Primate di Sardegna e Corsica: differenze tra le versioni

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Il titolo di '''Primate di Sardegna e Corsica''' è un titolo ecclesiastico onorifico attribuito in origine all’[[Arcidiocesi di Cagliari|Arcivescovoarcivescovo di Cagliari]], passato poi all’[[Arcidiocesi di Pisa|Arcivescovoarcivescovo di Pisa]] e a quello di [[Arcidiocesi di Sassari|Sassari]]. Dopo un periodo di decadenza, fu reclamato dal [[XVI secolo]] nuovamente dagli arcivescovi di Cagliari e di Sassari, rimanendo conteso tra le due Arcidiocesiarcidiocesi fino ai giorni d’oggi.
 
L’arcivescovo di Cagliari, oltre ad attribuirsi il titolo di [[Primate (ecclesiastico)|Primateprimate]], detiene anche i titoli sussidiari di Priorepriore di San Saturnino e Baronebarone di Suelli e San Pantaleo; ad oggi il titolo di primate e i titoli sussidiari sono caduti in disuso. L’ultimo arcivescovo a fregiarsi di tutti i titoli fu mons. [[Paolo Botto]] (1949-1969). A [[Sassari]] fu mons. [[Paolo Carta]] (1962-1982).
 
== Storia ==
Già nel 484 la sede vescovile di Cagliari è elevata al rango metropolitano e il primo vescovo a potersi fregiare del titolo di arcivescovo fu Lucifero II.
 
Il titolo primaziale di [[Sardegna]] compare per la prima volta nella corrispondenza tra il [[Papa|pontefice]] [[Papa Vittorepapa III|Vittore III]] con l’arcivescovo di Cagliari Giacomo (1075-1089). Nel 1092 l’arcivescovo di Cagliari si vide privato del titolo dal pontefice [[Papa Urbano II|Urbano II]].
 
Dopo che la [[Repubblica di Pisa]] aveva esteso i propri interessi economico-politici su gran parte dell’isola di Sardegna, nel 1138 il pontefice [[Papapapa Innocenzo II|Innocenzo II]] concesse all’arcivescovo di Pisa il titolo di primate del [[giudicato di Torres]] e nel 1176 il pontefice [[Papa Alessandropapa III|Alessandro III]] estese la giurisdizione primaziale ai giudicati di [[Giudicato di Cagliari|Cagliari]] e [[Giudicato di Arborea|Arborea]]. Dal 1189 l’arcivescovo di Pisa poté fregiarsi del titolo di Primate di Corsica e Sardegna.
 
Nel 1297 il pontefice [[Papa Bonifaciopapa VIII|Bonifacio VIII]] istituì il ''Regnum Sardiniæ et Corsicæ'' e concesse la corona al re della [[Corona d'Aragona|Corona d’Aragona]] [[Giacomo II di Aragona|Giacomo II]] ''il giusto''. L’atto di infeudazione del 5 aprile 1297 affermava che il regno apparteneva alla [[Chiesa cattolica|Chiesa]] che lo concedeva in perpetuo al re della Corona d’Aragona in cambio del giuramento di [[vassallaggio]] e del pagamento di un censo annuo.
 
Nel 1324 i pisani vennero sconfitti ed espulsi dall’isola. Sin dal 1409 gli arcivescovi cagliaritani ripresero ad attribuirsi il privilegio di Primateprimate di Sardegna e Corsica, trovando fin da subito l’opposizione degli arcivescovi [[Arcidiocesi di Sassari|turritani]].
 
Quando l’arcivescovo di Cagliari Francisco Pérez nel 1574 pretese di trasformare il titolo primaziale da onorifico a giuridico iniziò una lunga controversia tra le sedi arcivescovili di Cagliari e Sassari che durò quasi un secolo.
Nel 1588 l’arcivescovo di Sassari Alfonso de Lorca si appellò al pontefice [[Papa Sisto V|Sisto V]], ma la faccenda venne presa in esame solo nel 1606. Nel medesimo periodo nella contesa intervennero anche il sovrano [[Filippo III di Spagna|Filippo III]] - che tramite il [[Lista dei viceré di Sardegna|viceré]] si schierò a favore della sede arcivescovile di Cagliari - e l’arcivescovo di Pisa, il quale, timoroso di perdere i diritti della propria sede sul titolo primaziale, reclamò il titolo. Quando l’arcivescovo di Sassari Gavino Manca de Cedrelles rinvenne nella propria diocesi le reliquie dei santi Gavino, Proto e Gianuario nel 1614, l’arcivescovo di Cagliari [[Francisco Desquivel|Francisco d'Esquivel]], avviò un’imponente campagna di scavi archeologici nella propria diocesi nelle aree in cui la pietà popolare venerava i primi martiri. La quantità e la rinomanza delle presunte reliquie ritrovate avrebbero, infatti, legittimato la supremazia dell’arcidiocesi cagliaritana o turritana sulla Sardegna tutta, autorizzando il proprio arcivescovo ad utilizzare il titolo primaziale.
 
Questa particolare gara venne vinta dall’arcidiocesi cagliaritana dove si rinvenne una quantità spropositata di reliquie in buona parte discutibili (al contrario della prudenza utilizzata negli scavi turritani dove si tentò uno scavo quasi 'scientifico' che portò al rinvenimento di meno reliquie, ma con più attendibilità di santità). Gli arcivescovi turritani tuttavia continuarono a impiegare fino ai giorni nostri il titolo primaziale, ma anche in questa diocesiarcidiocesi il titolo è comunque caduto in disuso.
 
Per contenere le reliquie dei santi, l’arcivescovo di Cagliari [[Francisco Desquivel|d'Esquivel]] di Cagliari ordinò la costruzione del '''[[Santuario dei Martiri]]''', collocato sotto l’area presbiteriale della [[Cattedrale di Santa Maria (Cagliari)|cattedrale primaziale di Cagliari]].
Le reliquie turritane furono invece divise tra l'imponente [[basilica di San Gavino]] di Torres (dove fu eretta un'elegante cripta che scende nel cuore sotterraneo dell'enorme edificio romanico) e il [[duomo di Sassari]].
 
==Voci correlate==
* [[Arcidiocesi di Pisa]]
* [[Primate (ecclesiastico)]]
 
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