Primate di Sardegna e Corsica: differenze tra le versioni

Dopo che la [[Repubblica di Pisa]] aveva esteso i propri interessi economico-politici su gran parte dell’isola di Sardegna, nel 1138 il pontefice [[Papa Innocenzo II|Innocenzo II]] concesse all’arcivescovo di Pisa il titolo di primate del [[giudicato di Torres]] e nel 1176 il pontefice [[Papa Alessandro III|Alessandro III]] estese la giurisdizione primaziale ai giudicati di [[Giudicato di Cagliari|Cagliari]] e [[Giudicato di Arborea|Arborea]]. Dal 1189 l’arcivescovo di Pisa poté fregiarsi del titolo di Primate di Corsica e Sardegna.
 
Nel 1297 il pontefice [[Papa Bonifacio VIII|Bonifacio VIII]] istituì il ''Regnum Sardiniæ et Corsicæ'' e concesse la corona al re della [[Corona d'Aragona|Corona d’Aragona]] [[Giacomo II di Aragona|Giacomo III]] ''il giusto''. L’atto di infeudazione del 5 aprile 1297 affermava che il regno apparteneva alla [[Chiesa cattolica|Chiesa]] che lo concedeva in perpetuo al re della Corona d’Aragona in cambio del giuramento di [[vassallaggio]] e del pagamento di un censo annuo.
 
Nel 1324 i pisani vennero sconfitti ed espulsi dall’isola. Sin dal 1409 gli arcivescovi cagliaritani ripresero ad attribuirsi il privilegio di Primate di Sardegna e Corsica, trovando fin da subito l’opposizione degli arcivescovi [[Arcidiocesi di Sassari|turritani]].
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