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=== Le origini remote ===
Alcuni praticanti tradizionali credono che le prime origini della cabala precedano le religioni del mondo e formino la struttura primordiale delle [[filosofie]], [[religioni]], [[scienze]], [[Arte|arti]] e [[sistemi politici]].<ref>{{en}}[http://www.kabbalah.info/eng/content/view/frame/31386?/eng/content/view/full/31386&main ''The Freedom''] di [[Yehuda Ashlag]], "Baal HaSulam".</ref>
La Cabala, secondo i suoi "cultori", venne trasmessa da [[Dio (Ebraismo)|Dio]] direttamente ad [[Adamo]] e ad [[Abramo]]. La prima conoscenza cabalistica fu poi trasmessa oralmente dai [[Patriarca (ebraismo)|patriarchi]], dai [[Neviim|profeti]] e dai saggi ({{lang-he|'''חכם'''}} ''ḥaḵam'' sing., ''ḥaḵamim'' e/o ''[[chakhamim]]'' plur.), successivamente "intrecciata" in cultura e scritti religiosi ebraici. Secondo questa visione, la prima Cabala verso il X secolo [[p.e.v.]], fu una conoscenza aperta praticata da oltre un milione di persone nell'antico Israele.<ref>''[[Meghillah]]'' 14a, ''Shir HaShirim Rabbah'' 4:22, ''Ruth Rabbah'' 1:2; [[Aryeh Kaplan]], ''Jewish Meditation: A Practical Guide'', Schocken Books, 2ª ed. riv., 1995, pp. 44–48.</ref> Conquiste straniere portarono i capi spirituali ebraici del tempo (il [[Sinedrio]]) a nascondere la conoscenza e renderla segreta, temendo che potesse essere usata impropriamente se fosse caduta nelle mani sbagliate.<ref>[[Yehuda Ashlag]], ''Preface to "The Wisdom of Truth'', Kabbalah Publishing, 2008, p.12 sez.30 e p.105 sez. finale della colonna sinistra quale prefazione al ''[[Talmud]] Eser HaSfirot''.</ref> I capi del Sinedrio erano inoltre preoccupati che la pratica della Cabala da parte degli ebrei della [[diaspora ebraica]], senza supervisione e senza la guida dei maestri, potesse condurli a pratiche errate e metodi proibiti. Di conseguenza, la Cabala nell'ambito dell'ebraismo rabbinico divenne segreta, proibita ed esoterica (''Torat Ha`Sod'' {{lang|he|'''תורת הסוד'''}}) per un millennio e mezzo.<ref name="Scholem1"/>
 
Secondo l'assiriologo finlandese [[Simo Parpola]], il concetto di En Sof, o En Sof Or, deriva dal mesopotamico [[Assur (divinità)|Aššur]] (Dio trascendente), così come l'intero sistema della Cabala deriva dall'albero sacro della [[religioni della Mesopotamia|religione mesopotamica]].<ref>{{cita articolo|autore=Simo Parpola|titolo=The Assyrian Tree of Life: Tracing the Origins of Jewish Monotheism and Greek Philosophy |url=http://www.atour.com/education/pdf/SimoParpola-TheAssyrianTreeOfLife.pdf|rivista=Journal of Near Eastern Studies|volume=52|numero=3|anno=1993|pagine=161-208}}</ref>
 
== Visione complessiva ==
Secondo lo [[Zohar]], testo fondamentale del pensiero cabalistico, lo [[studio della Torah]] può procedere lungo quattro livelli di interpretazione ([[esegesi ebraica|esegesi]]).<ref>''Shnei Luchot HaBrit'', R. Isaiah Horowitz, Toldot Adam, ''Beit haChokhma'', 14 [http://www.chabad.org/library/article_cdo/aid/2401222/jewish/Limitless-Truth-for-the-Limited-Mind.htm]</ref><ref>[http://www.jewishencyclopedia.com/view.jsp?artid=142&letter=Z Jewishencyclopedia.com - "ZOHAR"]</ref> Tali quattro livelli sono chiamati ''[[Pardes]]'' dalle rispettive lettere iniziali (PRDS {{lang-he|'''פרדס'''}}, frutteto).
* [[Peshat|'''P'''eshat]] ('''פשט''': semplice): letterale - interpretazioni letterali del significato.
* '''R'''emez ('''רמז''': allusione): allegorico - significati allegorici per via allusiva.
* '''D'''rash ('''דרש''': esposizione): omiletico - significati rabbinici [[midrash]]ici, spesso con paragoni immaginativi di parole e/o versi simili.
* '''S'''od ('''סוד''': segreto): esoterico - significati interiori, esoterici e [[metafisica|metafisici]], espressi nella Cabala.
 
La Cabala è considerata dai suoi seguaci come una parte necessaria dello [[studio della Torah]] – tale studio biblico (del ''[[Tanakh]]'' e della [[letteratura rabbinica]]) essendo un dovere inerente per gli ebrei osservanti.<ref>[https://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/Judaism/The_Written_Law.html "The Written Law (The Torah)"], su ''[[Jewish Virtual Library]]''.</ref> La Cabala insegna dottrine che sono accettate da alcuni [[ebrei]] come vero significato dell'Ebraismo, mentre altri ebrei hanno rifiutato queste dottrine come [[eresia|eretiche]] e antitetiche all'Ebraismo stesso.<ref>''int. al.'', G. Scholem, ''Jewish Gnosticism, Merkabah Mysticism, and the Talmudic Tradition'', Jewish Theological Seminary Press, 1960, ''s.v.'' e "Appendice"; Elliot Wolfson, ''Venturing Beyond: Law and Morality in Kabbalistic Mysticism'', [[Oxford University Press]], 2006; Moshe Idel, ''Kabbalah: New Perspectives'', [[Yale University Press]], 1988, pp.1-34.</ref> Dopo la Cabala medievale, e specialmente dopo il suo sviluppo e sintesi nel [[XVI secolo]], la cabala sostituì la [[filosofia ebraica]] (''hakira'') quale [[teologia ebraica]] tradizionale, sia nei circoli accademici che nell'immaginario popolare. Con l'arrivo del [[Modernismo (letteratura)|modernismo]], tramite l'influenza dell‘''[[haskalah]]'', ciò è cambiato tra le correnti ebraiche non [[ebraismo ortodosso|ortodosse]], sebbene lo studio accademico e le applicazioni spirituali intraconfessionali del [[XX secolo]] (in particolare quelle del [[neochassidismo]]) abbiano risvegliato un seguito oltre l'[[Ebraismo ortodosso|ortodossia]].<ref name="Scholem1">Per questa sezione si veda in particolare [[Gershom Scholem]], ''Major Trends in Jewish Mysticism'', Schocken Books, 1974, pp.1-39 e ''passim'' & ''ss.vv.'', secondo gli argomenti trattati. Cfrr. anche l'Introduzione di [[Robert Alter]], pp. xi-xxiv.</ref>
 
==== Origine dei termini ====
In origine, la conoscenza cabalistica era reputata parte integrante della [[Torah orale]], data da [[Dio]] a [[Mosè]] su [[Monte Sinai]] verso il XIII secolo [[p.e.v.]], anche se c'è un'opinione che la Cabala sia iniziata con [[Adamo]]. Quando gli [[Israeliti]] arrivarono a destinazione e si stabilirono a [[Canaan]], per alcuni secoli la conoscenza esoterica venne conosciuta per il suo aspetto di [[Meditazione ebraica|meditazione pratica]], nota come ''[[Hitbonenut]]'' ({{lang-he|'''התבוננות'''}}),<ref>Stern, Schneur Zalman, [http://www.kabbalaonline.org/Meditations/jewishmeditation/Active_vs.Passive_Meditation.asp "Active vs. Passive Meditation"] {{webarchive|url=https://web.archive.org/web/20050124200908/http://www.kabbalaonline.org/Meditations/jewishmeditation/Active_vs.Passive_Meditation.asp |data=24 gennaio 2005 }}</ref> – l‘''Hitbodedut'' ({{lang-he|'''התבודדות'''}}) di [[Rebbe]] [[Nachman di Breslov]], tradotto con "star solo" o "isolarsi" – o con un termine differente che descrive il fine desiderato di [[profezia]] pratica ("''NeVu'a''" {{lang-he|'''נבואה'''}}).
 
Durante il V secolo [[p.e.v.]], quando le [[scritture]] del [[Tanakh]] vennero redatte e canonizzate, e la conoscenza segreta cifrata all'interno dei vari scritti e delle pergamene ("Megilot"), tale conoscenza venne indicata come ''[[Merkavah|Ma'aseh Merkavah]]'' ({{lang-he|'''מעשה מרכבה'''}})<ref>[http://www.sparknotes.com/philosophy/kabbalah/section1.html "SparkNotes: The Kabbalah: Ma'aseh merkavah"].</ref> e ''Ma'aseh B'reshit'' ({{lang-he|'''מעשה בראשית'''}}),<ref>[http://www.sparknotes.com/philosophy/kabbalah/section2.rhtml "SparkNotes: The Kabbalah: Ma'aseh bereshit"].</ref> rispettivamente "l'atto del Carro" e "l'atto della Creazione". Il [[misticismo Merkavah]] allude alla conoscenza criptata dentro il [[Libro di Ezechiele|libro del profeta Ezechiele]] che descrive la sua visione del "Carro Divino". Misticismo ''B'reshit'' si riferisce al primo capitolo del [[Libro della Genesi]] ({{lang-he| '''בראשית'''}}) nella [[Torah]], che si crede contenga segreti sulla creazione dell'[[universo]] e sulle forze della [[natura]]. Questi termini vengono anche citati nel secondo capitolo del trattato [[talmud]]ico ''[[Hagigah]]''.<ref>[[Gershom Scholem]], ''Major Trends, cit.'', pp. 40-79: "Merkabah Mysticism and Jewish Gnosticism".</ref>
 
==== Elementi mistici della Torah ====
Nei primi mesi del [[giudaismo rabbinico]] (primi secoli del primo millennio [[e.v.]]), i termini ''Ma'aseh Bereshit'' ("Opere della Creazione") e ''[[Merkabah|Ma'aseh Merkabah]]'' ("Opere del Trono/Carro Divino") indicano chiaramente la natura [[midrash]]ica di queste speculazioni: sono in realtà basate su {{passo biblico2|Genesi|1}} e {{passo biblico2|Ezechiele|1:4-28}}, mentre i nomi ''Sitrei Torah'' (aspetti nascosti della Torah)<ref>[[Talmud]] ''Hag.'' 13a.</ref> e ''Razei Torah'' (i segreti della Torah)<ref>''Ab.'' VI. 1.</ref> indicano il loro carattere di tradizione segreta. Un termine supplementare ha inoltre ampliato la conoscenza esoterica ebraica, cioè ''Chokmah Nistara'' (saggezza nascosta).<ref>G. Scholem, ''Major Trends, cit.'', pp. 43-54.</ref>
 
La dottrina talmudica proibì l'insegnamento pubblico di dottrine esoteriche e ammonì sui relativi pericoli. Nella [[Mishnah]] (''Hagigah'' 2:1), i [[rabbinismo|rabbini]] venivano avvertiti di insegnare le dottrine mistiche della creazione solo ad uno studente alla volta.<ref>Urbach, ''I Saggi'', pp. 184 ''et seq.''</ref> Per evidenziare il pericolo, in un aneddoto [[haggadah|aggadico]] ("leggendario"), quattro importanti rabbini del periodo della [[Mishnah|mishnaico]] ([[I secolo]] [[e.v.]]) si dice avessero visitato il [[Frutteto]] (cioè, il [[Paradiso]], ''[[pardes]]'', [[ebraico]]: {{lang|he|'''פרדס'''}}, lett. "frutteto"):
 
{{citazione|"Quattro uomini entrarono nel ''pardes'' — [[Simeon ben Azzai|Ben Azzai]], [[Simon ben Zoma|Ben Zoma]], ''Acher'' ([[Elisha ben Abuyah]]),<ref>In seguito, Elisha venne considerato [[eresia|eretico]] dai suoi colleghi ''[[Tannaim]]'' e i rabbini del [[Talmud]] si riferirono a lui col soprannome ''Acher'' ('''אחר''', "L'Altro").</ref> e [[Rabbi Akiva]]. Ben Azzai guardò e morì; Ben Zoma guardò e impazzì; Acher distrusse le piante; Akiva entrò in pace e ne uscì in pace."<ref>[[Talmud babilonese]], ''[[Moed|Hagigah]]'' 14b; [[Talmud gerosolimitano]], ''[[Moed|Hagigah]]'' 2:1. Questa traduzione si basa su Braude, Ginzberg, Rodkinson e Streane.</ref>}}
 
In ragguardevoli letture di questa leggenda, solo Rabbi Akivaa era adatto a gestire lo studio delle dottrine mistiche. I ''[[Tosafot]]'', commentari medievali del Talmud, dicono che i quattro saggi "non ascesero letteralmente al luogo, ma sembravano ascendere".<ref>A. W. Streane, ''A Translation of the Treatise Chagigah from the Babylonian Talmud'', [[Cambridge University Press]], 1891, p. 83.</ref> D'altra parte, Rabbi [[Louis Ginzberg]] (1873-1953) scrive nella ''[[Jewish Encyclopedia]]'' (1901–1906), che il trasporto in paradiso "deve essere preso letteralmente e non allegoricamente".<ref>Louis Ginzberg, [http://www.jewishencyclopedia.com/view.jsp?artid=296&letter=E "Elisha ben Abuyah"], ''[[Jewish Encyclopedia]]'', 1901–1906.</ref> Per un'ulteriore analisi, si veda la voce "[[Pardes#I quattro Rabbini nel Pardes|I quattro Rabbini nel Pardes]]".
I metodi e le dottrine mistiche dei testi degli [[Hekhalot]] ("Camere/Palazzi" celesti) e [[Merkavah]] ("Carro/Trono" divino), denominati dagli studiosi moderni in base a questi motivi ripetuti, durarono dal I secolo [[p.e.v.]] fino al [[X secolo]] [[e.v.]], prima di lasciare il posto a documentati manoscritti della Cabala. Gli iniziati si diceva "scendessero dal carro", forse un riferimento all'introspezione del viaggio celeste attraverso i reami spirituali. L'obiettivo finale era quello di arrivare davanti allo stupore del [[trascendenza|trascendente]], piuttosto che alla vicinanza del Divino. Dall'VIII all'[[XI secolo]], i testi Hekhalot e il protocabalistico ''[[Sefer Yetzirah]]'' ("Libro della Creazione") si fecero strada negli ambienti ebraici dell'[[Europa]].
 
Un altro movimento mistico influente separato, poco prima dell'arrivo della teoria cabalistica, è stato quello dei "[[Chassidei Ashkenaz]]" ('''חסידי אשכנז''') o [[pietismo|pietisti]] [[Germania|tedeschi]] [[medioevo|medievali]] nel periodo 1150-1250. Questo movimento etico-ascetico sorse soprattutto presso una sola famiglia di studiosi, la famiglia Kalonymus della [[Renania]] francese e tedesca.<ref>'''Kalonymos''' o '''Kalonymus''' ({{lang-he|'''קלונימוס'''}}) è una preminente famiglia ebraica originaria di [[Lucca]] ([[Italia]]), che, dopo essersi in parte stabilita a [[Magonza]] e [[Spira (Germania)|Spira]], ebbe un ruolo importante nello sviluppo della cultura ebraica in [[Germania]]. Secondo molti studiosi, questa famiglia è considerata la fondatrice dei movimenti ''Hachmei'' e ''[[Chassidei Ashkenaz]]''. Cfr. [[Joseph Dan]], “Ashkenazi Hasidim 1941-1991”, in ''Major Trends of Jewish Mysticism 50 Years Later – Proceedings of the Sixth International Conference on the History of Jewish Mysticism'', curato da Joseph Dan & Peter Schäfer, 1993.</ref>
 
=== Cabala medievale ===
Il suo discepolo [[Moses Cordovero]] scrisse il ''[[Pardes Rimonim]]'', un'esaustiva compilazione di insegnamenti cabalistici su una varietà di argomenti fino al suo tempo. Cordovero diresse inoltre l'Accademia di Tzfat fino alla sua morte, quando [[Isaac Luria]] salì alla ribalta. Il discepolo del Rabbi Moses, [[Eliyahu de Vidas]] redasse l'opera classica ''Reishit Chochma'', combinando insegnamenti cabalistici e ''[[mussar]]'' (morali). Anche [[Hayim Vital]] studiò sotto Cordovero, ma con l'arrivo di Luria divenne il suo principale discepolo. Vital affermò di essere l'unico autorizzato a trasmettere gli insegnamenti dell'[[Arizal]], sebbene anche altri discepoli pubblicarono libri che presentano gli insegnamenti di Luria.
 
La tradizione cabalista orientale continua fino ad oggi tra i saggi sefarditi e mizrahi, e rispettivi circoli di ''hakhamim''.<ref>'''Hakham''' (o ''chakam(i), haham(i), hacham(i)''; {{lang-he|'''חכם'''}} ''ḥaḵam'', "saggio") è un termine ebraico che sta ad indicare un uomo saggio o esperto; si riferisce spesso a colui che è grande studioso della [[Torah]]. la parola viene di solito usata per designare una persona di cultura ed erudita: "Colui che dice una vcosa saggia vien chiamato saggio ["hakham"], anche se non è ebreo" (Meg.16a). Per cui nella letteratura [[talmud]]ica-[[midrash]]ica non ebrei saggi ed eruditi vengono comunemente chiamati ''"hakme ummot ha-'olam"'' (i saggi delle nazioni). Nell'uso sefardita, è sinonimo di "[[rabbino|rabbi]]".</ref> Tra le principali personalità si annoverano lo yemenita [[Shalom Sharabi]] (1720–1777) della [[Sinagoga Beit El]], il gerosolimitano [[Chaim Joseph David Azulai]] (1724–1806), il capo spirituale di [[Baghdad]] [[Yosef Hayyim|Ben Ish Chai]] (1832–1909), e la dinastia [[Baba Sali|Abuhatzeira]].
 
==== ''Maharal'' ====
=== Dio nascosto e rivelato ===
[[File:Ein Sof1.jpg|thumb|upright=0.6|left|Schema metaforico dei [[Cinque Mondi|mondi spirituali]] emanati dall'[[Ein Sof]]]]
La natura del [[Dio nell'Ebraismo|Divino]] spinse i cabalisti ad immaginare due aspetti di Dio: ('''a''') Dio in [[Shekhinah|essenza]], assolutamente [[trascendenza|trascendente]], inconoscibile, [[semplicità]] divina senza limiti, e ('''b''') Dio nella manifestazione, la [[persona (filosofia)|persona]] rivelata di Dio attraverso cui Egli crea e sostiene e si relaziona al [[genere umano]]. I cabalisti parlano di (a) come ''[[Ein Sof|Ein/Ayn Sof]]'' ('''אין סוף''' "l'infinito/senza fine", letteralmente "ciò che non ha limiti"). Dell'impersonale Ein Sof nulla può essere afferrato. Tuttavia, il secondo aspetto delle emanazioni divine è accessibile alla percezione umana, interagendo dinamicamente in tutta l'esistenza fisica e spirituale, a rivelare [[Immanenza|immanentemente]] il Divino e vincolato alla vita dell'uomo. I cabalisti credono che questi due aspetti non siano in contraddizione, ma si completino a vicenda, con le emanazioni che rivelano il mistero nascosto all'interno della Divinità.<ref name="Ein">G. Scholem, ''Major trends, cit.'', pp. 12, 208-9, 214-217, 269-273 e ''s.v.'' "En-Sof".</ref>
 
Lo [[Zohar]] interpreta le prime parole del [[Libro della Genesi]] ''BeReishit Bara Elohim – In principio Dio creò'' come "Con il livello di "''Reishit-Beginning''" l'Ein Sof creò ''[[Elohim]]''-la [[Nomi di Dio nella Bibbia|manifestazione]] di Dio nella [[Creazione (teologia)|Creazione]]:
==== Le dieci Sefirot quale processo etico ====
{{vedi anche|Letteratura mussar}}
[[File:Shefa Tal.png|thumb|Nei secoli XVI e XVII la Cabala venne diffusa mediante un nuovo genere di [[Mussar|letteratura etica]], connessa alla [[meditazione cabalistica]]<ref>Queste mani sono suddivise in ventotto sezioni, ognuna contenente una [[alfabeto ebraico|lettera ebraica]]. Ventotto, in numeri ebraici, compita la parola ''Koach'' = forza. Alla base di ciascuna mano due lettere si combinano a formare '''יהוה''', il Nome di Dio.</ref>]]
La Creazione divina mediante le dieci Sefirot è un processo [[etica ebraica|etico]]: rappresentano i diversi aspetti della [[moralità]]. "Benevolenza amorevole" è una possibile giustificazione morale presente in Chessed e Gevurah è la giustificazione morale di "Giustizia" ed entrambe sono mediate dalla "Misericordia" che è Rachamim. Tuttavia, questi pilastri della morale diventano immorali quando portati agli estremi. Quando Benevolenza diventa estrema può portare alla depravazione sessuale e alla mancanza di Giustizia ai malvagi. Quando la Giustizia diventa estrema, può portare alla tortura e all'assassinio di innocenti e ad ingiusta punizione.
 
La Cabala postula che l'[[anima]] umana abbia tre elementi: ''nefesh'', ''ru`ach'' e ''neshamah''. ''Nefesh'' si trova in tutti gli [[esseri umani]] ed entra nel corpo fisico al momento della nascita. È la fonte della propria natura fisica e psicologica. Le altre due parti dell'anima non vengono impiantate al momento della nascita, ma possono essere sviluppate nel tempo: il loro sviluppo dipende dalle azioni e convinzioni della persona. Si dice che esistano pienamente solo nelle persone rivitalizzate spiritualmente. Un modo comune di spiegare le tre parti dell'anima è il seguente:<ref>G. Scholem, ''Major Trends, cit.'', pp. 241-243.</ref>
 
* ''Nefesh'' ('''נפש'''): la parte inferiore, o "parte animale", dell'anima. È connessa con gli [[istinto|istinti]] e con i [[desiderio (filosofia)|desideri]] corporali. Questa parte dell'anima viene data alla nascita.
* ''Ruach'' ('''רוח'''): l'anima mediana, lo "spirito". Contiene le [[virtù]] [[morale|morali]] e l'abilità di [[Assiologia|distinguere tra bene e male]].
* ''Neshamah'' ('''נשמה'''): l'anima superiore, o "anima superna". Questa separa l'uomo da tutte le altre forme di vita. È correlata all'[[intelletto]] e permette all'uomo di godere dell'[[Escatologia ebraica#"Il Mondo a Venire"|aldilà]]. Permette di avere una certa consapevolezza dell'esistenza e presenza di Dio.
 
Il ''Raaya Meheimna'', una sezione di insegnamenti affini diffusi in tutta l'opera dello [[Zohar]], discute la quarta e quinta parte dell'anima umana, la ''chayyah'' e ''yehidah'' (per la prima volta citata nel ''[[Midrash]] Rabbah''). [[Gershom Scholem]] scrive che questi "si considerava rappresentassero i livelli più sublimi della conoscenza intuitiva, e fossero alla portata di pochi individui scelti".<ref name="Zohar"/> Il ''Chayyah'' e lo ''Yechidah'' non entrano nel corpo come gli altri tre – quindi ricevono meno attenzione nelle altre sezioni dello Zohar.<ref name="Zohar">G. Scholem, ''Zohar - The Book of Splendor'', Schocken Books, 1963, Introduzione, pp. vii-xxi.</ref>
 
* ''Chayyah'' ('''חיה'''): la parte dell'anima che permette di acquisire consapevolezza della forza vitale divina.
* ''Yehidah'' ('''יחידה'''): il piano più alto dell'anima, dove si può raggiungere l'unica unione possibile con Dio.
 
Sia le opere rabbiniche che quelle cabalistiche ipotizzano che ci siano alcuni altri stati temporanei dell'anima, che le persone possono sviluppare in certe occasioni. Queste ulteriori anime, o stati ulteriori dell'anima, non hanno alcun ruolo in schemi di vita ultraterrena, ma sono menzionati per completezza:<ref name="Zohar"/>
 
* ''[[Ruach haQodesh]]'' ('''רוח הקודש''') ("Spirito di Santità" o ''Spirito Santo''): uno stato dell'anima che rende possibile la [[profezia]]. Dopo la fine dell'età della profezia classica, nessuno (fuori di [[Israele]]) riceve più l'anima di profezia.<ref>Si vedano gli insegnamenti di [[Abramo Abulafia]] per le diverse vedute di questa materia.</ref>
* ''Neshamah Yeseira'': l'"anima supplementare", che l'[[ebreo]] può percepire e comprendere durante lo [[Shabbat]]. Rende possibile un godimento spirituale migliore di tale giorno santo. Infatti esiste solo quando sta osservando lo Shabbat, ma può essere perso e/o guadagnato a seconda della propria osservanza.
* ''Neshamah Kedosha'': dato agli ebrei all'età della maturità (13 anni per i ragazzi, 12 per le ragazze) ed è relativo allo studio e alla realizzazione dei comandamenti biblici. Esiste solo quando si [[studio della Torah|studia e si segue la Torah]], ma può essere perso e/o guadagnato a seconda del proprio impegno e della rispettiva osservanza.<ref name="Zohar"/>
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