Differenze tra le versioni di "Scuola Normale Superiore"

m
fix
m (fix)
La Scuola continua la propria attività, nonostante la [[Seconda guerra mondiale|Seconda Guerra mondiale]], con alcune limitazioni regolamentari e molte difficoltà pratiche. Nel frattempo, in seguito all'emanazione delle [[Leggi razziali fasciste|leggi razziali]], il dissenso al regime divenne sempre più manifesto fra allievi e professori. Con la deposizione di [[Benito Mussolini|Mussolini]] da parte del Gran Consiglio il [[Caduta del fascismo|25 luglio 1943]], la Normale rimase sotto la dominazione tedesca, in quanto geograficamente appartenente al territorio della [[Repubblica Sociale Italiana|Repubblica di Salò]].
 
Dopo il tragico [[Bombardamento di Pisa|bombardamento aereo di Pisa]] del 31 agosto 1943 il nuovo direttore [[Luigi Russo]], minacciato d'arresto per motivi politici, dovette lasciare la città e fu sostituito dal matematico [[Leonida Tonelli]], che difese la biblioteca e le suppellettili del palazzo della Carovana, trasformato in caserma tedesca, e trasferì nella vicina [[Certosa di Pisa|Certosa di Calci]] le collezioni più importanti<ref>{{Cita librocita|autore=Paola Carlucci|titolo=, ''Un'altra Universitàuniversità''|pp. La Scuola Normale Superiore dal crollo del fascismo al Sessantotto|annooriginale=2012|città=Pisa|pp=79-89|ISBN=978-88-7642-446-5}}</ref>.
 
Il 2 settembre [[1944]], la città fu liberata, tuttavia il [[palazzo della Carovana]] fu requisito dall'esercito anglo-americano: allievi e professori furono relegati nel [[Palazzo del Collegio Puteano|collegio Puteano]]. [[Luigi Russo]], riconfermato direttore, continuò l'opera di salvaguardia del materiale della Scuola e della sua biblioteca, mentre nella sede provvisoria ripresero le attività. Il 25 settembre [[1945]], il palazzo fu liberato e, oltre al restauro dell'edificio, si decise di mettere a concorso settanta posti per studenti reduci o partigiani<ref>{{Cita librocita|autore=Paola Carlucci|titolo=, ''Un'altra Universitàuniversità''|pp. La Scuola Normale Superiore dal crollo del fascismo al Sessantotto|anno=2012|città=Pisa|pp=90-98|ISBN=978-88-7642-446-5}}</ref>. [[Luigi Russo]] e [[Leonida Tonelli]] avviarono un'opera di sensibilizzazione che permise di reperire risorse finanziarie – anche non derivanti da contributi statali – e patrimoniali attraverso donazioni ed acquisti.
 
Nel 1959, dopo settanta anni dalla prima studentessa ammessa, fu infine istituita una sezione femminile con sede nel palazzo del Timpano.
 
=== Dal dopoguerra all'epoca contemporanea ===
Nel corso degli anni sessanta del Novecento, la Scuola Normale dovette confrontarsi con le sfide dell'università di massa. Tra il 1964 e il 1977, sotto la direzione di [[Gilberto Bernardini]]<ref>{{Cita librocita|autore=Paola Carlucci|titolo=, ''Un'altra Universitàuniversità''|pp. La Scuola Normale Superiore dal crollo del fascismo al Sessantotto|anno=2012|città=Pisa|pp=249-264|ISBN=978-88-7642-446-5}}</ref>, venne confermata la vocazione originaria per le discipline pure, rinunciando alla gestione dei collegi medico e giuridico, ai quali si era affiancato il collegio Pacinotti per le scienze applicate; da questi anni prese avvio il processo che condurrà alla nascita della [[Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna|Scuola superiore Sant'Anna]].
 
Tra il 1967 e il 1968, studenti e docenti della Normale presero parte alle [[Sessantotto|contestazioni]] che dilagavano in tutta Italia: presso l'istituto si contestarono l'impostazione e i regolamenti fondanti, oltre che l'intero sistema universitario. Lo statuto del 1969 nacque da un difficile dialogo tra l'istituzione e gli allievi, dal quale emerse un nuovo quadro formativo della Scuola, che la delineò come istituto di alta formazione scientifica: in particolare, si stabilì l'ampliamento del corpo docente interno, la fondazione e il potenziamento delle strutture di ricerca e l'incremento del numero di allievi dei corsi ordinari e di perfezionamento<ref>{{Cita librocita|autore=Paola Carlucci|titolo=, ''Un'altra Universitàuniversità''|pp. La Scuola Normale Superiore dal crollo del fascismo al Sessantotto|anno=2012|città=Pisa|pp=267-275|ISBN=978-88-7642-446-5}}</ref>. In quegli stessi anni, al patrimonio immobiliare dell'ente si aggiunse il palazzone di [[Cortona]], in provincia di [[Arezzo]]<ref>Il Palazzone di Cortona fu donato alla Scuola Normale nel 1966 dal conte Lorenzo Passerini (P. Carlucci, ''Un'altra Università. La Scuola Normale Superiore dal crollo del fascismo al Sessantotto'', Pisa 2012, p. 265)</ref>.
 
La legge del 18 giugno 1989 riconobbe, infine, l'equipollenza del diploma di perfezionamento della scuola (PhD) al titolo di [[Dottorato di ricerca|dottore di ricerca]] rilasciato dagli atenei italiani.