ''Typ 2'', un veicolo commerciale di dimensioni medie, meglio noto successivamente come [[Volkswagen Transporter|Transporter]] nella versione [[furgone]] e ''Microbus'' nella versione per trasporto passeggeri, e le vetture sportive ''Typ 83'' (meglio note come [[Volkswagen Karmann- Ghia|Karmann-Ghia]] [[Coupé]] e [[Cabriolet]]).
 
Gli [[anni 1960|anni sessanta]] furono dedicati a ricercare un'erede al ''Maggiolino'', in produzione da quasi vent'anni, che non ne rinnegasse l'impostazione tecnica. Vennero così introdotte le [[Volkswagen Tipo 3|1500/1600]] e [[Volkswagen Tipo 4|411/412]], che riscossero però un successo scarsissimo. Fu effettuato un primo tentativo di berlina media a [[trazione anteriore]] e motore raffreddato ad acqua, proponendo la [[Volkswagen K 70|K 70]] (in realtà il progetto era di origine [[NSU Motorenwerke AG|NSU]] e venne adottato quando la marca venne annessa alla VW); questa iniezione di un modello esterno ai canoni VW, per di più antiquato per i ritardi dovuti ai dissesti della NSU, rendevano la K70 un'auto poco competiva sul mercato, infatti le vendite basse fecero sospendere le consegne dopo pochissimi anni di listino (dal [[1971]] al [[1974]]).