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Un'ulteriore evidenza osservativa, riscontrata per la prima volta nel corso dell'eclissi solare del 1919 (ma definitivamente confermata da osservazioni su scala extragalattica a partire dal 1980), consiste nell'effetto detto [[lente gravitazionale]]: l'immagine di un corpo celeste visto dalla Terra appare spostata rispetto alla posizione reale del corpo (talvolta l'immagine è anche sdoppiata) a causa della deflessione che la luce subisce quando rasenta una regione dello spazio con alta densità di massa. Questo conferma il fatto che la gravitazione deforma lo spazio-tempo, e che tale deformazione è avvertita anche da particelle prive di massa (i fotoni).
 
{{C|questa sezione propone una teoria originale ed una probabile promozionalità di un testo.|Fisica|maggio 2019}}
 
== L'energia di interazione gravitazionale come energia solare ==
{{C|questa sezione propone una teoria originale ed una probabile promozionalità di un testo.|Fisica|maggio 2019}}In ''Insieme concettuale sui fenomeni gravitazionali,''<ref>{{Cita libro|titolo=Insieme concettuale sui fenomeni gravitazionali|url=http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825523966|accesso=2019-05-26|lingua=it-it}}</ref> Giovanni Serrazanetti, ingegnere e fisico dei sistemi nucleari, considera l'energia di interazione gravitazionale come originariamente energia solare; l'attrazione tra corpi viene concepita come conseguenza di una asimmetria elettrodinamica che vede la sua primaria origine nella regione solare nuclearmente attiva; il [[sole]] è visto come una polarità elettrodinamica equivalente emergente in senso statistico, capace di indurre ad esempio sulla terra un ordinamento prevalente degli elementi elettrodinamici della sua sostanza materiale atomica. L'ordinamento prevalente degli elementi elettrodinamici della terra a sua volta induce un ordinamento prevalente sugli elementi elettrodinamici dei corpi in prossimità alla sua superificie, generando un effetto netto attrattivo.
 
Secondo questo insieme concettuale, due corpi a temperatura maggiore dovrebbero manifestare, idealmente prescindendo da ogni altro effetto spurio, una intensità gravitazionale attrattiva inferiore, in quanto l'aumentata agitazione termica diminuisce il grado di ordinamento elettrodinamico prevalente. Viceversa nel caso di una diminuzione di temperatura. L'effetto di temperatura introdurrebbe dunque un andamento differente rispetto alla teoria gravitazionale basata sul postulato di [[relatività generale]], dove una temperatura maggiore significa una energia maggiore, ed una energia maggiore una intensità gravitazionale maggiore.
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