Differenze tra le versioni di "Napoleone Bonaparte"

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Il 9 marzo [[1796]] Napoleone sposò [[Giuseppina di Beauharnais|Giuseppina Tascher de La Pagerie]],<ref>I due si conobbero grazie al figlio di Giuseppina che durante la requisizione di armi a Parigi, per recuperare la spada, dono di suo padre, supplicò Napoleone che si convinse a restituirgliela, la madre giunse in seguito a ringraziare Napoleone per il gesto. In {{Cita|Gerosa|p. 75-76}}.</ref> vedova Beauharnais, già moglie di un ufficiale ghigliottinato dopo la rivoluzione.<ref name="storia390">{{cita|Storia Universale|p. 390|su}}.</ref> Dopo soli due giorni partì per [[Nizza]] per assumere il comando dei 38.000 uomini mal equipaggiati dell'[[Armata d'Italia]]. Il generale, giunto al quartier generale il 27 marzo, diede il via a un'operazione militare che, nei piani del Direttorio, doveva essere semplicemente di «diversione», poiché l'attacco all'[[Austria]] sarebbe dovuto avvenire lungo due direttrici sul [[Reno]].<ref name="storia390"/>
 
Molto magro, il viso scavato, lo sguardo freddo dei grandi occhi grigioazzurro, i capelli lunghi sulle spalle e il volto "sulfureo"<ref>G.Rocca, ''Il piccolo caporale'', p. 89.</ref><ref>{{Cita\|bvre|pp. 69-70}}.</ref>, il generale, cupo e spigoloso, descritto come "un matematico o un visionario"<ref>{{cita|Ludwig (2000)|p. 42|ludwig2000}}</ref>, impose la sua autorità, dimostrò la sua risolutezza, impressionò i suoi generali subordinati e predispose la rapida attuazione dei suoi ambiziosi piani di guerra.
 
Il 12 aprile 1796 cominciava la [[Campagna d'Italia (1796-1797)|prima campagna d'Italia]] che avrebbe portato alla luce il genio militare e politico del generale Bonaparte il quale, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze [[austria]]che, piemontesi e venete. Questi successi affascinarono anche il grande compositore [[Ludwig van Beethoven]], che inizialmente dedicò al giovane generale repubblicano la [[sinfonia n. 3 (Beethoven)|sinfonia n. 3]], "l'Eroica", ma successivamente stracciò la dedica, indignato dal fatto che Napoleone si fosse proclamato imperatore.<ref>{{cita|Enciclopedia della Musica|p.270|musica}}.</ref><ref>{{Cita|Dahlhaus|pp. 23–25}}.</ref>
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