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== Sviluppi e ideologie ==
[[File:Louis Auguste Blanqui.JPG|thumb|[[Louis Auguste Blanqui]]]]
{{vedi anche|Storia del socialismo|Storia del comunismo}}
Il socialismo è una corrente di pensiero legata ai movimenti [[politica|politici]] che, a partire dal [[XIX secolo]], lottarono per modificare la vita sociale ed economica delle [[classe sociale|classi]] meno abbienti e in particolare del [[proletariato]].
 
=== Le origini: il Socialismo utopistico ===
[[File:Pierre Joseph Proudhon.jpg|thumb|left|[[Pierre-Joseph Proudhon]]]]
{{vedi anche|Socialismo utopico}}
I movimenti ottocenteschi derivano dalle lotte rivoluzionarie repubblicane, in particolare dall'esperienza della [[rivoluzione francese]] con il movimento dei [[Montagnardi]] e dei [[Sanculotti]], e dalle rivolte contadine che dal [[Medioevo]] si ripetevano ciclicamente contro l'[[aristocrazia]] terriera; talvolta queste rivolte assumevano connotati [[Religione|religiosi]] che sfociavano nell'[[egualitarismo]] e nella [[comunione dei beni]] di produzione.
 
=== Il socialismo scientifico e le sue derivazioni ===
[[File:Karl Marx.jpg|thumb|[[Karl Marx]]]]
{{vedi anche|Socialismo scientifico}}
Il termine ''[[socialismo scientifico]]'' viene coniato da [[Karl Marx]] per indicare la sua visione del socialismo, illustrata nelle sue numerose opere sulla società, la [[storia]] e l'[[economia]]. In opposizione al socialismo utopista, Marx riteneva che la prassi del movimento operaio dovesse essere ispirata da una rigorosa analisi.
=== Il "Revisionismo" ===
{{Vedi anche|Revisionismo del marxismo}}
[[File:Eduard Bernstein.jpg|thumb|[[Eduard Bernstein]]]]
Fu chiamata '''revisionista''' la corrente moderata e [[Riformismo|riformista]] del [[marxismo]] che sorse verso la fine del [[XIX secolo]], originata dall'osservazione che il comportamento dell'economia capitalistica non sembrava corrispondere alle previsioni del marxismo.
 
Dei socialisti democratici di oggi, soltanto un'esigua parte spera ancora su una graduale e pacifica transizione dal capitalismo al (pieno) socialismo, attraverso l'''evoluzione'' piuttosto che la ''rivoluzione''. La maggior parte dei socialisti democratici però ha acquisito integralmente la visione propria della [[socialdemocrazia]]: cioè rifiutano in tronco qualsiasi riferimento di tipo marxista e accettano il capitalismo, non si propongono di superarlo, ma di perfezionarlo raggiungendo l'"economia sociale di mercato". Essendo falliti il ''socialismo utopistico'', il ''socialismo rivoluzionario'' e il ''socialcomunismo'', tutte le organizzazioni "socialiste" moderne dichiarano di ispirarsi al socialismo democratico e al giorno d'oggi i ''socialisti democratici'' sono quelli che chiamiamo a volte "''socialdemocratici''" e a volte "''socialisti''": ciò è dovuto al fatto che tutti i socialisti sono approdati al "socialismo democratico" divenendo "''riformisti democratici''". Per contro, il [[Marxismo]] sostiene che una rivoluzione socialista è l'unico modo pratico per implementare cambi radicali nel sistema capitalistico. Inoltre, sostiene che dopo un certo periodo di tempo sotto il socialismo, lo Stato deve "estinguersi", producendo una società comunista.
 
[[File:Leon trotsky.jpg|thumb|left|[[Leon Trotsky]]]]
Naturalmente, lo stato non è svanito negli [[stato comunista|stati comunisti]] del [[XX secolo]]. Alcuni Marxisti difendono ciò sostenendo che semplicemente, il periodo di transizione non si era concluso. Altri Marxisti denunciano quegli stati "comunisti" come [[Stalinismo|Stalinisti]], sostenendo che la loro leadership era corrotta e aveva abbandonato il Marxismo conservandone solo il nome. In particolare, alcune scuole Trotzkiste del Marxismo definiscono questi stati col termine ''socialismo di stato'' per contrapporli al vero socialismo; altre correnti Trotzkiste usano il termine ''capitalismo di stato'', per enfatizzare l'assenza del vero socialismo.
 
 
== Il socialismo italiano ==
[[File:Turati.jpg|thumb|[[Filippo Turati]], uno dei fondatori del [[Partito Socialista Italiano]]]]
In Italia, il socialismo si sviluppa e diffonde con il ''[[Partito Operaio Italiano]]'', fondato a [[Milano]] nel [[1882]] e la ''Lega Socialista Milanese'', nonché per mezzo di movimenti e leghe di derivazioni marxiste minori. Nel [[1892]], nasce a [[Genova]] il ''[[Partito Socialista Italiano]]'' (nato come ''Partito dei Lavoratori Italiani''), sciolto due anni dopo dal [[governo Crispi I|primo governo Crispi]]. Il socialismo ritroverà costituzione nei governi successivi e raccoglierà nel PSI le frange riformiste e rivoluzionarie. Il partito non riesce tuttavia a far fronte alle divisioni interne e si scindono sia le correnti riformiste (la prima delle quali, espulsa nel [[1912]], fonda il ''[[Partito Socialista Riformista Italiano]]'' sotto la guida di [[Leonida Bissolati]], mentre la seconda, espulsa nel [[1922]] diede vita al ''[[Partito Socialista Unitario]]'' (avente come leader [[Giacomo Matteotti]] e [[Filippo Turati]]), che quella rivoluzionaria del [[1921]] (che fonderà col congresso di [[Livorno]] il [[Partito Comunista d'Italia]], guidato da [[Amadeo Bordiga]], [[Antonio Gramsci]] e [[Nicola Bombacci]] ed era affiliato alla [[Terza Internazionale]], nata nel [[1919]] a [[Mosca (Russia)|Mosca]]).
 
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